giovedì 24 novembre 2011

La Casa della Legalità nel mirino delle mafie

Dal mio blog su Micromega

Ci sono cose che vanno dette anche quando nessuno te le chiede. E gesti che vanno fatti anche se qualcuno poi ti può dire “ma chi te lo ha chiesto?”. Quando in gioco ci sono vite umane le gaffe, le smentite e gli imbarazzi passano in secondo piano.

La Casa della Legalità di Genova e il suo presidente, Christian Abbondanza, non hanno mai condiviso le mie scelte politiche prima, e lavorative poi: a partire dalla mia candidatura alle elezioni regionali del Veneto come indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori, fino all’incarico di responsabile della segreteria politica del parlamentare europeo Sonia Alfano, anch’ella eletta come indipendente dell’Idv. Da un rapporto quasi quotidiano di intesa e collaborazione si è passati al silenzio. Ho capito e non ho insistito, sperando che un giorno le mie scelte fossero a loro chiare.

Però quel silenzio unilaterale io voglio infrangerlo oggi per lanciare un allarme, prima che sia troppo tardi. Ho lavorato insieme a Christian, a Simonetta e agli altri ragazzi della Casa. Con loro ho girato l’Italia e parlato a migliaia di persone. E ho potuto vedere il loro metodo di lavoro, di studio, di inchiesta. Ho sempre detto, senza timori di smentita, che in questo momento dopo i magistrati e le forze dell’ordine, a rischiare la vendetta delle mafie erano proprio loro, più che i giornalisti o gli scrittori. Il loro impegno, rispetto al mio e a quello di altri, era nettamente superiore per quantità e qualità. Erano loro a rischiare perché erano loro che si intrufolavano nei banchetti dei boss, nei cantieri della mafia, loro perché con obiettivi e fotocamere immortalavano ciò che non riuscivano a riprendere nemmeno le forze dell’ordine.

Si sono creati nemici nelle mafie e nemici nell’antimafia. Alcune loro posizioni le ho condivise, in quanto ad intransigenza, alcune no. Alcune erano sacrosante, altre forzate. Ma non ho mai potuto smentire, nemmeno se l’avessi voluto, quanto sopra. Ovvero che il loro lavoro era prezioso e rappresentava un ostacolo, forse l’unico, all’avanzata delle mafie in Liguria. Grazie a loro abbiamo scoperto della giovane candidata dell’Idv che si accompagnava alle cene con il boss, e posso dire che io e Giulio Cavalli, in quel momento candidati indipendenti con l’Idv, non abbiamo riflettuto sulle convenienze, chiedendo subito a Di Pietro di cancellare quel nome dalle liste. Grazie alla Casa abbiamo saputo che le mafie erano molto più pericolose in quel momento in Liguria che in Calabria o Sicilia.

Recentemente Abbondanza e i suoi collaboratori sono finiti sotto la protezione dello Stato. Le minacce, finalmente, sono state ritenute reali e degne di attenzione. Come se prima non si sapesse. Come se servisse la conferma. Il clima a Genova si fa pensate. Tanti appalti, tanti soldi da spartirsi, e la pressione sulla Casa aumenta. Si vocifera di una spedizione di mafiosi dalla Calabria a Genova per occuparsi, in qualche modo, della Casa della Legalità. E alcune recenti scarcerazioni fanno tremare chi si occupa della geografia dei clan. Il fatto è che a me non serve alcuna conferma per crederci, perché ho visto i danni irreversibili che il lavoro di Christian e degli altri provoca ai mafiosi d’esportazione, a quelli pesto & focaccia.

Tutto ciò per dire che io ho una sincera, ponderata e razionalissima paura che la Casa della Legalità possa essere presto vittima di qualche atto intimidatorio, se non peggio, da parte della criminalità organizzata. Ora, siccome il mondo è pieno di “se fosse”, “si poteva” ecc, direi che non serve attendere. Perché è dovere di ognuno di noi difendere con ogni mezzo anche chi non la pensa esattamente come noi, anche chi a volte ti giudica troppo frettolosamente, ma di cui ammiriamo e riconosciamo un impegno che pochi in Italia hanno avuto il coraggio di portare avanti.

Indipendentemente dal fatto che la Casa della Legalità di Genova stia con me, io sto con loro.

1 commento:

Pino Amoruso ha detto...

Negli ultimi mesi, causa impegni personali e lavorativi, ho tralasciato il mio blog e non seguo il tuo con la stessa assiduità di un tempo. Purtroppo ( e ci ho pensato tanto) la mia indole non mi permette di tacere su uno schifo che si è verificato nel comune in cui abito. Vi invito, se ne hai voglia, di condividere e di "fare rete"su una iniziativa promossa dal circolo IdV di Pioltello e che trovate nel mio blog (http://pinoamoruso.blogspot.com/2011/11/firma-anche-tu.html). Ti ringrazio e ti chiedo scusa se ho occupato un piccolo spazio del tuo blog.
A presto
Pino Amoruso