venerdì 20 maggio 2011

I cori no, i cori no

Quello che sta succedendo in questi anni in Sicilia e nel resto della penisola è bellissimo e rivoluzionario. I giovani e i vecchi, le donne e gli uomini e ogni altra categoria si sono stretti attorno ai magistrati antimafia mentre questi sono ancora in vita; per farlo non hanno aspettato, come nel 1992, che questi fossero uccisi o che fossero candidati ad esserlo nel giro di poco. Scorte civiche, mobilitazioni di massa e affetto da ogni luogo d'Italia. Una cosa del genere non si era mai vista. Altro che fastidio per le sirene, altro che invidia per l'attenzione mediatica. Affetto e stima.

Uomini e donne che usano le proprie ferie, i propri risparmi per andare alle manifestazioni a favore dei magistrati nel mirino di mafia e governo e sta a voi trovare le differenze sostanziali. Eppure c'è un peró. Un magistrato è un uomo. Comunissimo. Ha sembianze umane, va in bagno e talvolta puzza. Fa l'amore, bene o male, litiga, ride, si rilassa o fuma. È un uomo e tale deve rimanere. I cori no, quelli no. Di Matteo non è Cavani. Ingroia non è Cassano, ma manco per niente. Hip hip hurrà no. È imbarazzante e credo imbarazzi anche loro. Vicinanza, non tifo. Sguardi che parlano, non urla da stadio.

Mi si dirà: uno l'affetto lo esprime come vuole. Legittimo. Rilancio: volete esprimere tutto il vostro affetto nei confronti di questi uomini, di queste donne con la toga? In particolare nei confronti dei pm di Palermo e Caltanissetta, che giustamente avete individuato come obiettivi di mafia e Stato, e sta a voi trovare le differenze sostanziali? Bene. Venite ai processi. Organizzatevi. Saltate qualche manifestazione, datevi il turno, gli aerei costano, lo so. State accanto a loro nei luoghi di lavoro, laddove producono quello che poi, all'esterno, li mette a rischio.

Avete mai visto Ingroia e Di Matteo in aula? Moltissimi di voi no. Li avete visti alle presentazioni dei libri, alle conferenze, circondati da tanta gente e tanto affetto. In aula invece sono soli. Isolati. Talvolta scherniti dagli avvocati di imputati al di sotto di ogni sospetto come Mario Mori. Ve lo chiedo perché in quel palazzo, per quei corridoi, sono uomini soli che respirano aria pesante, viziata.

Martedì 21 giugno alle 9.30, Ingroia e Di Matteo torneranno in aula a Palermo per l'udienza del processo Mori durante il quale saranno ascoltati i tecnici della polizia scientifica sugli ultimi documenti di Ciancimino. Venite. Se avevate programmato di partecipare a qualche manifestazione, anticipate. Il vostro posto è nelle piazze, è vero, per dare segno al resto dell'Italia che non sono soli. Ma il vostro posto è anche qui. E in questo momento è soprattutto qui. E qui, al Palazzo di Giustizia, non servono cori o striscioni. Basta la presenza fisica. Qui davvero uno vale uno, non come nelle fiabe. E quando i due pm, girati verso la Corte, si gireranno per rivolgersi ai legali o ai dichiaranti, vi vedranno. E nei vostri occhi leggeranno quei cori e quegli striscioni. E voi sarete anche monito per chi, in questi giorni, sta studiando come far saltare Ingroia, Di Matteo e il processo Mori per salvare il generalissimo, più inguaiato che mai.

Ci vediamo tutti, tutti, il 21 giugno.

2 commenti:

Luciana ha detto...

Quasi quasi ci vengo. :)

E se non potessi venire, sappi che è colpa di Pisapia.

Adriana Castelli ha detto...

Grazie Benny, ci risarò!