venerdì 3 giugno 2011

Utilizzatori finali del dolore

"Loro" sono stati bravi a farci credere che se "noi" criticavamo, anche con fatti precisi e documentati, i movimenti e le associazioni “istituzionali” si indeboliva l’antimafia. Che facevamo il gioco della mafia, che i boss si sganasciavano dalle risate guardandoci, che la mafia è unita, è l'antimafia ad essere divisa. Noi siamo stati troppo per bene o troppo stupidi e c’abbiamo creduto, abbassando il capo in segno di vergogna.

Abbiamo dimenticato che nessuno poteva essere al di sopra di ogni sospetto, che l’antimafia non deve averi dogmi e che ogni cosa va guadagnata sul campo, non sulla pagine patinate delle riviste. Valeria Grasso forse ci farà risvegliare e ci porterà, in massa, a chiedere spiegazioni a questi utilizzatori finali del dolore, che mai hanno visto il sangue del loro sangue per terra, che mai hanno subito minacce sulla testa dei loro figli e pensano di sapere tutto dell’antimafia, pensano di essere delle "scuole guida" della legalità tanto da distribuire patenti e fogli rosa.

Io non posso più aspettare ora: se i soci, i membri di queste associazioni, non si ribellano ai loro leader impresentabili, non chiedono loro urgenti spiegazioni, vuol dire che va bene, che per loro va tutto bene. Per me va tutto male.

1 commento:

Pino Amoruso ha detto...

Veramente scandaloso quello che sta succedendo.
Amarezza!!!