venerdì 16 marzo 2012

Gentile Angelo Provenzano...

7 commenti:

tato tripodo ha detto...

ho trovato lucida ed apprezzabile la tua dichiarazione.
io stesso pur avendo pianto per tuo zio e per giovanni, pur provando un profondo rancore verso questo mondo oscuro chiamato mafia, non ho trovato scandalosa l'intervista del figlio di provenzano. per quanto riguarda l'uso della parola violenza sostitutiva di "mafia" sin dall'inizio ho avuto l'impressione che a seguito del riferimento portella di ginestra, quell'omissione sia stata cercata per sottolineare un legame fra pezzi dello stato e braccio armato della mafia onde non rendere riduttivo e fuoriviante l'utilizzo della stessa locuzione"mafia". l'avevo letta come una condanna ben precisa probabilmente ingenuamente forse. vero è che la frase "violenza chiama violenza" è fuori luogo ed inopportuna ma bisognerebbe entrare nella sua testa per capire se era una frase con finalità ben precise.
trovo comunque lodevole il tuo tentativo di portare il figlio alla riflessione sulla posizione chiara da prendere nei confronti di questi argomenti.

Benny Calasanzio ha detto...

Salve sig. Tripodo non sono nipote del giudice. Sul blog trova tutta la storia. Un caro saluto

tato tripodo ha detto...

ho visto , grazie per la precisazione ma non cambia il senso di quanto ho scritto.
un abbraccio

Barbara gorgone ha detto...

Salve, scusate se mi intrometto, ma di tutte le cose trovate, lette e viste in merito all'intervista di Angelo Provenzano, ho trovato questo video l'unico documento serio, intelligente e non strumentale.
Nemmeno io ho considerato scandalosa l'intervista.
Credo che tra le parole dell'intervistato ci siano da trovare diversi messaggi. Messaggi da cui i mezzi di informazione ci hanno volutamente distolti, facendoci concentrare su quel "violenza chiama violenza" che ha fatto gridare allo scandalo tutta quella gran fetta di pubblico che, in realtà, non vuole altro che nuovi nemici da odiare, nuove conferme alle verità finora imboccate e confezionate ad arte dal nostro grande fratello orwelliano. Credo, in realtà, che i messaggi da leggere tra le sue parole siano ben altri, se proprio vogliamo decriptare le parole (peraltro grammaticalmente molto più corrette di quelle pronunciate da tanti rappresentanti delle nostre istituzioni), del figlio di un mafioso. E sarebbero messaggi molto più preoccupanti di quelli su cui abilmente hanno cercato di attirare la nostra attenzione. Mi piacebbe molto se il figlio di Provenzano, decidesse di incontrarti. Credo che il vostro confronto sarebbe per entrambe le parti molto più costruttivo che non l'intervista di ieri. Complimenti davvero per le tue parole.

alfredo ha detto...

non capite l'atteggiamento mafioso di angelo perché non siete siciliani..la mafia è pure subdola..."violenza crea violenza"!!!"c' è un posto libero che può essere occupato!!! "eccc ...è stato un vero e proprio messaggio per lo stato.

Benny Calasanzio ha detto...

Gentile Alfredo, se non le dispiace io sarei siciliano...

giovanni marra ha detto...

.... e se invece cominciassi a non fare più la parte della vittima ... e se invece ti liberassi dai lacci e laccetti delle varie associazioni , compresa libera , del modo di pensare della cosidetta MAFIA e se invece cominciassi a non porti su un gradino più alto di angelo e diventassi te stesso ? cordialmente giovanni