domenica 11 marzo 2012

Sul Fatto Quotidiano dell'11 marzo 2012


Questo mio articolo, senza firma, è stato pubblicato oggi sul Fatto Quotidiano.

Veneto. Solo 8 vittime su 60 saranno parte civile contro i Casalesi.

Su sessanta vittime di usura, estorsione e violenze di stampo mafioso, solo otto si costituiranno parte civile nell'ambito del processo. Se fossimo al Sud non farebbe notizia, se fossimo al Sud la notizia sarebbero gli otto coraggiosi che sfidano i boss in gabbia. Invece siamo in Veneto, dove anche il presidente vicario della Corte d'Appello di Venezia, Vittorio Rossi, lo scorso gennaio ha definito la presenza della mafia «esigua». «Il dato – aveva detto Rossi – sembra smentire la tesi di chi riferisce di penetrazioni delle mafie nel Veneto». 

E infatti il processo di cui parliamo è “solo” quello a carico di una delle costole del clan camorristico dei Casalesi, smantellata la scorsa primavera dalla Dia di Padova. Nella regione in cui l'unico problema della Lega al governo è il soggiorno di Salvuccio Riina, Mario Crisci, arrembante 34enne campano residente a Padova, tramite la “Aspide Srl”, aveva messo su un giro di usura con manovalanza locale: la società, ovviamente senza alcuna autorizzazione, prestava soldi alle aziende in crisi di liquidità e poi chiedeva interessi che toccavano il 180 per cento annuo. Chi non pagava in tempo si trovava catapultato in un vortice di terrore a base di minacce, percosse e pistole in bella vista. La “Aspide”, nata nel 2009 e con sede in Via Galileo Galilei 2/C a Selvazzano Dentro (PD), «ha per oggetto – si legge al punto 4 dello statuto societario – le seguenti attività: gestione centralizzata e ottimizzazione dei servizi integrati di controllo, di vigilanza e sicurezza per conto terzi». In più era specializzata in recupero crediti e non ha esitato, per esempio, a picchiare un imprenditore del padovano con la stessa stampella sulla quale si reggeva, sotto lo sguardo impietrito degli suoi operai.

All'udienza preliminare dello scorso 9 marzo del processo che prende il nome dalla “finanziaria” legata ai Casalesi, che ha fruttato illeciti per quattro milioni di euro, ci saranno dunque ben 23 imputati (su 27 rinviati a giudizio) che hanno optato per il rito abbreviato: la mole di prove raccolte nell'inchiesta guidata dal pm della Dda di Venezia Roberto Terzo non lascia molto spazio a speranze giudiziarie per Crisci e compagni.

Ma a fare discutere però sono le 52 vittime del clan di stampo mafioso che a quel processo non si costituiranno parte civile. «Costituirsi parte civile contro i Casalesi non è facile nemmeno per noi – ha raccontato al Corriere del Veneto Roberta Pedrotti, legale di due albergatori trentini finiti nella rete dell'associazione mafiosa. C'è un fattore “paura” importante, concreto». 

Che si chiami omertà o terrore, l'altra assenza pesante è quella delle istituzioni: tra le parti civili, infatti, non ci sono i Comuni coinvolti, la Provincia di Padova o le associazioni di categoria. 

1 commento:

Giampaolo Rossi ha detto...

Ciao, complimenti.. sai dove è possibile reperire le date di questo processo?
Grazie