lunedì 19 novembre 2012

Mi chiamo Hanin ed ero palestinese

Buongiorno, 

mi chiamo Hanin Tafesh, ho 10 mesi e vivo nella Striscia di Gaza. O meglio, ci vivevo fino al 15 novembre. Quel giorno ero davanti alla porta di casa mia, stavo guardando degli aerei che volavano in cielo. Aerei uguali a quelli che avevo visto in tv e al modellino che i miei nonni mi avevano regalato la settimana prima. 

Con il naso all'insù ho visto che da uno di questi aerei sono partiti dei missili o delle bombe, non so bene, che in pochi secondi sono caduti a pochi passi da me e dai miei cari.

Dopo aver frequentato la scuola mi sarei iscritta all'università e sarei diventata un medico. A Londra, dove avrei studiato, avrei conosciuto un bellissimo ragazzo israeliano di cui mi sarei innamorata e con cui avrei passato tutti gli anni dell'università. Dopo la specializzazione saremmo tornati, insieme, a Gaza, a lavorare nell'ospedale della città. Avremmo salvato molte vite. 

Sono morta sul colpo. Non ho avuto nemmeno il tempo di capirlo. Il missile mi ha colpito in pieno. Il mio corpo non esiste più. Quel che rimaneva lo hanno raccolto nella scatola di cartone dell'aereo che mi avevano regalato i nonni. 

Mentre io morivo in Italia si parlava della crisi economica, del governo Monti e delle primarie del centrosinistra. In America del caso Petraeus. In Inghilterra dello scandalo pedofilia alla Bbc. In Francia delle cravatte storte di Hollande. 

In tutto il mondo ci sono due tifoserie: i pro-Palestina e i pro-Israele. C'è chi dice che ci hanno attaccati per colpa di Hamas che è un esercito di terroristi, c'è chi dice che noi abbiamo attaccato Israele perché rivendichiamo il diritto ad avere un nostro Stato sovrano e indipendente e non occupato. In tutta sincerità: credete che per me, in questo momento, questo conti qualcosa? Io non sono un martire, io sono un morto. 

Perché l'Onu e la Nato assistono paralizzate? Perché la democrazia viene esportata solo dove c'è il petrolio? Perché nessuno impone a Israele di riconoscere lo Stato palestinese? Perché nessuno ha mai ostacolato l'ascesa al potere di Hamas? Perché America, Italia, Inghilterra e Francia non minacciano l'intervento militare e obbligano Israele a cessare subito i raid? Perché il mondo sta a guardare? Non lo saprò mai. Sono morta senza riuscire nemmeno a vedere una torta di compleanno. 

Ero palestinese e avrei sposato un israeliano perché i nostri non sono popoli in lotta, ma vittime di vertici politico-istituzionali criminali che conducono una personalissima battaglia di potere e di intolleranza reciproca. 

In un'altra vita forse andrà meglio, in questa non ho avuto abbastanza tempo. 

Hanin

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