Il 7 marzo scorso, quasi
un anno fa, durante un convegno a Bivona, qualcuno, in una pausa, era
andato al tavolo dei relatori e gli aveva infilato in mezzo
all'agenda un biglietto su cui c'erano i dettagli della sua auto,
modello e targa, e poi la scritta “Bum”.
Oggi, a pochi giorni da quel triste anniversario, uno dei pm nel
mirino di cosa nostra si vede ridurre la scorta e privare dell'auto
blindata. È questa l'incredibile storia di Salvatore Vella, giovane
pm siciliano temuto dai clan per le sue operazioni che hanno
disossato l'intero clan del Belìce, con l'operazione “Scacco
Matto” e quello della Bassa Quisquina, con “Face Off”. Vella da
un mese è in servizio alla procura di Agrigento come sostituto
procuratore, dopo l'esperienza a Marsala e a Sciacca.
All'indomani del
“pizzino” di minacce, infatti, la scorta era stata subito
“raddoppiata”, con l'aggiunta di un militare e un'auto blindata
tale era il rischio per la sua incolumità. Nei giorni scorsi,
invece, il dietrofront: d'ora in poi solo un uomo, su una berlina, lo
accompagnerà nei suoi spostamenti.
Il pm non parla, a parte
una dichiarazione al Corriere di Sciacca in cui dice di non
sentirsi affatto «abbandonato dallo Stato e oltre ad essere sereno.
Sono un soldato, felice di lavorare negli uffici della Procura di
Agrigento. Il Comitato provinciale per la sicurezza ha assunto la
decisione da più di un mese».
Furioso per la scelta il
testimone di giustizia Ignazio Cutrò: «Vella è stato più volte
vittima di intimidazioni, talvolta molto gravi. Pertanto non
riusciamo a capire questa decisione, adottata nei confronti di un
grande magistrato che si è speso in prima linea contro la
criminalità organizzata. È inaccettabile sentire che una persona
che rappresenta l'antimafia riceva questo tipo di risposte da quello
stesso Stato per il quale ha raggiunto importanti risultati a danno
della mafia».
Dello stesso tenore le
parole di Beppe Lumia, componente della Commissione parlamentare
antimafia per il Pd: «Mi auguro che la decisione di ridurre la
scorta al magistrato Salvatore Vella sia rivalutata. Vella è in
prima linea nella lotta alla mafia, svolge un lavoro prezioso di
contrasto alla criminalità organizzata in uno dei territori a più
alta densità mafiosa, dove cosa nostra controlla l'economia e tenta
di sottomettere imprenditori onesti e coraggiosi come Ignazio Cutrò.
Con il ridimensionamento delle misure di protezione si dà un segnale
sbagliato, che bisogna evitare di dare».
Da più parti si stanno
attivando per approfondire la questione e porre rimedio a questa
assurda vicenda, in modo da restituire al sostituto procuratore Vella
la serenità per continuare a lavorare in un territorio che continua
ad essere ad altissima densità mafiosa.

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