lunedì 26 dicembre 2011

(Fuoritema) Pellizzano vietata ai cani.

Gentile sindaco di Pellizzano, Vanni Tommaselli,

siamo appena tornati da quattro splendidi giorni nella incantevole località che lei amministra, Pellizzano, piccola realtà dal sapore intimo e prezioso. Abbiamo alloggiato in un hotel, il Pezzotti, che ci ha concesso di portare con noi il nostro labrador di un anno, Baloo. Per la cronaca, ovviamente, vaccinato anche per i non obbligatori e munito di microchip. Noi portiamo sempre con noi il nostro cane, e, qualora non ci avessero consentito di tenerlo con noi in albergo, avremmo cambiato sistemazione o anche luogo di villeggiatura. Sa, se l'alternativa è abbandonarlo o lasciarlo in una pensione (luoghi, per carità, sempre più accoglienti e sicuri), se permette preferiamo cercare meglio e portarlo con noi.

No, non le sto scrivendo per raccontarle la nostra vacanza. Ma per dirle cosa non mi è piacuto di Pellizzano. Credo sia uno dei pochi paesi/città in cui al cane è vietato anche respirare. In ogni parco pubblico, si noti bene la parola "ogni", troneggiava la segnaletica verticale con un bel cane sbarrato e la scritta «Vietato l'ingresso ai cani». Non «Vietato l'ingresso ai cani se non al guinzaglio» (che forse per qualcuno ci può stare), ma vietato in toto l'ingresso.


Tutti i parchi che ho visto, quattro, e tutti rigorosamente vietati al mio amico Baloo, erano ovviamente vuoti: non un bambino, non un anziano, non un essere umano. Ma l'importante era che non ci fosse alcun quadrupede. Mi chiedo: era per rispettare la frase fatta «in questo parco non c'è nemmeno un cane»?


Ho riflettuto su questa circostanza, mi sono avvelenato qualche minuto del mio tempo. E mi chiedo: lei ha mai visto un cane spaccare un gioco, una giostra per i bambini? Scrivere sugli arredi e sui muri di un parco con un pennarello indelebile o con una bomboletta? Lasciare bottiglie di vetro in giro, a volte anche rotte? Ha mai assistito ad un cane che dopo essersi iniettato eroina, lasciasse lì la siringa (forse) infetta? O forse ha assistito ad un accoppiamento tra cani, alla fine del quale, il maschio lasciava per terra il contraccettivo?


A meno di qualche evento soprannaturale, le risposte dovrebbero essere tutte "no". Di solito queste cose le fanno degli umani classificabili nell'insieme dei cosiddetti "idioti". Però non c'era un cartello con scritto «Vietato l'ingresso agli idioti». Il problema dei parchi pubblici di Pellizzano sono i cani.


Forse lei teme per le suole delle scarpe dei plicianèti? Ma le assicuro che in percentuale sono più gli idioti che i padroni che lasciano per terra gli escrementi dei cani.


Detto questo lei penserà: questo idiota mi ha fatto perdere 5 minuti per leggere le sue idiozie. Chissenefrega, tanto mica vota qui, mica mi crea un danno. Si sbaglia. Le assicuro che gli amanti dei cani sono tanti. Nel rapporto di Eurispes 2011 si legge che l’87,2 per cento degli italiani ha nei confronti degli animali un sentimento positivo. Il 41,7 per cento ha in casa un animale domestico. Il 48,4 per cento di chi possiede un animale, ospita nella propria casa un cane. E visto che attorno al suo paese ci sono altri posti davvero incantevoli, uno potrebbe cercarne uno più accogliente per Fido, arrecando un grave danno economico al suo paese, ai suoi esercenti, e ai suoi residenti più in generale.

In Italia non esiste alcuna legge che vieta l'ingresso dei cani nei parchi e più in generale nei luoghi pubblici. Esistono ordinanze, indecenti come quella del suo Comune. Pensi che l'ex ministro per il Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha scritto con l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) un'ordinanza che va nel senso opposto alla sua. Il provvedimento può essere recepito, appunto, con una semplice ordinanza sindacale da parte dei sindaci. Secondo il documento ministeriale, gli animali, possono accedere ovunque, salvo che in ospedali, asili, scuole, con l’eccezione delle case di riposo, in quanto il ministro ha anche pensato al disagio dei nostri anziani se privati del loro amico del cuore. Altro che divieti nei parchi pubblici.


Le dirò di più. Quello che lei ha fatto è illegale: secondo il ministero della Salute, che richiama una circolare dell’Anci, «vietare l’ingresso ai cani nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali è illegale». Il padrone deve garantire le norme di sicurezza ed evitare che l’animale sporchi e, fatto salvo l’obbligo di guinzaglio e museruola come da profilassi antirabbica, nulla è possibile vietare. Altro che divieto nei parchi pubblici.


E allora, caro sindaco, cosa dice, li estirpiamo questi cartelli, per sostituirli con «Qui i cani con padroni educati sono i benvenuti»? O dobbiamo ad ogni costo presentare un esposto alla magistratura?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Vada a cercarsi un altro posto dove trascorrere le sue vacanze, io credo che si dovrebbe rispettare le volontà e i gusti di un paese. Non trovo giusto disprezzare un sindaco solo per i suoi gusti personali. Dove sta scritto che tutti devono amare i cani?
Dafna. Bolzano.

Benny Calasanzio ha detto...

Gentile Dafna, un sindaco non può avere gusti personali, ma fare gli interessi degli essere umani e delle altre forme di vita. E' obbligato a farlo dal suo mandato. Mi fa specie dovere essere io a spiegarglielo.

elisabetta ha detto...

gusti personali???? mamma mia, non meriti commento! Forse per te i cani portano malattie! e chiediti quante malattie senti in giro che sono state "portate" dai cani, e quante dagli umani. Mi spiace, ma se i danni del mondo fossero quelli perpetrati dai cani, sarebbe una meraviglia!

Shiloh ha detto...

Quindi il mandato di un sindaco consiste nell'applicare i suoi "gusti personali"?
Ahahahahahahah!!!!!!!!

L'ho sempre detto che in Italia certi soggetti non dovrebbero avere diritto di voto.
Perchè non lo fanno con cognizione di causa ma in base ai "gusti personali" di questo o quello. :D

W i Maya!