giovedì 22 dicembre 2011

Il mio regalo di Natale. Contro la mafia.


«Cara mamma, tu sei una grande donna, hai combattuto per noi. Secondo me i mafiosi devono andare tutti in prigione, ma non per 5-6 anni. Ergastolo! Così Palermo e altre città vivranno in pace. Baci, Vitto. Bentornata, ti amo».

Valeria è molto restia a parlare della sua vita privata, e, a maggior ragione, a divulgare le bellissime lettere che i suoi figli, Emanuele, Vittoria e Margherita, le scrivono spesso, nonostante vivano tutti sotto lo stesso tetto. Per questa ha fatto un'eccezione. Ha voluto farmi un dono per Natale. Mi ha autorizzato a pubblicarla perché possa donare a tanti la stessa forza che ha trasmesso a lei in un momento di grande sconforto. 

Valeria Grasso è una testimone di giustizia palermitana, imprenditrice con la "testa dura". Si è messa in testa di essere più forte dell'interno clan Madonia, che le chiedeva il pizzo. E, fino ad oggi, sta avendo ragione. Certo, vive sotto scorta, ma la sua palestra, quella superstite a intimidazioni e danneggiamenti, va molto bene.

Questa lettera è la speranza di una bambina di 10 anni, che ha scoperto la mafia quando ha visto la sua mamma andare in giro blindata dalla scorta dei carabinieri. Che ha vissuto a fianco di Valeria senza lasciarla mai un attimo. Una famiglia così solida e legata che nemmeno la temibile cosa nostra riesce a distruggere.

E io la regalo a voi questa lettera. Perché possiate passare un Natale felice, insieme ai vostri cari, insieme a Valeria e ai suoi figli.

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