martedì 10 gennaio 2012

Se questo è un uomo

Questo uomo si chiama Maurizio Turco. Ogni mese gli pago un lauto stipendio, perché ha giurato sulla Costituzione di fare gli interessi della Repubblica italiana e di tutti i suoi uomini e delle sue donne. Fa il deputato nelle file del Pd ma è un Radicale. Oggi quest'uomo, o quel che ne resta, ha deciso che se fai il parlamentare puoi colludere con la mafia senza il rischio di andare in galera. Che i giudici non possono esercitare l'azione giudiziaria fino in fondo nei confronti di un parlamentare. Oggi quest'uomo e quel che ne resta hanno votato "no" all'arresto di quello che è considerato dai magistrati il referente politico dei Casalesi, Nicola Cosentino.

9 commenti:

Giuseppe Fiamingo ha detto...

Altra cosa inconcepibile ai comuni mortali, é che il PD, che si vorrebbe "partito moralizzatore", si tiene nelle proprie file questi loschi soggetti, che molto spesso votano secondo gli interessi del partito di Silvio Berlusconi!

Marco Marchese ha detto...

Non sono assolutamente d'accordo con questa valutazione superficiale. Questo rischia d'intaccare la reputazione antimafia che hai. Fare l'accostamento che Turco possa essere colluso, dopo che ha esercitato, che piaccia o no, sue prerogative e lo ha fatto liberamente, tenendo conto anche della sua storia e la storia radicale è superficiale e ingeneroso. Pazienza, nessuno è perfetto e sbagliare ignorando è qualcosa che può capitare a tutti. Nonostante continuerò a seguirti.

Benny Calasanzio ha detto...

Gentile Marchese, lei è libero di non essere d'accordo. Ma darmi dell'ignorante non solo è offensivo, ma faccia pure, ma è tecnicamente falso. IO delle indagini a carico di Cosentino ho letto ogni pagina. Lei cosa sa Signor Marchese? Si legga le carte e poi lo spieghi a Turco, prima di venire a fare figure barbine sul Blog

Marco Marchese ha detto...

Mi sto dedicando alla lettura delle 1171 pagine di "richiesta di autorizzazione ad eseguire la misura cautelare della custodia in carcere" su Cosentino, oltre ad essermi ben documentato da autorevolissime fonti giornalistiche; mi dispiace ma non dico parole a caso e se ha letto bene il mio commento non le ho dato dell'ignorante a mo' di offesa gratuita. Lei non conosce (ignora appunto) la storia di Maurizio Turco e penso una fetta abbondante della storia radicale, perché ripeto, fare l'accostameto e solo ipotizzare che attraverso questo voto i radicali ne abbiano avuto una contropartita o che siano collusi, si può spiegare con la malafede (che non credo minimamete nei suoi confronti) o con una valutazione priva di elementi importanti (appunto la storia di Maurizio Turco e la storia radicale in questo Paese). Non si abbia a male delle critiche perché è segno che il blog è seguito.

Approfitto per commentare il suo libro Mafia SPA che è ben documentato, reca nel testo un paio di refusi, ma capita. E' un libro molto adatto a chi si accosta per la prima volta alle questioni di mafia perché rende bene l'idea di cosa si sta parlando. In ogni caso il miglior lavoro in tal senso è stato appena concluso dalla commissione antimafia, con l'approvazioe della relazione della prima fase dei lavori, di pochi giorni fa. Se le interessa (pur ancora incompleta) una versione commentata la trova a questo indirizzo: www.aboliamolemafie.it

Cordiali saluti

Marco Marchese

Benny Calasanzio ha detto...

Mai detto che i radicali sono collusi. Né che siano interessati a contropartite. Solo, e confermo, che il voto su Cosentino è stata una cosa indegna, qualunque sia la motivazione. Detto con rispetto, me ne fotto della storia e delle motivazioni di Turco. Contano i fatti. E il voto su Cosentino ha fatto schifo.

Marco Marchese ha detto...

Finalmnte chiarezza! La sua è una valutazione politica, che non condivido, ma politica. Chiara e limpida: il comportamento di Turco e dei radicali in questa occasione Le ha fatto schifo! E' una valutazione degna di rispetto e che risolve la sua frase ambigua "Oggi quest'uomo, o quel che ne resta, ha deciso che se fai il parlamentare puoi colludere con la mafia senza il rischio di andare in galera."

Adesso sono soddisfatto e per me possiamo chiudere questo argomento, passando ad altro, più interessante.

Conviene?

Benny Calasanzio ha detto...

Forse ho altri difetti, anzi, sicuramente, ma non certo difetto nella chiarezza. La frase che lei chiama ambigua "Oggi quest'uomo, o quel che ne resta, ha deciso che se fai il parlamentare puoi colludere con la mafia senza il rischio di andare in galera" è chiara: Turco ha deciso che Cosentino puà continuare a colludere con la camorra. Su questo, tecnicamente, siamo d'accordo?

Marco Marchese ha detto...

Benny io non lo so se Cosentino collude con la Camorra perché mi serve una condanna definitiva per dirlo con certezza. Sono strenuamente garantista. Per altro il voto su Cosentino alla Camera non ha minimamente fermato il decorso giudiziario che pende sullo stesso e del resto si trattava di valutare se da parte degli inquirenti si possa ravvisare anche solo l'ipotesi del fumus persecutionis. Questa immunità che opera attraverso queste procedure sono sanciti dalla Legge e come sai non si trattava di valutare se Cosentino fosse colpevole o no perché questo lo stabilirà il Tribunale attraverso il processo. Ti risulta che in questa vicenda ci sia stato qualcuno che abbia urlato vergogna per la procedura e per questo ennesimo privilegio dei Parlamentari??? Forse l'errore sta qui e non nel voto di Turco al quale continuo a fare enorme fiducia quale persona corretta, indipendente e competente (per quanto mi riguarda personalmente). Il punto è un altro: forse ci stava, mediaticamente parlando, vedere un personaggio ambiguo, antipatico, sfrontato, nella polvere... forse ci stava ancora meglio nel contesto politico del momento, con Berlusconi quasi in ginocchio (politicamente parlando)... Che nessuno pensi che abbia simpatie verso Berlusconi e meno che mai verso Cosentino! Poi c'è da valutare che il tutto si scontra con il grosso problema di una giustizia in Italia che arriva dopo troppo tempo e che spesso si conclude con la prescrizione, lasciando sul terreno il garantismo, la giustizia chiaramente, e facendo in modo che sempre più spesso si accelerino le derive populiste. Il tutto è condito con un'informazione spesso distorta e non lo dico io, dall'alto delle mie convizioni che possono facilmente essere sbagliate, vogliamo ricordarci la valutazione dell'informazione italiana che fa Reporters sans frontieres?
Allora, Benny, quello che ti critico non è l'analisi, la valutazione politica, le tue convinzioni personali, quello che ritengo sia opinabile è la facilità con la quale hai bollato la vicenda che invece è molto più complessa di quella che appare e che meriterebbe un approfondimento. Non è quello che mi aspetto da uno come te, altrimenti rischi, prima o poi, di autoinfliggerti una martellata sulla credibilità (ottima credibilità) che stai costruendo con le tue attività. E rischi di trovare sempre qualcuno che te lo farà notare, capisci, in un settore, l'antimafia, dove la delegittimazione è la prima arma che viene usata per neutralizzare le persone scomode come te. Spero che adesso non mi vedrai più come un antagonista, ma, del resto come te, non mi privo mai di dire apertamente quello che penso, anche quando ciò può apparire ruvido e sperando che non vorrai a tutti i costi l'ultima parola, su questo dialogo, per mero orgoglio.

Benny Calasanzio ha detto...

No, ma quale ultima parola. Io non sopporto solo quando qualcuno critica le mie parole assumendo che io le pronunci perché "non so". Per tutto il resto se nessuno mi contraddicesse mai fari il Papa.