mercoledì 31 marzo 2010

Lombardo mafioso? Mani avanti dal Pd, solidarietà dall'antimafia

Dunque Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, è indagato per mafia. Secondo l'accusa sarebbe in ottimi e fruttuosi rapporti con il capomafia catanese Vincenzo Aiello, arrestato il 9 ottobre scorso nel corso di un vertice e indicato come vicino al boss ergastolano Nitto Santapaola. Lombardo non è certo nuovo a guai giudiziari. Nel mio libro I disonorevoli nostrani raccontavo le sue prime disavventure, delle quali, le più gravi, sono datate 1992, agli albori di Tangentopoli: "fu arrestato mentre era assessore regionale agli Enti locali; condannato in primo grado e assolto in appello per aver truccato un concorso per assistenti amministrativi di una Usl a favore di alcuni candidati. Nel 1994 Lombardo visita di nuovo le patrie galere: lo arrestano per corruzione in un appalto di 48 miliardi di lire per la mensa dell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania".

Sempre in Disonorevoli Nostrani parlavo di un altro deputato regionale, l'ex sindaco di Palagonia, Fausto Fagone, dell'Udc, che risulta tra i 70 indagati nell'inchiesta che coinvolge Lombardo. Scrivevo in Disonorevoli: "Suo padre, Salvatore Fausto Maria Fagone, che fu indagato e arrestato per associazione mafiosa mentre era consigliere provinciale di Catania in quota Forza Italia. L'inchiesta si chiamava Dioniso ed era coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania. Secondo l'accusa, Fagone senior, il padre del figlio, avrebbe avuto “rapporti organici con esponenti della criminalità organizzata di Catania e Caltagirone”. All’epoca dei fatti Fagone, il padre del figlio, era sindaco di Palagonia. Secondo la Procura, Fagone padre si sarebbe recato dal capomafia di Caltagirone per chiederne il sostegno elettorale proprio in favore del figlio Fausto che si era candidato alle regionali del 2001, nelle quali, però, nonostante questi presunti appoggi non fu eletto. Tutto questo emerge da un'intercettazione successiva tra Francesco Ferraro, Giuseppe Anzalone e Francesco La Rocca. Un altro incontro è stato accertato a Catania il 14/10/2002 tra il padre del figlio Fagone e un gruppo di persone in puzzo di mafia, come Francesco Ferraro, “Ciccio Vampa”, Sebastiano Rampulla, Pietro Iudicello ed un’altra persona non identificata, “all’esito del quale, per le modalità dello stesso (avvenuto fuori da Palagonia) e la “qualità” dei partecipanti, oltre che per la successiva “appendice” della “riunione” verificatasi immediatamente dopo a Librino tra i personaggi sopra indicati – scrivono gli inquirenti non può seriamente dubitarsi del coinvolgimento del Fagone Senior, nelle logiche della associazione mafiosa “cosa nostra”, diretta dal La Rocca (per la “famiglia” di Caltagirone) e da Alfio Mirabile (per la “famiglia” di Catania). Il nome di Fagone senior continua ad emergere sempre nei posti sbagliati. Durante un colloquio in carcere nel 2002, tra Giuseppe Mirabile e lo zio Pietro, il primo avrebbe fatto riferimento ai “soldi che a settembre il sindaco di Palagonia avrebbe dovuto portare”. Un’altra serie di intercettazioni tra i boss mafiosi del calatino confermerebbe ulteriormente quello che i magistrati hanno definito “pieno e stabile inserimento di Fagone nelle logiche dell'articolazione calatina di cosa nostra, alla quale egli, sfruttando i poteri connessi alle sue funzioni istituzionali, fornisce rilevanti utilità economiche”.

Questo per dire che i primi nomi che trapelano dall'inchiesta non sorprendono nessuno.


Ciò che invece indigna e dovrebbe sorprendere gli elettori del Partito Democratico, troppo impegnati a spiegare a Bersani che il Pd ha perso quasi la metà delle Regioni che governava, è l'atteggiamento del partito in Sicilia, che ha suoi assessori nella giunta-orgia-macedonia il cui presidente è indagato per mafia. Niente dimissioni, niente polveroni, ma un dolce e rassicurante: “Di fronte ad accuse di mafia tutti, a partire dal presidente della regione, nell’interesse primario della Sicilia, debbono richiedere un’accelerazione che porti ad un rapido chiarimento" dice sottovoce, pacatamente e serenamente Calogero Speziale, del Pd, presidente della Commissione regionale Antimafia.

Ad impressionarmi sotto il profilo antropologico sono invece le dichiarazioni di due assessori "tecnici" della giunta Lombardo, due persone che stimavo ed una in particolare che alla sola parola "mafia" dovrebbe sparire e fuggire lontano. Uno è l’assessore alla Sanità, Massimo Russo, ex pm della Direzione Antimafia di Palermo: «Da magistrato e adesso da amministratore sono abituato a guardare i fatti. E i fatti dicono che ci troviamo di fronte a una fuga di notizie relativa ad un rapporto di polizia giudiziaria sul quale la magistratura dovrà fare le opportune verifiche. Sapevamo che l’enorme sforzo di questo governo verso il rinnovamento sarebbe stato complicato e con Lombardo ne avevamo più volte parlato in precedenza. Scherzando ci eravamo detti che la grande scommessa era quella di fare le riforme e portare a casa la pelle, perché è chiaro a tutti che, specie in Sicilia, quando si incide su determinati interessi, si registrano forti reazioni».

La seconda è un magistrato che di cognome fa Chinnici perchè figlia del procuratore Rocco trucidato a Palermo nell’83, che in giunta si occupa di Funzione pubblica: «Essendo stata sempre garantista non posso non esserlo anche ora. Esprimo la mia solidarietà al presidente, invitandolo a proseguire, senza rallentamenti, il percorso di riforme avviato».

A quelle seicentocinquanta persone che si fidano di me

Non sono stato eletto. Correvo per vincere e non ho avuto i voti necessari per farcela. Davanti a me avevo un candidato forte, consigliere regionale uscente, che ha preso circa 3.300 voti più di me. Una infinità incolmabile.

Qui potrebbe concludersi un'analisi fredda e razionale del voto che per la prima volta mi ha visto candidato, seppur come indipendente. Chi si candida si candida per vincere, non per fare una bella figura, questo è quello che penso.

Invece voglio parlarvi con il cuore in mano, come sempre, e mettere al centro dell'attenzione quelle 650 persone, che mi piace immaginare come 325 donne e 325 uomini, che hanno aperto la scheda elettorale, hanno fatto una x su Italia dei Valori e hanno scritto un cognome lungo, difficile e molto poco settentrionale, utilizzando l'unica preferenza che avevano per darmi fiducia.
Seicentocinquanta persone che mi hanno creduto e che mi hanno ritenuto idoneo a rappresentarle in Consiglio Regionale. Io, Benny Calasanzio, da poco più di un anno a Verona, 25 anni d'età e tante cose ancora da imparare: forse mi hanno votato proprio per questo.

Sono voti, questi, che meritano il mio più profondo rispetto e la più sincera gratitudine.

E sono voti, questi 650, senza dei quali il candidato dell'Italia dei Valori, Gustavo Franchetto, non sarebbe stato eletto; il terzo seggio assegnato all'Idv, scaturito dai resti, era infatti conteso tra Treviso e Verona, ed è scattato nella seconda per circa 300 voti. Voti che a parer mio ho raccolto fuori e molto al di fuori dagli elettori "tradizionali" dell'Italia dei Valori.

E' per questo e per altri mille motivi che io dovrei ringraziarvi uno per uno, che vorrei conoscere i vostri nomi, perchè a guardarle dall'alto, 650 persone in fila che scrivono Calasanzio, sono tantissime. Vorrei raccontarvi le mie emozioni, le mie tensioni e le gioie che questa durissima campagna elettorale mi ha portato. Come si raccontano agli amici, alle persone care.

Penso sempre ad Irene, ad Arianna, a Marta, a Tiziana e a Luciana, e poi ad Antonio, ad Alessandro, a Carlo, ad Enrico, a Luca, ad Onofrio, a Francesco, a Paolo, a Stefano, a Diego; i compagni di viaggio dello staff che hanno dato tutto, tollerando sacrifici e sclerate.

I miei genitori e mia sorella, che sono venuti dalla Sicilia a Verona a fare campagna elettorale per le strade, attaccando i manifesti, avvicinando tutti quelli con l'accento del sud per portarli a conoscenza "che anche mio figlio è del sud, si candida qui sai?".

Quanti ce ne sarebbero da ringraziare? Sonia, Luigi, Salvatore e Gioacchino, che hanno messo la faccia accanto alla mia sapendo che la montagna era altissima e difficile da scalare.

Non so cosa farò adesso; ho voglia di tornare subito in mezzo alla gente, alla società civile, di riempire la mia agenda di incontri. Ho voglia di scrivere. Poi si vedrà.

Arrivederci

venerdì 26 marzo 2010

Candidata Idv a cena con boss, fuori dalle liste!

Dopo l'incredibile scoop della Casa della Legalità, che ha scoperto e documentato come una delle candidate dell'Italia dei Valori in Liguria, Cinzia Damonte, abbia tra i suoi sponsor elettorali un boss della 'ndrangheta, Onofrio Garcea, già condannato per droga e coinvolto nell'inchiesta sul controllo del gioco d'azzardo dei videpoker del clan dei Macrì, di cui è considerato un esponente di vertice, non posso tacere e voglio dire la mia in qualità di candidato indipendente dell'Italia dei Valori, ma soprattutto in qualità di socio fondatore dell'Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia. La dolce signora, attualmente assessore all'urbanistica del Comune di Arenzano, girava tra i commensali mentre, dietro di lei, il boss distribuiva i "santini" elettorali. Una scena agghiacciante venuta alla luce solo grazie alla mirabile opera della Casa della Legalità. Le risposte della candidata (non lo conosco, non posso conoscere tutti quelli che mi invitano a cena) sono state ancora più gravi delle foto.

Sento come obbligo morale, in virtù della mia storia familiare e personale, chiedere al presidente del partito che mi ha coraggiosamente candidato alle elezioni regionali in Veneto, Antonio Di Pietro, di rimuovere subito la candidatura di Cinzia Damonte prima delle elezioni, perchè la sua presenza cozza in maniera imbarazzante con la mia, con quella di Giulio Cavalli, Emiliano Morrone, Serenetta Monti e altre persone impegnate in prima linea contro la mafia, ma anche e sopratutto con quella di coloro che ci hanno convinti a schierarci nelle liste dell'Idv, come Sonia Alfano e Luigi De Magistris.

Io non posso essere accomunato per nessuna ragione a persone che disprezzo profondamente per le proprie frequentazioni, come la Damonte.

giovedì 25 marzo 2010

Cà del Bue, Sonia Alfano deposita interrogazione al Parlamento Europeo

Cà del Bue ora è oggetto di discussione a Bruxelles. Dopo il reclamo ufficiale inviato alla Commissione Ue dal Comitato Insieme per Borgo Roma- Beghelli, è stata depositata l'interrogazione al Parlamento Europeo presentata dall'On. Sonia Alfano (IDV) circa il presunto "mancato rispetto della legislazione dell'Unione europea nella costruzione dell'inceneritore in località Cà del Bue".

Sonia Alfano ha raccolto la richiesta del candidato indipendente dell'Italia dei Valori, Benny Calasanzio, di portare in Europa il "caso Cà del Bue", l'inceneritore contro cui Calasanzio si è più volte scagliato durante la campagna elettorale a fianco dei comitati costituenti il coordinamento.

Premettendo che "non é da sottovalutare il fatto che la città di Verona é stata più volte richiamata dalla Commissione per aver superato i limiti massimi di inquinamento atmosferico" si legge nell'interrogazione che la vede firmataria, la Alfano chiede come la Commissione "intenda intervenire per bloccare la costruzione dell'impianto (il riferimento è ai forni) e obbligare le autorità locali a predisporre gli strumenti necessari per incrementare la raccolta differenziata e rientrare negli standard di riduzione dei rifiuti previsto dalla direttiva 2008/98/CE".

Inoltre, chiede ancora la parlamentare europea che è stata a Verona qualche settimana fa a sostenere Calasanzio, "si impegna la Commissione a richiamare le autorità italiane al rispetto della succitata legislazione dell'UE? Può la Commissione confermare che l'inceneritore non
oltrepasserà i limiti richiesti?".

"Tali impianti d'incenerimento dei rifiuti urbani - conclude Sonia Alfano - rientrano nel campo di applicazione della direttiva IPPC (capacità superiore a 3 tonnellate all'ora) e della direttiva VIA (capacita superiore a 100 tonnellate al giorno). Potrebbe la Commissione chiarire se ritenga o meno verificare se le autorità italiane competenti hanno adottato i provvedimenti previsti?"

Una interrogazione che soddisfa pienamente Benny Calasanzio. "Questa è la testimonianza che quando esiste la volontà politica di combattere questi cancrovalorizzatori i risultati arrivano. L'appoggio di Sonia Alfano ci permetterà di provare, in Regione, a fermare questa follia. Chi si batte per gli inceneritori, chi vuole costruirli o riattivarli, per quanto mi riguarda, è moralmente un assassino, perchè è ben consapevole dei rischi per la salute dei cittadini e se ne infischia deliberatamente".

martedì 23 marzo 2010

Aperitivo di fine campagna elettorale

Venerdì 26 marzo alle ore 18, presso il Caffè Mazzanti in Piazza Erbe a Verona, il candidato indipendente dell'Italia dei Valori in provincia di Verona, Benny Calasanzio, chiuderà la campagna elettorale con un aperitivo aperto a tutti in cui il candidato saluterà e ringrazierà i suoi sostenitori.

Con lui ci saranno la parlamentare europea dell'Italia dei Valori, Sonia Alfano, Presidente dell'Associazione nazionale dei familiari delle vittime di mafia e la Miss Italia 2007 Silvia Battisti, che parteciperà amichevolmente.

Appello al voto

Care amiche e cari amici,

vi scrivo a pochi giorni dalla fine di questa esaltante campagna elettorale che ha creato a Verona un movimento di opinione e una mobilitazione che non si vedeva da anni e che molti credevano impossibile.

Quando ho deciso di candidarmi, accettando l'invito di Sonia Alfano, Luigi De Magistris, Salvatore Borsellino e Gioacchino Genchi, molti "navigati" mi mettevano in guardia sul fatto che Verona è una provincia addormentata, soprattutto sui temi delle infiltrazioni mafiose. Una campagna elettorale basata sull'antimafia, dunque, sarebbe stato un fallimento, e io un fallito.

Poi abbiamo iniziato ad incontrarci, ad incontrare personaggi di rilevanza nazionale, venuti a Verona per sostenere un ragazzo di 25 anni indipendente e determinato a rimanerlo. Qualcosa in voi e in noi è scattato, perchè le sale, anche quelle più grandi che sono l'incubo dei grandi partiti veronesi, hanno iniziato a riempirsi. Altri giovani hanno fortemente voluto far parte del mio staff, si sono fidati sulla parola di quello che volevo fare e si sono uniti a me in questa avventura dal sapore utopistico che giorno dopo giorno ha assunto contorni reali.

Il vostro affetto mi ha fatto sentire veramente a casa mia, e mi ha convinto, qualora ce ne fosse bisogno, che metterci la faccia, rischiare in prima persona battendosi contro le inflitrazioni mafiose e contro i politici "distratti" è un obbligo morale imprescindibile per chi, come me, ha pagato un prezzo altissimo nella lotta alla mafia, perdendo un nonno e uno zio.

Ora, quando ormai le elezioni sono alle porte, quando potremo pesare in termini di consenso quanto il nostro messaggio è stato recepito,
vi chiedo un ultimo sforzo: raccontare ai vostri conoscenti, ai vostri amici e ai vostri familiari questo progetto, farli partecipi di questo disegno di legalità che spero travolga questa città e questa regione; chiedere loro che il 28 e il 29 marzo facciano una X sul simbolo dell'Italia dei Valori e scrivano Calasanzio. Se ognuno di voi ne coinvolgerà almeno tre, da lunedì saremo in Consiglio Regionale.


Io ce l'ho messa davvero tutta,
ho fatto quello che era nelle mie possibilità e ho provato a fare quello che non lo era, e giunti alla fine di questo viaggio emozionante ed indimenticabile, non posso che ringraziarvi per esserci stati, per averci creduto.


Vi abbraccio tutti, a presto,

Benny

lunedì 15 marzo 2010

Il tg di Telearena

Salvatore Borsellino giovedì a Verona

Giovedì 18 marzo Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso in via D'Amelio il 19 luglio del 1992, sarà a Verona per un incontro con il candidato indipendente dell'Italia dei Valori al Consiglio Regionale del Veneto Benny Calasanzio.

Alle 20.45 Borsellino e Calasanzio saranno a Verona, presso la sala civica E. Lodi di Via San Giovanni in Valle 13/b (vicino Piazza Isolo).

Salvatore Borsellino è stato uno dei primi a spingere Calasanzio ad accettare la candidatura come indipendente dell'Idv nella provincia di Verona, chiedendogli di farsi portatore della testimonianza antimafia comune svolta nella società civile in questi anni.

Note: Salvatore Borsellino è un ingegnere, vive e lavora a Milano da oltre quarant'anni. Dopo alcuni anni dalla strage di Via d'Amelio, in cui perse la vita il fratello assieme a cinque poliziotti della scorta, decise di non parlare più in pubblico per via della disillusione e per la rabbia verso quella che lui ha sempre definito una "strage di stato", maturata nell'ambito della trattativa stato-mafia. Da alcuni anni invece è tornato nelle scuole e nelle piazze d'Italia, assieme allo stesso Calasanzio, a Sonia Alfano e ad altri esponenti dell'antimafia per raccontare la vera storia di quell'estate maledetta e del perchè, secondo lui, la verità su quei fatti è ancora lontanissima.

giovedì 11 marzo 2010

Questa sera ospite a Telearena

Questa sera, giovedì 11 marzo, alle 21.05, il candidato indipendente dell'Italia dei Valori in Provincia di Verona alle prossime Elezioni Regionali, Benny Calasanzio, sarà ospite della trasmissione in onda su Telearena dal titolo "Diretta Verona". Il programma, condotto dal direttore dell'emittente Mario Puliero, si occupa di cronaca, di attualità e di politica che riguardano in particolare la città e la provincia di Verona. Al centro della puntata di questa sera la crisi e il lavoro.

mercoledì 10 marzo 2010

Aderisco all'appello per l'acqua pubblica

Appello ai candidati alla Regione Veneto sul Referendum Acqua Pubblica

Come Verona5Stelle – Verona Provincia Virtuosa saremo impegnati attivamente nell’organizzazione della raccolta firme a sostegno della richiesta di referendum sull’acqua pubblica promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per L’Acqua. Beppe Grillo ha inoltre annunciato un prossimo VDAY3 proprio sull’acqua pubblica per il prossimo maggio.

Verona5Stelle
– Verona Provincia Virtuosa aderisce alla manifestazione del 20 marzo a Roma dai comitati e movimenti per l’acqua, anche se fisicamente saremo impegnati in campagna elettorale a sostegno delle sue liste civiche virtuose di Nogara (Nogara Virtuosa http://nogaraonline.net) e Vigasio (Vigasio Comune Virtuoso http://vigasio5stelle.it). Tutte le liste virtuose hanno un programma basato su 5 argomenti (le nostre 5 Stelle sono ACQUA, AMBIENTE, ENERGIA, SVILUPPO, TRASPORTI), nei quali l’Acqua riveste una importanza fondamentale e qualificante per l’azione amministrativa proposta agli elettori.

Per questa battaglia sull’acqua serve un impegno di tutti i cittadini, sia per opporsi ad ogni tentativo di privatizzazione dei servizi, sia per la necessita’ di coinvolgere amici, colleghi di lavoro, parenti e quanti piu’ cittadini possibile: urge sensibilizzare su questo tema una opinione pubblica distratta e non ancora sufficientemente consapevole del rischio che stiamo correndo.

Ogni aiuto e ogni voce di cittadini, ma anche di partiti politici e associazioni, DEVE essere amplificata con ogni mezzo!

Ci appelliamo quindi a tutti i candidati alle prossime elezioni per il consiglio regionale del Veneto perchè si esprimano chiaramente sul tema dell’acqua pubblica e sul loro supporto alla campagna referendaria.

Carlo Reggiani
ex candidato presidente alle elezioni provinciali di Verona del 2009
Verona Provincia Virtuosa

http://www.verona5stelle.org

Vigasio Comune Virtuoso
http://www.vigasio5stelle.it

Nogara Virtuosa

http://nogaraonline.net

Villafranca5Stelle
http://www.villafranca5stelle.org

A San Giovanni Lupatoto (VR) con Guidotto e Caldelli

Lunedì 15 marzo alle ore 21, nei locali della Sala Civica di Piazza Umberto I° n.10, a San Giovanni Lupatoto, il prof. Vincenzo Guidotto, già consulente della Commissione Parlamentare Antimafia e considerato uno dei maggiori studiosi del fenomeno criminale in Italia, incontrerà il candidato indipendente dell'Italia dei Valori alle elezioni Regionali Bernardo Calasanzio. Assieme ai due ci sarà anche Giancarlo Caldelli, politico veronese componente del Partito Socialdemocratico che in passato ha vissuto sotto scorta a causa delle minacce di morte ricevute dalla 'ndragheta, dopo la sua denuncia delle infiltrazioni mafiose all'interno del suo partito.

Al centro dell'incontro il tema caldo delle infiltrazioni mafiose nel Veneto, che Guidotto ha sempre studiato ed analizzato, lanciando più volte l'allarme sulla disattenzione degli amministratori locali di fronte all'evidente diffondersi del cancro mafioso in un tessuto ormai contaminato come quello lacustre.

Durante la serata, Guidotto rivelerà alcuni particolari sulle ultime operazioni antimafia sul Lago di Garda e riscostruirà la storia della penetrazione della malavita nel tessuto sociale ed imprenditoriale veronese.

Nota: Vincenzo Guidotto è nato a Novara di Sicilia il 12 settembre 1942 e vive a Castelfranco Veneto da oltre 40 anni. Laureato in ”Economia e commercio”, è stato insegnante di “Discipline e tecniche commerciali ed aziendali” e preside dell’Istituto Tecnico per Geometri “Sansovino” di Oderzo (Treviso). Autore di un voluminoso saggio dal titolo “Mafia:un potere economico e politico esercitato con la violenza”, è presidente dell’ “Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso” ed è stato referente regionale di Libera-Veneto e consulente dell’Antimafia nella passata legislatura.

martedì 9 marzo 2010

Benny Calasanzio querelato da Umberto Chincarini


COMUNICATO STAMPA

E' stata notificata oggi dai carabinieri della Stazione di San Michele Extra, a Benny Calasanzio, candidando indipendente dell'Italia dei Valori alle prossime Elezioni Regionali, una querela per diffamazione e ingiuria sporta a Peschiera del Garda in data 26/02/2009.

Nella notifica si legge: reato di cui all'art. 594-595 CP, per i fatti accaduti in Peschiera del Garda in data 19-12-2009. In quella data Calasanzio aveva pubblicato sul suo blog un articolo in cui attaccava il sindaco di Peschiera, Umberto Chincarini, per le sue minacce di querela nei confronti dell'ex consulente della Commissione Antimafia Vincenzo Guidotto, e gli ricordava perchè, negare la presenza della camorra sul suo territorio, equivaleva a mentire. Oggi anche Guidotto ha ricevuto l'avviso di garanzia per la querela sporta dal sindaco.

Sembra scontato, dunque, che a sporgere querela sia stato l'unico chiamato in causa in quell'articolo, che è disponibile all'indirizzo: http://bennycalasanzio.blogspot.com/2009/12/il-sindaco-di-peschiera-che-mente.html

"Se le nostre supposizioni sull'autore della querela sono fondate, ringrazio il sindaco Chincarini per la gradita sorpresa, che arriva in pieno periodo elettorale. La denuncia è stata fatta infatti il 26 febbraio" ha detto oggi Calasanzio. "Forse il sindaco ha in mano dei sondaggi che mi riguardano e che lo preoccupano, magari rispetto alla mia proposta della commissione antimafia? - si chiede il candidato dell'IDV-. Non vedo l'ora di andare in Tribunale a confrontarmi con lui di fronte ad un giudice; sarà curioso assistere alla scena di Chincarini che dovrà spiegare ai magistrati che mento quando dico che la mafia ha ormai in mano Peschiera". "Fa un certo effetto - continua Calasanzio - essere denunciati da un tale indagato assieme ad altri per omissione in atti d’ufficio, omessa denuncia e lottizzazione abusiva, reati gravissimi per un amministratore che nonostante ciò, arrogantemente, rimane al suo posto". "E' in atto un attacco frontale a chi parla di mafia sul Garda - conclude Benny Calasanzio -. La denuncia nei miei confronti e quella che ha colpito Vincenzo Guidotto è una intimidazione da colletti bianchi". Calasanzio ha infine espresso massima fiducia nella magistratura.

In piazza contro il decreto salva incapaci


lunedì 8 marzo 2010

Lettera ai giovani veronesi

Care ragazze e cari ragazzi,

chi vi scrive ha 24 anni, è un collaboratore giornalistico per L'Arena e per Il Fatto Quotidiano, è stato ed è uno studente universitario. Vivo a Verona dove svolgo il servizio civile presso un'associazione che si occupa dei temi della giustizia e della pena. Sono un ragazzo come ognuno di voi.

Vi scrivo perchè ho bisogno del vostro aiuto.
In vita mia mi sono sempre occupato di mafie, di criminalità organizzata e di quei politici che dalla malavita non sanno stare lontani. Sul mio blog ho pubblicato inchieste, articoli che hanno avuto molta risonanza e che certo non mi hanno fruttato molti amici. Da quando nel 1992, in Sicilia, la mafia ha ucciso mio nonno e mio zio, Paolo e Giuseppe Borsellino, ho sempre pensato di avere un debito con loro, con loro che la mafia la seppero affrontare a testa alta, sin dal primo momento in cui essa chiese loro non solo il pizzo, ma anche la loro dignità.

Mi sono trasferito a Verona pieno di speranze, con la voglia di fare qualcosa per l'Italia tutta. E mentre giravo la nazione assieme agli amici Salvatore Borsellino, Sonia Alfano, Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi, a parlare di Legalità, di Antimafia, mi sono accorto che le mafie stavano e stanno divorando la mia Verona, provincia che mi ha accolto da oltre un anno e per cui ora io sono in prima linea.

I nostri politici e i nostri amministratori non ci raccontano cosa realmente stia accadendo ai nostri splendidi territori: la verità è che la camorra ha in mano tutto il lago di Garda e che Verona è ormai caposaldo del riciclaggio di denaro sporco. Una situazione agghiacciante,
testimoniata dai 43 fascicoli aperti alla Procura di Verona per reati di tipo mafioso.
Non so il perchè di questo silenzio, ma io non posso lasciare che per la seconda volta le mafie invadano la mia vita e di conseguenza quella di tutti voi. E' per questo che vi chiedo di darmi una mano a combatterla.

Mi sono candidato come indipendente nelle liste dell'Italia dei Valori per le Elezioni Regionali del 28 e 29 marzo. Ho bisogno non solo del vostro consenso ma ancor di più della vostra convinzione e della vostra vicinanza. Ho bisogno della vostra legittimazione per andare in Consiglio Regionale a rilanciare i temi che ci stanno a cuore:

- l'immediata istituzione di una Commissione Antimafia Regionale che collabori in piena sintonia con la magistratura e che sia suo megafono nella società civile;

- un monitoraggio particolare e attento degli appalti e dei cantieri delle grandi opere, per evitare iniltrazioni mafiose.

- fermare progetti assurdi che prima devono essere vagliati e valutati dai cittadini, come l'Autodromo del Veneto, il traforo delle Torricelle e l'inceneritore cancerogeno Cà del Bue.

Se anche voi, come me, volete un Veneto libero dalle mafie, coraggio, unitevi a noi!

Vi aspetto sul mio sito www.bennycalasanzio.net, sul mio blog www.bennycalasanzio.blogspot.com, su Twitter (www.twitter.com/bennycalasanzio) e su Facebook (Benny Calasanzio).

sabato 6 marzo 2010

Giorgio Napolitano non è il mio presidente

Mandate la lettera del Presidente Sandro Pertini al fax del Quirinale, 06.46993125, perchè quell'indegno comprenda chi c'è stato prima di lui...

giovedì 4 marzo 2010

Calasanzio incontra il candidato di "Vigasio Comune Virtuoso" sul Motorcity

Martedì 9 marzo alle ore 20.45, presso la Sala Civica di Viale Bassini di Vigasio (sopra la palestra) il candidato indipendente dell'Italia dei Valori alle prossime elezioni regionali, Benny Calasanzio, incontrerà il candidato sindaco della lista civica Vigasio Comune Virtuoso, Riccardo Ferrari. Titolo dell'incontro: "L'altra faccia del Motorcity. Coopsette, i nuovi proprietari di Vigasio?". Per l'occasione Calasanzio presenterà ai cittadini i dettagli della sua inchiesta giornalistica dalla quale emergono i numerosi precedenti giudiziari che hanno colpito l'azienda emiliana che investirà mille e cinquecento milioni di euro in un'opera da quattro milioni e mezzo di metri quadri. Arresti, indagini ed intercettazioni che fanno emergere il lato oscuro della più potente cooperativa rossa d'Italia.

Sonia Alfano a Verona per Benny Calasanzio

mercoledì 3 marzo 2010

Esclusivo: Massimo Ciancimino a Verona il 12 marzo

Lettera agli iscritti e ai simpatizzanti dell'Italia dei Valori di Verona e provincia

Cari amici e care amiche,

voglio innanzitutto ringraziarvi per l'affetto e per il calore con il quale mi avete accolto tra di voi seppur io non sia iscritto all'Italia dei Valori e mi sia candidato come indipendente nelle liste dell'Idv. Il Presidente Antonio Di Pietro, dandomi questa possibilità, ha dimostrato che c'è una voglia sana e genuina di migliorare questo partito e depurarlo da alcuni nei purtroppo fisiologici nella vita politica.

Quando Sonia Alfano, Luigi De Magistris, Gioacchino Genchi e Salvatore Borsellino
mi hanno chiesto di candidarmi in provincia di Verona, ho sentito dentro di me la convinzione che i tempi erano maturi in Veneto per affrontare il tema delle mafie e per metterlo al centro del dibattito politico, per spiegare alla gente che la mafia è ormai purtroppo anche "cosa nostra".

Non volevo però apparire come un candidato paracadutato dall'alto, deciso ai piani alti del partito. E' per questo che con molta umiltà mi sono presentato ai giovani del partito, mesi e mesi prima delle elezioni, per valutare insieme a loro questa candidatura. Il loro entusiasmo, la loro determinazione e la fiducia che hanno riposto in me, mi hanno emozionato e sorpreso e mi hanno allo stesso tempo caricato di grande responsabilità nei loro confronti.

Avrei voluto parlare anche al coordinamento, per presentarmi a loro e per raccogliere pareri e perplessità, ma ciò non mi è stato possibile ed è rimasto un mio cruccio.

Ho trovato nell'onorevole Antonio Borghesi un interlocutore di alto livello e di grande attenzione; la stessa che ho riscontrato tra i militanti, tra coloro che dalla mattina alla sera andavano a raccogliere firme e che facevano ogni cosa con il cuore per il partito, per dare a questa nazione un'altra possibilità.

Il Presidente mi ha voluto perchè io facessi l'indipendente, perchè agissi da esponente della società civile, da pungolo per i partiti. E' per questo che la nostra campagna elettorale è diversa dalle altre: niente bandiere o palloncini, niente convention: la mia faccia accanto al simbolo dell'Idv per testimoniare unità di vedute e fiducia reciproca, per venire incontro agli spiriti indipendenti e alle sensibilità lontane dai partiti.

Mi rivolgo oggi a voi per chiedere la vostra di fiducia.

In Veneto c'è molto lavoro da fare, e io ho bisogno di voi; di voi che conoscete Verona, la provincia, perchè ci siete nati; qui siete cresciuti e qui avete affrontato le vostre battaglie. Io, è vero, qui non ci sono nato, ma ho scelto di viverci e di creare qui la mia famiglia.

Voglio farlo in un tessuto sano, senza la zavorra mafiosa che ha ormai in mano tutta la Regione, con particolare peso sul lago di Garda e sulla città, definita da un rapporto dell'Arma "caposaldo del riciclaggio di denaro sporco".

Sono sicuro che potrò contare su di voi, perchè ho visto nei vostri occhi la voglia di combattere la mafia, come la vedevo nel 1992 neglio occhi di mio nonno e di mio zio, Giuseppe e Paolo Borsellino, vittime innocenti della mafia.

E allora andiamo insieme, per un Veneto libero dalle mafie.

lunedì 1 marzo 2010

Annullamento appuntamenti con Salvatore Borsellino

Cari amici e care amiche,

con tristezza e preoccupazione vi comunico che i due incontri di giovedì 4 marzo (Verona e Mozzecane) con Salvatore Borsellino sono stati annullati.
Purtroppo le condizioni di salute di Salvatore non migliorano e sono stato io stesso a dirgli di rimanere a casa fino a quando non starà meglio: prima di ogni altra cosa viene la saluta di uno dei miei migliori amici che mai si è tirato indietro quando si è trattato di lottare.
Salvatore verrà a Verona a sostenere la nostra candidatura nella seconda metà di marzo. Certo della vostra comprensione, mi permetto di girare a nome di tutti voi i migliori auguri di guarigione a Salvatore.
Un caro saluto,
Benny

Luigi De Magistris a Verona per Benny Calasanzio