sabato 20 aprile 2013

Mafia: 21 anni fa l’omicidio dell’imprenditore Paolo Borsellino. S. Alfano: “Gli sia restituito il riconoscimento di vittima innocente”

PALERMO, 20 APR – “Paolo Borsellino era un giovane imprenditore che Cosa Nostra uccise, a soli 32 anni, il 21 aprile del 1992, a Lucca Sicula (Ag). Un uomo che ha sacrificato la propria vita per non scendere a compromessi con la criminalità. Una storia struggente, quella della famiglia Borsellino. Pochi mesi dopo la morte di Paolo, il padre Giuseppe venne ucciso perché come lui non aveva abbassato la testa di fronte all’arroganza mafiosa e aveva fatto i nomi degli assassini del figlio. A questi piccoli grandi eroi di tutti i giorni, troppo spesso dimenticati, va il pensiero e il rispetto di tutte le persone oneste, che si battono per l’affermazione della legalità”.

Sonia Alfano (Presidente della Commissione Antimafia Europea e dell’Associazione Nazionale familiari vittime di mafia) ricorda l’impreditore Paolo Borsellino, vittima innocente della mafia, nel giorno del 21° anniversario della sua uccisione.

“Dopo tanti anni – spiega Sonia Alfano – non solo per Paolo Borsellino non è stata fatta giustizia, ma nel 2001 gli è stato persino revocato il riconoscimento di vittima innocente della mafia, in virtù delle dichiarazioni di un falso collaboratore di giustizia. Un collaboratore le cui rivelazioni sono state dichiarate del tutto inattendibili con sentenza della Corte di Assise di Appello di Palermo, confermata con sentenza della Suprema Corte di Cassazione. Oltre alla lotta contro la mafia, i familiari delle vittime sono costretti a portare avanti anche quella contro la burocrazia. La famiglia di Paolo Borsellino, infatti – racconta Sonia Alfano – ha proposto ricorso contro questa evidente ingiustizia: un’iniziativa che appoggio e sostengo con tutte le mie forze. Oggi, nel giorno del ricordo, mi stringo ancora una volta alla famiglia Borsellino e, in particolare, al nipote Benny, cui mi legano da molto tempo le stesse battaglie per la legalità”.

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