giovedì 22 settembre 2011

Vorrei averlo duro

Vorrei averlo tremendamente e costantemente duro. Vorrei che il colore verde mi infiammasse il sangue come il rosso per i tori testosteronici. Vorrei avere un leader che metà dice ininterrottamente cazzate infiammando le piazze e per metà... niente. Ops, questa è venuta cattiva. Vorrei ogni anno riversare, con un pitale, urina sul greto di un fiume. Vorrei saper cantare l'inno italiano ruttando ritmicamente e battendo il tempo con il piede. Vorrei avere un amico di nome Renzo che mi ricordasse sempre quanto sono fortunato. Vorrei odiare negri, zingari e froci senza sapere il perchè, ma farlo così intensamente da farlo bene. 

Vorrei credere che l'Italia possa essere divisa in due, ma non longitudinalmente: da una parte i pirla, dall'altra la gente per bene, ma ci sarebbe sovraffollamento. Vorrei credere che la Padania possa essere una nazione indipendente anziché il sogno bagnato di un esercito di trogloditi sudaticci. Vorrei dare del mafioso a chi poi sosterró per vent'anni senza il minimo ribrezzo. Vorrei odiare il Centro Sud e fare la secessione ma farmi pagare un lauto stipendio dallo Stato Italiano. Vorrei addentare il polpaccio di un poliziotto e poi diventare ministro dell'Interno per terrorizzare i poliziotti.

Vorrei essere in grado di ripetere Padania Libera, Libera Padania, Padania Padania e Libera Libera senza coglierne il nesso. Vorrei avere il coraggio di vestirmi da assorbente verde (per gli interessati sono i Lines Seta Ultra), indossare un casco con delle corna e vincere gare di sudore acido e ascella pezzata. Vorrei cantare "senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani" e poi prendere tre polpette da un extracomunitario di nome Cavani. Vorrei essere portato in giro per le università italiane ed essere indicato come l' "anello mancante". Vorrei che "sgrunt" sostituisse "si, lo voglio" nei matrimoni, almeno in quello con rito celtico. Ah è già così? Vorrei ma non posso fidarmi di te. Vorrei avere una faccia cosí intelligente che la hostess, quando salgo in aereo, mi facesse visitare ogni volta la cabina di pilotaggio e mi abbracciasse stretto stretto

Vorrei avere grandi antenati come Roberto Cota (o Pota?), Roberto Calderoli e Renzo Bossi, ma purtroppo sono italiano e discendo da Giuseppe Garibaldi, Sandro Pertini, Accursio Miraglia, Giorgio Perlasca e Paolo Borsellino. Amo la mia bandiera che ha tre colori e concepisco la distinzione tra nord, centro e sud solo come aiuto per le previsioni del tempo. A Trieste, a Passo del Tonale e a Canicattí mi sento italiano e vado fiero del mio accento che non è quello del Padrino ma quello di Giovanni Falcone. Ho studiato, parlo correttamente la mia lingua madre senza sbagliare 8 verbi su 7 e sono un cittadino europeo. Dei rutti, delle bestemmie, dei cannoni contro i negri, degli incendi ai danni dei migranti, dell'istigazione alla violenza, delle flatulenze come forma di comunicazione politica, della volgarità come bandiera, ne faccio a meno. 

E per quanto riguarda la consistenza... beh, ho già detto che della volgarità ne faccio a meno. Ma che peccato peró.

sabato 10 settembre 2011

10-09-2011 A Mondello, per caso, intercettiamo il ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Saverio Romano, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa e indagato per corruzione con l'aggravamente mafiosa, mentre dialoga fittamente con Antonello Antinoro, eurodeputato dell'Udc, per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio nell'ambito dell’inchiesta ‘Eos’, su mafia e politica. Avremmo voluto segnalare queste credenziali alle forze di polizia presenti, compresi gli uomini di scorta, perchè ci proteggessero da due imputati a piede libero, ma siamo arrivati in ritardo di qualche secondo. Sarà per la prossima volta. Da ammirare, mentre snoccioliamo alcune info su Romano, Antinoro che si smaterializza all'istante dopo essere sbiancato in viso. Alla frase "indagato per mafia" pensava ci rifessimo a lui. Ma il nostro obiettivo era un altro.

giovedì 1 settembre 2011

Palermo arrivederci!

Cari amici, dopo un anno a fianco dell'On.Sonia Alfano, uno dei pochi politici che stimo fino in fondo e a cui mi lega uno straordinario rapporto affettivo, lascio questo importante incarico per tornare a Verona e dedicarmi alla scrittura. Grazie a Sonia per tutto quello che mi ha dato, le nostre strade non si dividono