mercoledì 26 gennaio 2011

"Non c'è nulla da festeggiare". Parola di Russo (Idv!)

“Può bastare così” avrete pensato dopo la dichiarazione di Follini (Pd) per il quale, nonostante la sentenza della Cassazione, Cuffaro non è colluso con la mafia. E invece no. Dal Partito Democratico passiamo, durante la lezione di oggi, all'Italia dei Valori Sicilia.
L'uomo del buon senso e del buon gusto di oggi si chiama Pippo Russo, portavoce regionale dell'Italia dei Valori.

Di fronte alla liberatoria e sacrosanta “festicciola” dei giovani siciliani armati di cannoli di fronte Palazzo D'Orleans, la sera della condanna di Totò, il dirigente dell'Idv non ha resistito e l'ha sparata, non badando a spese: “le sentenze – ha spiegato Russo al sito LiveSicilia – non si festeggiano e non si criticano, ma si rispettano in silenzio. In questo Paese siamo troppo abituati a criticarle, contestarle e spesso senza neppure conoscerle fino in fondo. E’ giusto che la giustizia faccia il suo corso e quando, come in questo caso, c’è la condanna, la condanna di un politico, non c’è proprio cosa festeggiare”.

Poi spiega come nonostante l'arresto di Cuffaro “non abbiamo una Sicilia più libera dalla mafia, dal sottosviluppo e dalla politica delle clientele e degli affari”. Già, infatti i magistrati che hanno indagato Cuffaro e lo hanno poi fatto condannare lo hanno fatto perchè il campo da calcetto era chiuso e avevano bisogno di fare qualcosa. Praticamente senza Cuffaro e il cuffarismo in Sicilia non è cambiato nulla, tanto valeva lasciarlo al suo posto no? Alla fine era solamente colluso con la mafia!

“Può bastare così” penserete ancora una volta. Ovviamente no. Per Pippo Russo “la condanna rappresenta certamente un fatto gravissimo ma non si deve perdere di vista il rispetto sul piano umano e per la famiglia che vive un dramma senza avere alcuna colpa”. Tenendo a freno risposte istintive, che potrebbero configurare il reato di diffamazione, si possono fare due considerazioni: ma se è stato Cuffaro il primo a non pensare alle sofferenze che avrebbe causato alla sua famiglia mentre incontrava mafiosi (Siino), prestanomi dei mafiosi (Aiello), mentre lasciava che quest'ultimo devastasse il sistema sanitario regionale, mentre beneficiava dei voti di cosa nostra e mentre distruggeva le indagini dei magistrati spifferando tutto agli indagati (mafiosi) per quale oscura ragione dovremmo farlo ora noi? La risposta è dentro di voi.

Secondo quesito: tutto questo patema per una famiglia, quella di Totò, che certamente in questi anni non ha disdegnato il frutto del potere del baciatore (la moglie, Giacoma Chiarelli, era socia della "Ria Diagnostica per immagini" assieme a Mimmo Miceli, condannato a sei anni e mezzo per mafia. La Ria è poi stata ceduta a Michele Aiello, codannato a 15 e 6 mesi per mafia); ma qualcuno, dell'Idv, del Pd o del Kgb ha pensato per un solo momento al dolore delle famiglie delle vittime innocenti della mafia, che sono state stravolte dall'organizzazione criminale favorita da Totò Cuffaro? Se la risposta è dentro di te, questa volta è sbagliata: chi dice tali frasi da melodramma non può averci pensato sul serio. Altrimenti sarebbe senza morale e sicuramente non degno del livello raggiunto in un partito che è sempre stato vicino alle vittime di mafia. Bastano delle scuse, grazie.

“Può bastare così” penserete voi. Per il momento si.

2 commenti:

Luciana ha detto...

TUTTI IN GALERAAAAAAA!!!!
Così si confortano a vicenda.

Anonimo ha detto...

E cosa ci sarebbe da festeggiare? Il passaggio di consegne ad altri colletti bianchi c'è già stato, Cuffaro è stato immolato quando ormai non serviva più. Se trovi ragioni per festeggiare fallo pure, ma il sacrificio del pedone lascia libero il campo al gioco del re e della regina.