mercoledì 5 novembre 2014

Mio zio Paolo è una vittima innocente di mafia (e di Prefettura)

Ecco la richiesta di revoca in autotutela presentata dalla mia famiglia per annullare i provvedimenti che hanno portato ad escludere mio zio Paolo Borsellino dallo status di vittima innocente di mafia. La presente è stata rigettata dalla Prefettura di Agrigento nel febbraio del 2014 perché non ci sarebbero elementi nuovi rispetto alla decisione del 2002, ovvero revocare lo status a causa delle dichiarazioni di un falso pentito. Piccolo problema: la sentenza di Cassazione che smentisce il falso pentito è del 2004. Gli animali feriti non guardano in faccia nessuno. Così ci sentiamo e di conseguenza ci comporteremo. Spero abbiate voglia e tempo di leggere l'istanza. Da oggi si ricomincia a combattere perché a volte la Giustizia fa più male dei proiettili mafiosi.

domenica 21 settembre 2014

Tre mesi senza Facebook e a corto di notizie

Piccola considerazione: tre mesi senza Facebook e senza averne la minima voglia. E senza avere molto da scrivere in effetti. Problema: non so più nulla di moltissimi amici. Obiezione: chiamali. Parzialmente respinta: poco tempo e in orari improbabili. Vediamo...

sabato 21 giugno 2014

Bye bye Facebook and Co.

Ciao!

Da qualche secolo non scrivo più seriamente su questo blog. Il poco tempo libero dai miei lavori l'ho dedicato ai libri e ogni tanto a qualche articolo, e chi ne ha fatto le spese è stato il mio diario virtuale creato nel 2006. Che è stato un po' un amico.

Come naturale (ah, davvero?), in questi anni ho usato tantissimo i social network, soprattutto Facebook, e molte delle cose che avrei voluto comunicare, le ho scritte lì. 

La settimana scorsa mi sono reso conto che non avevo alcuna voglia di condividere pensieri, foto, ma anche abominevoli minchiate, su Fb. E così, senza che nemmeno sia stato necessario un percorso di disintossicazione e riabilitazione, ho chiuso i miei account. Uno era un po' più privato, dove ero in contatto solamente con persone che conoscevo davvero, l'altro più "pubblico", un calderone in cui accettavo tutte le richieste.

Mi rendo conto che questa notizia abbia sconvolto anche i popoli primitivi delle Mentawai, e che il mondo intero si stia chiedendo "come mai non è più su Facebook?". Mi sento in dovere di rispondere all'umanità. No, seriamente, ho ricevuto un paio di sms in cui mi si chiedeva perché avessi "bloccato" Tizio o Caio. E io mi immaginavo con una ganascia in mano. Simpatico. No, non ho bloccato nessuno. Ho chiuso tutto perché, semplicemente, non mi interessava più esserci, ancor di più non mi interessava la maggior parte delle cose che la gente scriveva e ancor di più riteneva interessante comunicare. Il più grande problema del mondo, dopo la fame e la sete, è che moltissime persone pensano di essere interessanti, e che pochissime lo sono realmente.

Ero stufo di (nell'ordine): 

1 Persone che pensano di essere scomode e pericolose per il sistema, che si sentono in pericolo immediato, che parlano già dall'aldilà;

2 Persone che pensano di avere un peso notevole nel destino dell'Universo: "Domani scriverò qui qualcosa che cambierà tutto, se me la faranno scrivere";

3 Persone che scrivono: "Come ho scritto due mesi e tre giorni fa qui su Facebook...". Scusa?

4 Persone che scrivono: "Scusate amici, oggi sono andata in bagno, era un po' molla e verdina, volevo condividerlo con voi";

5 Persone che scrivono: "Noi 5iamo la vera politica", "Vinciamo noi", "Noi abbiamo capito tutto, miserabile chi non ha compreso". Ok.

6 Persone che dedicano più tempo a scrivere status e a postare selfie che a vivere la loro vera vita. 

Ok, ora va meglio. Insomma, quando avrò qualcosa da scrivere, qualcosa di scomodissimo, qualcosa che Facebook avrebbe sicuramente censurato al pari delle scie chimiche e del triangolo dei miei bermuda, lo scriverò qui. Poi, notizia attesa da milioni di lettori, continuerò a scrivere libri. Se di mafia o di calcio vedremo.

A presto!

giovedì 10 aprile 2014

Quando il capitano Trovato cancellò il video di morte...

In "Abbiamo vinto noi" (Melampo Editore) con Ignazio Cutrò abbiamo raccontato la vicenda assolutamente segreta fino ad oggi del capitano dei Carabinieri Alessandro Trovato, che secondo il suo racconto cancellò il video in cui un operaio di Cutrò confessava di essere stato avvicinato da emissari della cosca mafiosa dei Panepinto che gli comunicavano la sentenza di morte emessa sul suo conto dal boss Luigi. Il video oggi è stato recuperato ed è al sicuro.

mercoledì 26 marzo 2014

lunedì 24 marzo 2014

W, la memoria è W!

Questa immagine fino a qualche anno era solo un sogno. Dei giovani che, insieme ai grandi nomi, ricordano anche mio nonno e mio zio, Giuseppe e Paolo Borsellino, imprenditori vittime innocenti delle mafie. Grazie agli insegnanti che mi hanno aiutato nel percorso di memoria, grazie ad Aurora I.

venerdì 21 marzo 2014

XIX "Giornata della memoria e dell'impegno" di Libera

Oggi, XIX "Giornata della memoria e dell'impegno di Libera", in tutta Italia risuoneranno forti i vostri nomi: Giuseppe e Paolo Borsellino, vittime innocenti della mafia. Qualcuno, sentendo per due volte il nome di Paolo, dirà sottovoce: lo hanno già detto. Ma quello accanto lo correggerà: non è il giudice, era un ragazzo di 32 anni che ha mandato a fanculo la mafia, e Giuseppe era suo padre, che aveva il suo stesso sogno. Grazie a Libera e grazie a tutti quelli che ricordano mio nonno e mio zio.

domenica 9 marzo 2014

La prima recensione di un lettore di "Abbiamo vinto noi"

La prima recensione di un lettore, Fernando Orsini. Credo sia molto più chiaro lui di quanto potrei essere io nel raccontare il mio libro.

"Ho finito di leggere 'Abbiamo vinto noi', la storia di Ignazio Cutrò l'imprenditore che ha detto NO alla mafia, scritto da Benny Calasanzio Borsellino (Ed. Melampo). E' un libro che si legge come un romanzo, con l'unica differenza che tutto ciò che è scritto nelle 182 pagine è parte di una storia vera, terribilmente vera. Per un uomo e per la sua famiglia che, molto spesso, ha dovuto lottare prima ancora che contro la mafia, contro lo Stato o, quanto meno, alcuni suoi rappresentanti".

sabato 8 marzo 2014

lunedì 3 marzo 2014

Ignazio Cutrò ospite di "Che tempo che fa" / video

Ignazio Cutrò a "Che tempo che fa"

Sono davvero orgoglioso di aver dato il mio piccolo contributo scrivendo la storia di quest'uomo, Ignazio Cutrò, uno per cui la mafia ha deciso da tempo l'eliminazione. "Abbiamo vinto noi" è il nostro libro, ma speriamo rimanga un'affermazione, senza punto interrogativo. Grazie alla casa editrice Melampo per aver creduto sin dal primo momento nel nostro progetto.

lunedì 24 febbraio 2014

La prima copia!

La mia prima copia! Spero davvero che il 28 febbraio avvertiate il desiderio di recarvi in libreria ad acquistare "Abbiamo vinto noi". Scriverlo per me è stato bellissimo, mi auguro che lo sia anche per voi leggerlo (foto di Fabio Tosi).

sabato 22 febbraio 2014

Dal 28 febbraio in tutte le librerie

Dalla quarta di copertina: "Io non so per quanto tempo potrò stare tranquillo. Oggi lo Stato è qui con me, ma domani? Ti ricordi di Domenico Noviello, l’imprenditore ucciso nel 2008? Appena uscito dal programma di protezione venne ammazzato. Ora a lui rimane una medaglia d’oro al valor civile, bella consolazione. Se domani dal Ministero mi dicessero ‘caro Ignazio, da oggi non avrai più la scorta’, cosa accadrebbe? Voglio raccontare la mia storia finché posso farlo, finché ci sono".

Ignazio Cutrò fino al 1999 è semplicemente questo: un imprenditore siciliano che vive una vita tranquilla con la sua famiglia. Nell’ottobre di quell’anno però gli incendiano il primo mezzo, una pala meccanica. Da quel giorno sarà un susseguirsi di minacce e attentati, circa venti, che lo porteranno nel 2006 ad avere una scorta e nel 2008 dritto dentro al programma speciale per la protezione dei testimoni di giustizia, insieme a tutta la sua famiglia. Non ha mai pagato un solo euro alla mafia, ha denunciato tutto e subito. Non ha cambiato identità e nemmeno paese e continua a fare l’imprenditore combattendo per i suoi diritti e per quelli di tutti i testimoni di giustizia. Questo libro è un messaggio di vittoria: contro la mafia si può vincere grazie allo Stato e nonostante lo Stato. Non servono eroi, ma solo persone perbene che fanno con dignità il proprio dovere.

Dal 28 febbraio in tutte le librerie, e on line qui.

venerdì 17 gennaio 2014

In uscita "Abbiamo vinto noi"


Ed eccola qui. La copertina del libro che ho scritto insieme ad Ignazio Cutrò che uscirà a febbraio. La storia di un grande uomo che non ha paura di dire NO alla mafia. La vita di un uomo normale che si incazza quando lo chiamano eroe: "in Italia gli eroi li hanno sempre fatti morire, io sono vivo!".