Questa è la stupefacente (in ogni senso) chiusa di un articolo apparso su Live Sicilia a firma di Roberto Puglisi (la sciarpa con l'uomo nella foto), coordinatore del sito diretto da Francesco Foresta ed edito dalla casa editrice Novantacento, già proprietaria delle riviste “I Love Sicilia”, “S”, “Il Palermo” e “Match Today”. L'osceno capoverso giunge alla fine di una estenuante solfa sulla sconvenienza di festeggiare la condanna di un politico colluso con la mafia.
Ma Puglisi non è una penna super partes, legato al valore della notizia. No. Nel pezzo con la chiusa più indegna degli ultimi 150 anni Puglisi si lascia andare a considerazioni che la dicono lunga sulla sua terzietà: "Non ci interessa il video con il contorno. Non è questo il motivo per cui siamo oggi a distanza siderale da Sonia Alfano". Noi chi? Il sito, il gruppo editoriale, i giornalisti, i blogger o tutti quelli che pubblicano su Live Sicilia e quelli che commentano? Forse Puglisi, padre padrone del portale, deve loro delle spiegazioni.
Ma il Puglisi-pensiero, purtroppo, non finisce qui. Sabato 22 gennaio pubblica un pezzo dal titolo misterioso e criptico: "La bontà del condannato", un titolo scomodo e duro. Leggiamo insieme e scambiamoci un segno di pace: "La conferma della condanna per il senatore Salvatore Cuffaro è un duro colpo per molti sul piano personale, come per tutti coloro che condividono un destino simile. Esiste una sfera emotiva di affetti e relazioni che va rispettata. E’ un duro colpo per la sua famiglia, per la sua splendida moglie, per i suoi amici disinteressati e per la Sicilia". Evidentemente è un vizio, è recidivo. Visto che sono siciliano, prego il giustiziere del giornalismo, la prossima volta, di specificare per la Sicilia tranne Benny Calasanzio.
"Possiamo testimoniare mille episodi di bontà e solidarietà umana di colui che una volta la Sicilia chiamava Totò. Ci siamo sentiti ieri al telefono. Ha detto: “Domani scriverete che è un buon giorno per la giustizia e per me”.
Ecco svelato il mistero. Non ce l'ha con Sonia, Puglisi. Non voleva offendere lei e la sua famiglia paragonando il loro dolore a quella di un condannato per favoreggiamento aggravato a cosa nostra. No. Puglisi è un solo un uomo distrutto da dolore per il distacco dall'uomo che amava. Totò.



