venerdì 23 marzo 2012

Lampedusa "Porta d'Europa" sul Fatto Quotidiano di oggi.


Non è Corleone, non è Casal di Principe, né San Luca. Il più grande cimitero delle mafie si trova più vicino all'Africa che alle coste italiane. Lampedusa è la perla nel Canale di Sicilia sul cui fondo giacciono i corpi di uomini e donne in fuga da guerre, carestie e povertà; circa 6000 corpi che non avranno mai un nome né una degna sepoltura. Per questo Libera ha scelto di celebrare lì la XVII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime di mafia. Mille i nomi degli innocenti eliminati dalle cosche, a cui si sono aggiunti quelli (conosciuti) dei migranti, pronunciati uno per uno.
“La ripresa degli sbarchi dei migranti sull'Isola di questi giorni – sottolinea Umberto Di Maggio coordinatore regionale di Libera in Sicilia – ci obbliga ad una riflessione ancora più approfondita sul tema dei diritti e dell'impegno civile contro le mafie internazionali. Lampedusa non deve essere lasciata sola”.
Oltre a Don Ciotti, presidente di Libera, sull'isola c'era Paolo Beni, presidente di Arci, Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente e Vittorio Teresi, procuratore aggiunto della Dda di Palermo, che da anni si occupa dei reati legati all'immigrazione.

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