venerdì 4 febbraio 2011

Dirigente delle Dogane in sciopero della fame

mio articolo, dal sito di Sonia Alfano

In sciopero della fame sine die dal 20 gennaio scorso per protestare contro quelle che definisce “ingiustizie” subite prima da parte dell’Agenzia del Demanio e poi da quella delle Dogane di cui ora è dirigente siciliano. E’ la vicenda di Angelo Curto, classe 1953, che ha deciso di portare alle estreme conseguenze i contrasti che in questi anni ha avuto con le due agenzie.

Curto, che non vuole parlare con i giornalisti per evitare sanzioni, ha scritto una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, al ministero delle Finanze, alla Corte dei Conti e ai dirigenti dell’Agenzia della Dogane, ente in cui è approdato nel 2004 proveniente dal Demanio. Nella missiva l’uomo annuncia l’inizio del digiuno elencando una serie di condizioni per porre fine alla protesta.

Qualcosa che non torna in effetti c’è. Curto ha conseguito la valutazione “eccezionale” per gli anni dal 2004 al 2007. Il suo rendimento e la sua condotta sono stati reputati quindi eccellenti. Nell’agosto del 2009 gli viene però comunicato il trasferimento per incompatibilità ambientale dalla Sicilia alla direzione dell’Ufficio delle Dogane di Avezzano. Sorpreso e preoccupato dalla notizia, Curto, che vive da solo con il padre invalido al 100%, chiede di accedere agli atti. Solo allora scopre una serie di rilievi a suo carico che reputa “falsi ed infondati” che mai gli erano stati contestati nell’ambito di procedimenti disciplinari o giudiziari.

Un fatto, in particolare, tocca i fili scoperti dei rapporti tra cosa nostra, imprenditoria e Demanio; una vicenda legata al geometra Francesco Nasca, direttore tributario dell’Agenzia del Demanio di Trapani, poi transitato anch’egli alle Dogane, responsabile del servizio di gestione e destinazione dei beni confiscati alla mafia, arrestato nell’aprile del 2007. Avrebbe rallentato le procedure amministrative affinchè i beni ritornassero nella disponibilità dei boss. Oggetto e “vittima” delle condotte illecite del Nasca è la Calcestruzzi Ericina, confiscata definitivamente al boss Vincenzo Virga nel giugno 2000. Vicenda che aveva travolto anche il prefetto antimafia di Trapani, Fulvio Sodano, che aveva tentato di opporsi alle mire di cosa nostra.

I fatti contestati al geometra Nasca riguarda il periodo fino al giugno 2002, periodo in cui il suo diretto superiore non era Curto bensì il geometra Vincenzo Vattiata, responsabile della sezione staccata di Trapani, nominato il 28 settembre 2001. Subito dopo l’arresto del funzionario, Curto presenta una denuncia informativa sui fatti alla Corte dei Conti, vista l’inattività delle Dogane, che sostengono al contrario che la competenza era del Demanio, ente a cui apparteneva Nasca e lo stesso Curto all’epoca dei fatti.Solo nel 2009, quando poi la Corte dei Conti scrive al Demanio, Curto e Nasca vengono messi in mora. E qui le prime due incongruenze: perchè la mora colpisce anche Curto che non era suo diretto responsabile?

Il secondo aspetto che non torna lo offre l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Palermo Gioacchino Scadutoin data 21/7/2004 – si legge nell’ordinanza – veniva escussa Lanna Clementina [...] direttore della filiale di Palermo dell’Agenzia del Demanio, ora Filiale Regione Sicilia, alle cui dipendenze è posto l’Ufficio Territoriale di Trapani ove presta tutt’ora servizio il Nasca Francesco”. I magistrati non cercano spiegazioni da Curto ma ovviamente dalla Lanna. Però la mora colpisce il primo.

Infine, l’incarico di Direttore operativo della filiale di Palermo del Demanio con competenza sulla gestione dei beni confiscati Curto lo riceve dall’1/10/2001 al 17/03/2002; l’area operativa fu però attivata soltanto il 9 maggio dello stesso anno, quando Curto non aveva più quel ruolo.

Una vicenda complessa anche da raccontare, di corsi e ricorsi su carte bollate e una verità difficile da accertare che vede ora un dirigente in sciopero della fame che ancora non riceve risposte.

Nessun commento: