venerdì 10 giugno 2011

Sergio Lari nel posto sbagliato?

Il castello Utveggio è quella fiabesca costruzione, a metà tra il liberty e il gotico, che ospitò una sede (o quantomeno un'utenza telefonica) dei servizi segreti italiani, nel periodo della strage di Via d'Amelio. Un luogo avvolto dal mistero che per molto tempo fu considerato il punto in cui venne premuto il pulsante che fece saltare in aria la Fiat 126 al semtex che uccise Borsellino, Loi, Cosina, Li Muli, Catalano e Traina.

Giovedì 16 giugno alle 19, presso il suggestivo scenario sul promontorio del Monte Pellegrino, a Palermo, si terrà l'incontro "Idea 2.0", organizzato dalle associazioni Città2.0 e Fare Città e dalla Fondazione Liberal. L’iniziativa - come spiegano gli organizzatori - prevede la realizzazione di un programma di governo della città pensato da chi la vive quotidianamente. Il comitato promotore fornirà cinque linee direttrici: toccherà ai cittadini implementare il predetto programma, prospettando idee, segnalando inefficienze e avanzando proposte più o meno dettagliate".

In quella data verranno presentate le idee per una nuova Palermo che fino ad allora giungeranno ai promotori. Sembrerebbe la costruzione di un programma elettorale da presentare ad un'ipotetica corsa elettorale, magari la prossima primavera, ma poco importa. La cosa interessante in questa storia è il tavolo dei relatori del 16 giugno. Fianco a fianco ci saranno infatti il professor Adelfio Elio Cardinale, presidente del Cerisdi e Sergio Lari, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta.

Lari dovrebbe conoscere bene Cardinale perchè è il marito di Anna Maria Palma, ex procuratore aggiunto a Palermo e sostituto procuratore a Caltanissetta, ma soprattutto è il pm che aveva gestito (molto male) la falsa collaborazione di Scarantino su via D’Amelio senza accorgersi mai (questo lo si può solo sperare) dei depistaggi che lo sbandato della Guadagna con la passione per i trans metteva in atto senza troppa creatività grazie alle imbeccate, stando alle indagini, di almeno tre poliziotti del “Gruppo Falcone-Borsellino” guidato da Arnaldo La Barbera, poliziotto di ferro al soldo dei servizi; i tre oggi sono indagati per calunnia aggravata, La Barbera non lo è sol perchè nel frattempo è morto.

Ironia della sorte - come racconta il consulente dell'autorità giudiziaria Gioacchino Genchi - si tratta anche dello stesso magistrato che alla fine degli anni Novanta chiese di approfondire la pista dei mandanti occulti Alfa e Beta, ovvero Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Oggi invece la Palma è finita a coordinare il gabinetto del presidente del Senato Renato Schifani, noto socio d'affari di mafiosi e consulente al comune di Villabate quando questo era in mano al clan Mandalà; è proprio del boss Mandalà che Schifani era stato socio nella Siculabrokers.

Sempre secondo Genchi, e a quanto riportato dal periodico "La voce delle voci", Anna Palma ha fatto parte dell'ordine cavalleresco del Santo Sepolcro, uno dei più potenti in Sicilia e non solo. Scrive il periodico: "Genchi parla di un anno ben preciso, 1979. Sarebbe stata insignita del titolo di dama dal vescovo di Monreale Salvatore Cassisa e dal conte Arturo Cassina, all'epoca reggente dell'ordine. Al quale apparteneva anche Bruno Contrada: il quale - stando alle memorie difensive del suo legale, Pietro Milio - era certo che l'indizio piu' forte di mafiosita' affibbiatogli dalla procura di Palermo era proprio tale iscrizione. A questo punto il Velino, diretto da Lino Iannuzzi, tira in ballo un altro anno, il 1993, quando la Palma 'chiese e ottenne dai custodi degli archivi vaticani del prestigioso ordine la sua cancellazione'".

Nel ricorso di Cuffaro alla sentenza di appello, viene raccontata la strettissima amicizia tra la moglie di Cardinale e il maresciallo Antonio Borzacchelli, condannato in primo grado a 10 anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici nell'ambito del processo sulle talpe alla Dia. «Nel corso dell'interrogatorio del 3 dicembre 2003 reso all'A.G. di Palermo - ricostruiscono gli avvocati Oreste Dominioni e Antonino Mormino, si legge ancora su "La voce delle voci" - il Ciuro dichiarava di aver appreso dal Carcione (uno dei medici collusi della story, ndr) che il Borzacchelli era intimo amico della dottoressa Palma, con la quale si intratteneva in lunghi incontri (...) che “entra ed esce dall'ufficio della dottoressa Palma” (...) che “in quel periodo e' andato un sacco di volte in Procura a parlare con la dottoressa Palma facendo uscire tutti fuori dalla stanza”».

Per non farsi mai rinfacciare un eccessivo impegno antimafia, Anna Maria Palma è stata testimone di nozze di Totò Cuffaro, che aveva nominato il fratello, già magistrato della Corte dei Conti, come vicecommissario regionale per l’emergenza idrica in Sicilia.L’assessore Antonello Antinoro, fedelissimo di Cuffaro, lo ha poi fatto direttore generale del dipartimento dei beni culturali, oltre ad aver nominato proprio il marito, Cardinale per l'appunto, al Cerisdi, che secondo Salvatore Borsellino, fratello del giudice, anziché un centro di formazione era una vera e propria copertura per i servizi segreti.

Partecipare o meno sarà una scelta del procuratore. Certo uno si chiede cosa c'entri un galantuomo come Lari con Palermo (i magistrati antimafia panormiti hanno risposto picche all'invito di Cardinale?) e con un programma semi elettorale.

3 commenti:

Marc De Ox ha detto...

Ciao Benny,
scrivo per precisare che l’invito a Sergio Lari, al quale mi lega un rapporto di amicizia e stima profonda, l’ho fatto io e non il Prof. Cardinale (che non sarà presente al Castello, ha dato forfait).
Sia l’anno scorso che due anni fa il Dott. Lari doveva venire a due incontri di Città2.0 (organizzati sempre nell’ottica di proporre una città più europea, meno degradata di quella odierna) ma aveva dovuto rinunciare all’ultimo per la coincidenza con le celebrazioni della morte di Giovanni Falcone (la cui memoria abbiamo sempre ricordato con passione).
Quindi, anche se tutto quello che scrivi fosse vero, Lari e Cardinale non si incroceranno.
Infine ci tengo a precisare che Città2.0 è un movimento di ventenni che dal 2008 organizza iniziative finalizzate a sensibilizzare i cittadini sui problemi che affliggono Palermo (vedi il sito per credere, http://www.cittaduepuntozero.it).
Nessuno si candiderà l’anno prossimo, è l’amore per il posto in cui viviamo che ci fa organizzare queste manifestazioni, ma anche se dovesse succedere in futuro che qualcuno di noi decida di dedicare la propria vita al miglioramento di Palermo, non ci vedrei nulla di male, anzi…
Dei giovani cercano di smuovere le acque dell’immobilismo siculo, di velocizzare quel ricambio della classe politica che tutti auspicano, e subito si grida allo scandalo perchè un magistrato partecipa all’incontro.
Per questa ragione, preciso che il contributo di Sergio Lari toccherà il tema della legalità, non questioni politiche.
Cordiali saluti,
Marco Lo Bue

Benny Calasanzio ha detto...

Gentile Marco, ti ringrazio per la tua precisazione, che, lo ammetto, un pò mi da sollievo. Come potrai ben immaginare condividiamo la stima per il dott. Sergio Lari, come potrei nasconderlo? Mi informerò meglio e di più sul vostro movimento, anche se il fine elettorale della manifestazione, come ho scritto, era solo una mia impressione. Ti chiedo però di togliere un se di troppo. Quello che scrivo è vero nella sua totalità. E il fatto che non si incroceranno mi fa molto, molto piacere. Buona fortuna

domenico.gozzo ha detto...

Caro Benny (spero di poterti chiamare così),
Credo di dover in qualche modo intervenire sul tuo articolo che, sinceramente, mi ha lasciato basito.
Chiunque conosca un minimo quel galantuomo (come tu stesso dici) di Sergio Lari, sa della sua assoluta dedizione al lavoro, scevra da qualsivoglia rapporto con movimenti poltici di qualsiasi natura. Dunque, risponde al vero quanto ha detto Marco Lo Bue: si tratta solo di un invito, ripetuto più volte, e solo questa volta accettato, di un gruppo di universitari (che, tra l'altro, ricomprendere anche un familiare di Sergio) e, dunque, un gruppo di ragazzi interessati alla legalita'. Certo, a tutti può succedere (e la libera stampa ci sta anche per questo) di accettare inviti che poi si rivelino impropri. Ma mettere in dubbio la assoluta apoliticità di Sergio mi pare veramente impossibile (e, sono sicuro, neanche tu volevi dare una simile impressione).
Quanto poi al castello Utveggio, oltre che sede di svariate ipotesi investigative (su cui da molto tempo questa Procura, prima che anche io arrivassi, ha depositato richiesta di archiviazione), e' anche una splendida location e per questo e' stato scelto come sede della "discussione pubblica".
Non intervengo sui temi che riguardano la collega Palma ed il marito e fratello di questa: la collega ha gia' inteso difendersi in altre sedi, ed anche perché, lo confesso, non sono un appassionato di gossip palermitani.
Quanto alla parte relativa alle indagini svolte a Caltanissetta, queste furono svolte con abnegazione e spirito di servizio da molti colleghi, e mi sembra improprio catapultare sulle spalle della sola dott.ssa Palma l'intera gestione di Scarantino. Che poi non e' certo l'origine del problema, essendo nato tutto (come e' noto dai processi celebrati) dalla "collaborazione" due anni prima di Candura.
Siamo, qui a Caltanissetta, ben cosci che quello che facciamo verra' attentamente vagliato, in primo luogo dalla stampa. E' giusto che sia così, e' il sale della democrazia e del giusto processo. Ma chiediamo di essere giudicati per quello che faremo nelle indagini, e non per improbabili liaisons dangereuses. Con stima.
Nico Gozzo - Procuratore Aggiunto a Caltanissetta