mercoledì 22 giugno 2011

“Appesantire il processo”. Ma come parli?

Presidente, abbiamo depositato agli atti del processo alcuni documenti che accertano la conoscenza e la frequentazione tra Vito Ciancimino e l’ex comandante del Ros Antonio Subranni. Ci sono anche scambi di auguri autografi firmati da Subranni ritrovati a casa di Ciancimino”.

Il pubblico ministero Nino Di Matteo lo dice come una cosa scontata, ma scandisce bene le parole, e tra i nuovi mille fogli inseriti nel fascicolo, ci tiene a sottolineare questi. E’ ovvio, pensa, che queste carte debbano finire nel fascicolo, debbano far parte del processo a carico di Mario Mori e Mauro Obinu, alla sbarra per favoreggiamento aggravato alla mafia. Quest'ultimo, ieri in aula, ostentava arroganza e strafottenza; molto più composto e freddo Mori.

Il presidente del Tribunale, Mario Fontana (nella foto è l'uomo a sinistra, l'altro è Nanni Moretti in Palombella Rossa), scuote la testa, e senza molta convinzione la butta lì: “E’ proprio necessario? Se non è necessario eviterei di presentare questi documenti... per non appesantire il processo”. Di Matteo per un momento spalanca gli occhi, quasi prende la rincorsa per rispondere. Poi, pur mantenendo il suo consueto rispetto nei confronti della Corte, il suo tono si fa duro. “Presidente, si tratta di false dichiarazioni, Subranni ha dichiarato di non aver mai nemmeno conosciuto Vito Ciancimino”. E Fontana, senza molta convinzione, ne prende atto.

Ma c’è altro su Subranni. Ci sono, tra le carte inserite nel fascicolo, i verbali degli interrogatori resi da Ciancimino ai giudici Giovanni Falcone e a Giuseppe Di Lello, in cui l’ex sindaco mafioso di Palermo parla del generale e del loro rapporto di amicizia.

Alla fine dell’udienza Di Matteo è teso e nervoso. A molti, tra i presenti, sembra che abbia lanciato la toga sulla sedia in segno di stizza. Un’obiezione così maldestra e superficiale da un presidente di Tribunale forse non se l’aspettava. Sembra la conferma che tiri una brutta aria sul processo.

Ci potrebbe essere in ballo una nuova incriminazione per Subranni, quella di false dichiarazioni al pm, e Fontana si preoccupa di non appesantire il dibattimento?

11 commenti:

Sebastiano Gulisano ha detto...

se i pm vogliono indagare Subranni per falsa testimonianza non hanno bisogno dell'autorizzazione di Fontana, basta che chiedano la trasmissione al loro ufficio del verbale dell'udienza in cui ha testimoniato il generale ecc...

Benny Calasanzio ha detto...

Sebastiano, chi ha detto il contrario?

Sebastiano Gulisano ha detto...

Benny, a leggerti sembra che ciò sia legato alla decisione di Fontana e non alle prerogative del pm

Benny Calasanzio ha detto...

Allora mi sono espresso male... l'inquietudine nasce dalle parole, evitabilissime, del presidente... è ovvio che Di Matteo deposita quel che vuole, ma vista la rilevanza lo aveva fatto presente.

Sebastiano Gulisano ha detto...

comprendo l'inquietudine, ma comprendo anche Fontana che a processo sostanzialmente concluso si vede chiedere il deposito di un migliaio di nuovi documenti tesi a dimostrare che Vito Ciancimino aveva conoscenze altolocate (cosa di cui nessuno dubita e che, secondo me, esula dall'oggetto del processo) e conosceva Subranni (che non è imputato).
Secondo me, a Fontana non si può certo rimproverare di essere di parte, ché ha accolto tutte le richieste, finora: a me sembra uno super partes che vuole appurare la verità giudiziaria dei fatti. E lo dico avendo ascoltato quasi tutte le udienze del processo. Lo dico da una posizione iniziale pro tesi accusatoria.
Caro Benny, lo dico senza girarci intorno: l'impressione che ho è che si voglia scaricare su una presunta (per me inesistente) prevenzione di Fontana la quasi inevitabile assoluzione di Mori e Obinu.
Invece la probabile assoluzione (me ne sono convinto dopo la prima testimonianza dei tecnici della scientifica) è inevitabile.
Spero di sbagliarmi, ché i pm verrebbero letteralmente massacrati.
Al di là di ciò, le sentenze si emettono al di là di ogni ragionevole dubbio e qui i dubbi abbondano: Riccio è stato sputtanato e ha dovuto ammettere in udienza che a Mezzojuso non c'era, mentre ha firmato un rapporto in cui si sostiene l'opposto; Ciancimino, che avrebbe potuto raddrizzare il processo, è una fabbrica di contraddizioni e le sue carte valgono meno di zero (a prescindere dalla veridicità o meno del contenuto), perché ce ne sono alcune contraffatte (e non solo quelle di Mister X) e altre il cui contenuto è in contrasto, temporalmente, con la datazione di carta e toner.
La domanda finale che Fontana rivolge ai periti è frutto di questa schizofrenia "documentale" e, a mio modo di vedere, la risposta ne è la pietra tombale.
Altri hanno sbagliato, caro Benny, e dovrebbero assumersene la responsabilità. Mi duole dirlo, ma se a oltre quindici mesi dalla consegna della "lettera a Berlusconi" i pm non l'hanno ancora consegnata ai periti un motivo ci sarà: la "lettera" è palesemente taroccata (è stata consegnata l'8/2/2010, cioè prima della presunta entrata in scena di Mister X); gli elementi che abbiamo ci dicono inoltre con certezza che l'interpretazione che Massimo ne ha dato in aula è falsa.
I pm sono certi di quel taroccamento dal 7/4/2010, quando è uscito il libro "Don Vito" (pagg. 228-229) e non l'hanno consegnata ai periti per tutelare Massimo e una storia in cui credono fermamente (la trattativa, nei termini in cui lui la racconta), e nel disperato tentativo di salvare un processo in cui non c'è più nulla da salvare.
Purtroppo per la Procura, di carte taroccate ce n'erano altre, la cui contraffazione era meno visibile e su quelle è andato a sbattere Massimo e l'impianto accusatorio.
Non so se Mori e Obinu siano responsabili di ciò di cui li si accusa, so che il processo non l'ha dimostrato.
Ti abbraccio,
Sebastiano

P.S.:
per me Subranni è e resta uno dei depistatori delle indagini sull'omicidio Impastato

Benny Calasanzio ha detto...

Caro Sebastiano, ti sbagli. Io non ho alcuna pregiudiziale su Fontana, a dirti la verità questo è il primo processo che seguo con lui presidente. Figurati. Credo ti sia perso le udienze fondamentali del processo Mori e Obinu (non so se hai seguito le altre) e ti sbagli anche su Riccio. Proprio Lo Verso, che sarà sentito ormai a settembre, confermerà la vicenda di Mezzojuso.

almostblue58 ha detto...

le udienze le ascolto su Radio Radicale, scarico i file e all'occorrenza le riascolto.
il fatto che Lo Verso confermi l'incontro di Mezzojuso (che non è in discussione) non cambia la sostanza dei fatti: Riccio quel giorno non c'era e ha firmato una relazione in cui c'è scritto l'opposto

Sebastiano Gulisano ha detto...

le udienze le ascolto su Radio Radficale, scarico i file e all'occorrenza le riascolto.
Lo Verso confermerà l'incontro di Mezzojuso, ma quell'incontro non è in discussione - c'è stato. Ma ciò non cambia il fatto che Riccio quel giorno non fosse lì, mentre ha firmato una relazione in cui c'è scritto l'opposto

Benny Calasanzio ha detto...

Non trovo la notizia di Riccio, ricordo che Mori lo accusava di non essere a Mezzojuso ma poi alle domande dei pm diceva qualcosa come "mica io pensavo solo a Riccio in quei momenti ecc". Mi giri qualcosa?

Sebastiano Gulisano ha detto...

Errore mio, non è lui ad ammettere, è il capitano Damiano (10/11/2009), dopo la sua testimonianza, a rivelare che Riccio quel giorno non c'era.
La credibilità di Riccio è comunque minata da un cospicuo numero di testi (non solo Ros, ma anche Dia - Pappalardo - e Procura - Caselli e Principato), ma anche dalla sua stessa testimonianza (udienza del 25/9/2009, le domande del presidente riassumono bene le contraddizioni)

Sebastiano Gulisano ha detto...

mi ricorreggo, ricordavo bene ma ho controllato nell'udienza sbagliata: Riccio in udienza ha sorprendemente dichiarato di essersi "tenuto a distanza di sicurezza" da Mezzojuso, da damiano abbiamo appreso che la "distanza di sicurezza" era Catania (Mezzojuso è in provincia di Palermo)