martedì 30 novembre 2010

Resoconti del fare

Di lei non parlerò. Ogni parola sarebbe scambiata per piaggeria, o piangeria, come disse Saccà inginocchiato al telefono col il suo padrone. Lei sa cosa penso, e voi sapete cosa penso di lei e dell'amicizia che ci lega ormai da anni.

Voglio parlare invece dei progetti e del lavoro che facciamo per portare a casa i risultati veri. Della cosa straordinaria che accade qui: nessuno che chiama e cerca raccomandazioni e nessuno che chiama e le promette. Questi uffici sono al di fuori di ogni grazia politica. Mai visto in giro grossi nomi politici per summit segreti, facce sconosciute e molteplici invece si, in riunioni aperte a tutti in cui si parla senza filtri: una volta alcuni capoccia mandavano gli infiltrati ad ascoltare, quando hanno capito che quello che si dice qui equivale a ciò che si dice pubblicamente hanno desistito.

Qui si vede la gente della politica “stradale”, si, quella tanta. Persone che hanno bisogno di aiuto per le ingiustizie più o meno gravi che subiscono, anche di quelle qui ne arrivano tante. E per ognuno si attiva un percorso specifico. Aiutare il singolo vuol dire aiutare la Sicilia e in qualche caso l'Italia. E anche se non si può dire, aiutare un testimone di giustizia, un imprenditore che vuole denunciare equivale a metterlo in quel posto a cosa nostra. Questa spero me la passiate.

Lei che è sempre a Bruxelles e quando non è a Bruxelles è in giro per l'Italia, ad incontrare la gente, non è che la veda molto. Lei “ordina” solo una cosa: occuparsi di tutti e non lasciare mai indietro nessuno. A lei interessa parlare di mafia nell'Ue e portare a casa la relazione di cui è relatrice unica. Interessa che Cutrò e Grasso abbiano indietro la loro vita. E poi rigassificatori, vivisezione e via dicendo. Ma queste cose le sapete già, che ve le dico a fare?

Qui ho la sensazione di “fare” contro la mafia, che è più dell'antimafia. Sento nelle mie mani gli strumenti legislativi Ue e italiani grazie ai contatti nel Parlamento nostrano. So che quando dico che lei se ne occuperà, poi effettivamente se ne occupa. Come so che con la relazione sulla mafia nell'Ue ne vedremo delle belle. E faremo, faremo e faremo, che è il passo successivo del resistere, resistere, resistere.

Poi ci sono i sabati e le domeniche. A volte si, a volte no, ma non me ne accorgo. Quando concepisci quello che fai come un percorso di vita e non come un lavoro capita. Godere del proprio lavoro, se non fai il pornoattore non è perversione, è uno splendido antidoto alle abitudini. Ovvio, vivere a Palermo non è facile. Prima di andare in un centro ippico, in un concessionario e anche in un ristorante devi fare la chiamata esplorativa d'obbligo agli amici dell'Arma e della polizia. Perchè sei un familiare di vittime di mafia, perchè sei il suo collaboratore, perchè te la immagini una foto sul Giornale?

Questo per dirvi che sono felice. Sto bene e ora ho la certezza di non aver sbagliato tornando a casa e accettando questo incarico. Da tecnico, da non tecnico, ma chissenefrega. Non so quanto rimarrò, ma alla fine, comunque andrà, dovrò ringraziarla. Perchè “fare” contro le mafie è molto più difficile che “dire” contro le mafie. E io sto imparando. Anche ad avere pazienza. Anche a convincere che se un meteorite ha distrutto il fienile del signore al telefono, lei non c'entra nulla, e che se non possiamo aiutarlo non vuol dire essere collusi con la mafia che ha scagliato il meteorite.

2 commenti:

Luciana ha detto...

Felice della tua felicità!
Felice per te, per lei e per tutti noi che vi vogliamo bene. :)

Anonimo ha detto...

bello
ben detto
gagliardo :)