martedì 8 febbraio 2011

"Panepinto (PD) ha legami con cosa nostra"

E' un'informativa dei carabinieri della compagnia di Cammarata (AG), datata 23/10/2007, a mettere nei guai Giovanni Panepinto, deputato regionale del Partito Democratico in Sicilia, eletto a Palazzo d’Orleans con 8.606 preferenze su 43.353 di lista e attuale sindaco al secondo mandato di Bivona (AG), dopo dieci anni in Consiglio comunale. Il documento è contenuto in una richiesta di proroga delle intercettazioni telefoniche e ambientali inviata dai militari il 7 dicembre 2007 alla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo nell'ambito di un'inchiesta di mafia.

Sotto accusa sono finiti i rapporti tra il noto deputato regionale e la famiglia mafiosa omonima, i Panepinto, tre fratelli, Luigi, Maurizio e Marcello, che da vittime di mafia (nel 1994 fu ucciso dalla mafia il padre Ignazio e nel settembre successivo lo zio Calogero) si erano trasformati a loro volta in boss e che di recente sono stati condannati rispettivamente a 13 anni, 14 anni e 6 mesi e a 10 anni nell'ambito del processo Face Off, fondato sulla collaborazione dell’imprenditore testimone di giustizia Ignazio Cutrò, vittima delle minacce e delle intimidazioni del sodalizio mafioso.

Panepinto Luigi scrivono i militari - è legato al sindaco Panepinto Giovanni da vincoli di parentela, come si evince dalla seguente annotazione di polizia giudiziaria redatta dal Comandante della Stazione Carabinieri di Bivona ‘[...] durante una conversazione avuta in questa caserma con Panepinto Luigi […] lo stesso riferiva che Panepinto Giovanni ha battezzato il proprio figlio Ignazio e pertanto si chiamano con l'appellativo di ‘compari’ ”.

Tale circostanza – si sottolinea nel documento - è estremamente rilevante per la pregnante valenza simbolica e per l'oggettiva rilevanza esterna che, in un contesto mafioso, assume la partecipazione ad una cerimonia di battesimo di un politico di rilevanza, addirittura nella qualità di padrino. Ma la parte più sconvolgente dell’informativa è quando i carabinieri elencano in maniera precisa e con dovizia di particolari, i presunti punti di contatto tra l’esponente del PD e cosa nostra: “Panepinto Giovanni ha ed ha avuto legami con esponenti di cosa nostra ai vertici della consorteria mafiosa operante nella bassa Quisquina (zona della provincia di Agrigento, che comprende Bivona e Santo Stefano, ndr). E' coniugato con Giovanna Raffa, figlia di Raffa Pietro, elemento di spicco della famiglia mafiosa di Alessandria della Rocca. Quest'ultimo era legato a personaggi di spicco di cosa nostra agrigentina […]”.

Il primo marito della Raffa, Carmine Messina, era sparito di lupara bianca nel 1977, circostanza che non manca di essere sottolineata nella nota. L'attuale deputato, stando al documento, avrebbe addirittura fatto da “tramite” tra il suocero mafioso e la cosca di Bivona. Ricca di particolari anche la ricostruzione delle vicende politiche che hanno riguardato il deputato regionale, in particolare le elezioni comunali di Bivona del 13 e 14 maggio 2007, quando i candidati erano Maurizio Traina e lo stesso Panepinto, che vincerà quella tornata con 1635 voti rispetto ai 1244 del suo avversario: “L'attività tecnica di intercettazione ha permesso di poter acquisire forti indizi attraverso i quali sostenere la tesi che Panepinto Luigi abbia inquinato il libero esercizio del voto o, comunque, alterato il risultato della votazione mediante l'acquisto di 250 voti in favore di Panepinto Giovanni”. Ciò, scrivono i carabinieri, si evince da un'intercettazione di una conversazione tra Ignazio Cutrò, parte lesa nel processo Face off e tale Enzo Vella, mentre i due parlano di alcuni lavori di riqualificazione urbana: “Lo zio Ignazio (padre del boss Luigi Panepinto) […] me l'ha detto chiaramente - dice Vella - : 'quest'anno devo aiutare a Giovanni. In prima linea non mi ci sono mai messo, ma quest'anno non deve perdere perchè abbiamo bisogno di Giovanni Panepinto dato che lavoro non ce n'è”. Frasi che per i militari di Cammarata fanno intendere “che quest'ultimo sia concretamente in grado di convogliare appalti pubblici in favore della Calcestruzzi Beton 2000 Srl” della famiglia Panepinto".

Duecentocinquanta voti dal bacino della mafia a beneficio di Panepinto che vengono confermati anche da una fonte confidenziale dei carabinieri, citata nell’informativa e contenuta in un’annotazione di polizia giudiziaria, che aggiunge altri particolari: “I predetti (Panepinto, ndr) con la collaborazione di alcuni presidenti di seggio, avrebbero ottenuto alcune schede in bianco. Le schede, dopo essere state segnate con la preferenza di Panepinto Giovanni, sarebbero state consegnate ai votanti che, in cambio di somme di denaro (da 250 a 1.000 euro) le avrebbero inserite nelle urne riportando ai Panepinto la scheda in bianco avuta dagli scrutinatori”.

Oltre a indagini di polizia giudiziaria e le indiscrezioni dei confidenti, c’è anche una foto che “inchioda” il rapporto tra i Panepinto e il deputato-sindaco, ovvero quella che ritrae il politico festeggiare la sua elezione a sindaco seduto su una poltrona posta sul cassone di uno dei mezzi della ditta mafiosa.

Infine, sempre i carabinieri, nel delineare il profilo del politico Panepinto, enumerano le vicende giudiziarie a suo carico: il 31 ottobre del 1986 è stato denunciato il stato di libertà dal Consiglio Provinciale di Agrigento alla Procura della Repubblica di Sciacca per oltraggio ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario; il 23 novembre 1992 è stato denunciato dall’Arma di Bivona alla Procura di Sciacca per minaccia e violenza a pubblio ufficiale; il 10 luglio 1996 è stato denunciato alla Procura di Sciacca per illeciti inerenti lo smaltimento dei rifiuti cimiteriali del comune di Bivona; il 10 novembre 1997 è stato notificato l’avviso di conclusioni delle indagini preliminari emesso dalla Procura di Caltanissetta per abuso d’ufficio in concorso; il 25 marzo 1999 è stato denunciato dall’Arma di Bivona alla Procura di Sciacca per abuso d’ufficio, rifiuto di atti d’ufficio e per illeciti inerenti la normativa sull’inquinamento delle acque; il 7 aprile 2001 e il 3 maggio dello stesso anno è stato denunciato dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Porto Empedole alla Procura di Sciacca per illeciti inerenti la normativa sulla smaltimento dei rifiuti.

Se l’ipotesi investigativa appena riportata dovesse trovare ulteriori elementi di riscontro diventerebbe palese il rapporto di natura ‘contrattuale’ nel quale è ravvisabile una prestazione di supporto elettorale e propagandistico della famiglia Panepinto ed una controprestazione da parte di Panepinto Giovanni, concetto, quest’ultimo che potrebbe tradursi in un vero concorso esterno all’associazione”. Non solo dunque il voto di scambio ma il concorso esterno all’associazione mafiosa.

Bocche cucite invece alla Procura di Sciacca, dove i due pm applicati dalla DDA di Palermo, Giuseppe Fici e Salvatore Vella, titolari del procedimento Face Off, non lasciano trapelare nulla. Vella, raggiunto ieri al telefono, si è limitato solamente a specificare che “come è noto i fatti raccontati nell’informativa riguardanti il sindaco di Bivona non sono stati trattati nel procedimento Face off”. Parole che possono lasciare presagire che ci sia un’altra inchiesta in corso non presso la procura ordinaria, ma, trattandosi del reato 416 ter, ovvero scambio elettorale politico-mafioso, presso la DDA di Palermo. Circostanza ovviamente non confermata dal pm di origini trapanesi. Rimane da considerare iI fatto che quanto scritto nell’informativa dei carabinieri si riferisce al periodo del 2007, e l’assenza di avvisi di garanzia a Panepinto, in tutti questi anni, si può intendere come un’attesa di fatti che sono stati certificati solo dopo il primo grado di Faceoff, come la mafiosità dei Panepinto, per esempio.

Domani, su questo blog, l'intervista a Giovanni Panepinto.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Questo è giornalismo d'inchiesta... grazie Benny per condividere i tuoi articoli su questo blog... Panepinto, cosa aspetti a dimetterti? Le manette?

Anonimo ha detto...

ciao Benny tra poco a bivona uscirà un documento politico di denuncia politica contro il signor Giovanni Panepinto spero di fartelo avere in anteprima proprio perchè hai dimostrato di avere corag. non posso dirti chi sono ti contatto al più presto ciao e buon lavoro