martedì 6 marzo 2012

Perché Ferrandelli sarà il prossimo sindaco di Palermo




Pubblicato sul mio blog su Micromega

Alcuni movimenti, intellettuali o d’azione, una volta partiti sono inarrestabili. Annusi l’aria e capisci che sarà impossibile fermarli. Quando Luigi De Magistris (che a Palermo sosteneva Rita Borsellino) sbriciolò la corazzata di cristallo del Partito democratico, mandando in soffitta Morcone e compagnia cantante, immediatamente si ebbe la certezza che sarebbe diventato sindaco di Napoli. L’entusiasmo sprigionato dalla scelta popolare che era andata contro i partiti, anche contro l’Idv, non si sarebbe fermato alle primarie, sarebbe avanzato, avrebbe invaso le vie e le piazze e sarebbe entrato nel palazzo comunale.

Poche ora fa un ragazzo di 31 anni, Fabrizio Ferrandelli, bancario con addosso cuciti giacca, camicia e cravatta, ha messo in fila nomi degnissimi del centrosinistra palermitano e siciliano: Rita Borsellino, su cui non serve dire altro, Davide Faraone, pupillo del sindaco di Firenze Matteo Renzi e Antonella Monastra. Ferrandelli ha vinto le primarie del centrosinistra riuscendo a mettersi contro quasi tutti i partiti, a partire dal suo, l’Idv, tanto che Leoluca Orlando, ritiratosi dalla primarie per appoggiare la Borsellino, pare sia determinato a candidarsi con una sua lista contro Ferrandelli: «Quello che è successo a Palermo è molto grave. Si tratta di primarie inquinate, aspettiamo le verifiche» dice il portavoce nazionale di Idv. Solo che, nelle stesse ore, pare che Di Pietro, in una telefonata all’eurodeputata indipendente del suo partito, Sonia Alfano, le abbia comunicato che intende sostenere il giovane. Per Orlando digerire questo boccone dal sapore pestilenziale sarà impresa ardua e non è esclusa, per orgoglio ferito, una sua decisione clamorosa.

Ferrandelli si è costruito questo successo negli anni, manifestazione dopo manifestazione, consiglio comunale dopo consiglio comunale. È sempre stato “gente”, non solo in mezzo ad essa. È stato accusato di essere arrivista, arrogante, carrierista, assetato di potere, arrembante. Dagli stessi che chiedevano un ricambio politico e il potere in mano ai giovani. Li vogliono giovani e bravi, ma non intraprendenti e ambiziosi. Li vogliono giovani e bravi ma a casa loro, per poi lamentarsi che la politica è vecchia e che i giovani sono lontani da essa. È il gioco del mi “lamento perché mi lamento”.

Nell’aria di Palermo c’è profumo di Napoli, di impresa. I palermitani, qualsiasi sarà il candidato del centrodestra, vorranno vedere all’opera Ferrandelli, perché la componente romantica alberga dagli albori nell’animo dei siculi: un giovane dalla faccia pulita che, contro ogni pronostico, vince le primarie. È come l’inizio di un romanzo nazional-popolare, di un poema epico. Vediamo come va a finire. Difficilmente i palermitani spegneranno la tv prima della fine.

Il centrodestra, ora, dovrà proporre uno schema che non conosce. Come farà a pareggiare entusiasmo, freschezza, simpatia, tributo popolare? A Napoli Gianni Lettieri (Pdl) al primo turno aveva staccato tutti con un 38 e mezzo per cento, quasi dieci punti in più di De Magistris, che al secondo turno lo ha seppellito con un 65 per cento. L’entusiasmo non ha logica, purtroppo o per fortuna, e più cerchi di arginarlo o distrarlo, più ti travolge.

Per questo Ferrandelli è “naturalmente” avviato alla poltrona da primo cittadino. Perché ognuno di noi, in fondo, vuole vedere come va a finire. La curiosità, purtroppo o per fortuna, non ha logica.

4 commenti:

Littorio Mangano ha detto...

Trovo l'atteggiamento di Orlando disarmante.Ieri a La7 ha fatto davvero una figura pessima,la figura di un uomo rancoroso che non accetta la sconfitta.

Leonilde ha detto...

La notizia di brogli è vera o creata ad arte perchè non ha vinto il candidato voluto?

Leonilde ha detto...

Permettimi di postare un piccolo articolo scritto non da me ma che condivido:

E figuriamoci se un giovane maschio non vinceva su una donna! Sono due categorie di soggetti “marginali” rispetto al potere. Su entrambe si piagnucola spesso. Ah, ci sono troppo pochi giovani in Parlamento, ohi ohi quante poche donne in posizioni apicali! Essere giovani è una condizione transitoria, essere donne è appartenenza definitiva. La
percentuale di giovani, in questa società senescente, è in costante decrescita, le donne sono più della metà degli italiani. Ma non importa. Il club della politica è maschile. E anche questa volta si è attrezzato per escludere una persona competente, espressione di una Sicilia pulita fino al martirio, irriducibile. E femmina. Mi accorgo di averci sperato, in una Borsellino sindaco di Palermo, ma di non averci mai davvero creduto. Mi sono detta: è appoggiata, oltre che da Sel, Idv, Verdi, Fds e Orlando, anche dal riottoso Pd. Non può non vincere. Ingenua Ravera. Non lo sai che il Pd sa sempre come perdere? C’è un metodo sicuro: tirare addosso alla candidata prescelta uno sciame di candidati anche loro semi-appoggiati, sostenuti da una corrente e boicottati dall’altra. Così gli elettori si confondono. Si scocciano. E, prima o poi,
rinunceranno a servirsi di questo strumento di partecipazione democratica. Non parlate al manovratore. Tanto è inutile.
Lidia Ravera

Giulia La Paglia ha detto...

Bellissimo articolo. Continuavo a fare copia e incolla per condividerti su facebook ma ogni paragrafo era più bello di quello prima. Impossibile decidere! Prima volta che ti leggo, ma di sicuro non l'ultima.