venerdì 8 luglio 2011

La stalker e gli occupati

Accade a Palermo che alle udienze del processo contro Mori e Obinu per favoreggiamento aggravato alla mafia, se togli gli imputati, gli avvocati, i magistrati, la corte, la cancelliera, gli uomini di scorta, i giornalisti e il solito e unico parlamentare europeo, ci ritroviamo in due-tre.

Accade che, l’ultima volta, di questi tre, due non erano siciliani. Una, Luciana, era senza la "i", quindi lucana; l’altra, Maria (nome di fantasia), era di Milano, una delle dieci non leghiste di quelle zone. Tanto che mi sentivo in un centro d’accoglienza, circondato da stranieri. E se ci metti che oltre a loro, l’ultima volta, c’erano anche i consulenti della polizia scientifica di Roma, beh l’accento siciliano era quasi esotico. Per fortuna che il "pessima", accentato in sardo, che pare Obinu abbia indirizzato a Sonia Alfano, abbia segnato un punto a favore delle isole.

Accade che proprio Maria ieri mi scrive un messaggio: “mi sono annotata le scadenze del processo Mori Obinu da settembre. Ti chiedo se i semplici cittadini possano avere accesso all'udienza presso l'aula bunker dell'Ucciardone e ti chiedo anche: mi confermi che sia importante esserci anche se lo faccio da semplice cittadina, o faccio danno? Ci vediamo a Palermo!”. E poi ancora: “Riscusami Benny, ma sei sempre convinto che valga la pena esserci, in aula, anche per una comune cittadina come me?”.

Accade che mi fermo e penso: Maria si crea problemi se dovrà saltare un’udienza quando è stata molto più presente di Obinu, in un processo di cui, ai palermitani e ai siciliani, importa molto meno della partita più noiosa della Copa America. Quindi di tutte.

Chissà cosa pensano quelli “del” processo, gli interni. Magari Mori è intimorito: “questa Maria è una dei servizi. A no, i servizi sono io”. Di Matteo e Ingroia forse temono sia una stalker che si apposta anche sotto le loro camere da letto. Quelli della scientifica volevano farle il guanto di paraffina su richiesta di Horatio Caine. La soluzione più semplice sfuggiva ai più. E’ un’italiana che vuole seguire il processo più importante che in questo momento si sta celebrando in Italia e che potrebbe riscrivere, in peggio, la storia degli ultimi 30 anni.

Quindi l’assassina non è lei, e nemmeno il maggiordomo. Gli strani sono tutti quelli che continuano a non esserci. “A quelle ore siamo al lavoro”. Poi guardi e il tasso di disoccupazione giovanile è vicino al 40 per cento nella fascia di età dai 15 ai 24 anni. Ma quello che non è a lavoro e non lo sta cercando, dov'è?

Comunque, niente "j'accuse", per carità. Era solo per spiegarvi che Maria non è una stalker.

Nessun commento: