venerdì 5 novembre 2010

Disonorevoli nostrani: Paolo Colianni

Colianni Paolo, Mpa, eletto in Provincia di Enna. Eravamo abituati ai figli di padri, fino ad adesso. Dimenticavamo che essere fratello può avere i suoi vantaggi. Ce lo ricordano Angelo Lombardo, fratello di Raffaele, prima eletto all’Ars e poi volato alla Camera. E che dire di Silvio Cuffaro, fratello portavoce di Totò che non si capisce per quali meriti sia stato eletto sindaco nella “rossissima” Raffadali.

E tra i Grandi Fratelli siciliani troviamo anche Paolo Colianni che ha raggiunto le pagine dei quotidiani nazionali non certo per le sue doti politiche, ma per quelle da “collocatore”. Guardiamo la faccenda dall’altro lato. Alfredo Colianni è un disoccupato come tanti, quarantacinquenne. Ma ha un fratello con una marcia in più. Appena Grande Fratello Paolo viene nominato a sorpresa assessore al governo Cuffaro come tecnico, il suo primo, cristianissimo pensiero è dare lavoro a chi non ce l’ha. Perché non partire dal fratello? E allora inserisce nel suo gabinetto Alfredino, che si aggiunge agli altri 600 privilegiati chiamati a far corte attorno ai 15 componenti del governo regionale, invidiati anche per quella indennità omnicomprensiva che va da 16 a 20 mila euro, aumentata del 30 per cento per premio produttività, come le mucche, che se fanno più latte si premiano con più fieno. Qui, purtroppo, non aumenta il latte e scarseggia il fieno.

Sistemato prima al Consiglio Comunale di Enna, poi al Gabinetto dell'Assessorato regionale alla Famiglia e infine come commissario all'Istituto di assistenza e beneficenza di Paternò, una delle 57 Ipab siciliane, istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza che negli ultimi cinque anni hanno accumulato oltre venti milioni di debiti, forse a causa delle nomine e degli incarichi distribuiti in virtù di criteri clientelari e politici. Ma quando esplode la polemica sul Grande Fratello Nepotista, Colianni torna sui suoi passi:

«Al fine di evitare ulteriori inutili strumentalizzazioni di una vicenda assolutamente marginale e da qualcuno artatamente gonfiata, ho sollevato il dottor Alfredo Colianni dall' incarico temporaneo presso una Ipab di Paternò, a cui era stato chiamato in via temporanea per compiere una mera ricognizione ispettiva». A riprova che Paolo adesso è cambiato, per rendere più trasparente la sua azione di governo ha chiesto con un emendamento l’assegnazione al suo assessorato di 15 (quindici) giornalisti, pagati da voi che a cuor leggero leggete. Giorni prima della fine dell’ultima legislatura, quando le elezioni erano alle porte, ha posticipato la chiusura di un bando da 3 milioni di euro destinati alle parrocchie, e forse ai voti dei fedeli. Ma i fondi non sono stati “benedetti” dal coraggioso Monsignor Francesco Miccichè, che ha tuonato contro i contributi clientelari ed elettorali con una lettera piena di passione e di etica morale indirizzata ai due specialisti, Ruggirello e Colianni: “Il criterio di assegnazione dei contributi suscita in me indignazione e sconcerto per il modo con cui, purtroppo, vengono gestite le risorse pubbliche. Anche per quanto riguarda gli enti di culto interessati, che si sono adeguati senza forse rifletterci troppo a questo sistema, non posso non manifestare riprovazione con la segreta speranza che non cadano per il futuro in simili tranelli. A nessuno è lecito svendere in cambio di un piatto di lenticchie il bene più grande della libertà e della profezia. E per amore di verità, mi vergogno e faccio mea culpa anche per quanti si sono prestati a questo stupido gioco. Se fossi io a decidere, rimanderei tutto al mittente. Da responsabile della comunità ecclesiale trapanese non posso infatti accettare un modo di fare politica che, in coscienza, reputo di scarsa valenza morale; politica che crea dipendenza, servilismo, cultura sociale inquinata. La nostra Sicilia è condannata a essere terra
maledetta, di arretratezza culturale, di servilismo e di malcostume politico? Mi ribello con forza a questo stereotipo; sogno e mi sforzo, per quanto è nelle mie possibilità e coerentemente alla mia missione, di illuminare le coscienze perché si affermi la logica di una Sicilia libera da un pensare la politica in termini di clientela, governata con una gestione non rispettosa della cosa pubblica e con una progettualità che appare sganciata dal bene comune, da un sano sviluppo del territorio, dalla vocazione propria di questa terra”.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sai che con quello che hai scopiazzato da quel fantomatico giornalaio di repubblica rischi la querela??Sai che l'on Paolo Colianni non ha mai ricevuto nessun avviso di garanzia ne per mafia ne per interessi vari nella pubblica amministrazione??Conosci l'on Colianni?Siccome non lo conosci ed io si,e ti posso garantire che gode di una grande stima sia ad Enna che altrove come una persona onesta e brillante..Bando alle ciance fratello o non era sempre una persona di cui l'onorevole si fidava,in oltre il fratello non ha mai rivestito la carica di commissario a paterno' ed in quanto al prete,bhe si sa i preti pur di ricevere piu' finanziamenti possibili venderebbero la loro anima al diavolo,si vede che questo prete vole3va qualcosa in piu' rispetto alle altre parrocchie..Concludo dicendoti che questo episodio risale al 2006 e ti ribadisco che è uno dei pochi che non ha mai ricevuto nessun avviso di garanzia nella sua vita...

finetta dottore ha detto...

ma non ti vergogni delle menzogne che scrivi offendendo gente seria che nella sua vita ha fatto sempre battaglie contro la mafia e il malaffare di destra e di sinistra,colianni e stato sempre una persona onesta e fa specie pensare che c e gente come te che fa informazione spazzatura.

Benny Calasanzio ha detto...

Salve Finetta Dottore, ha dimenticato, tra gli insulti, di smentire punto per punto ciò che reputa falso. Su, ci provi, io sono qui.

Anonimo ha detto...

per la piscina che si stava costruendo
vicino Leonforte ,non ha forse ricevuto una denuncia da parte della procura.
la cooperativa Ippocrate non gli ricorda qualche cosa?
oppure la Splendida fortuna finita in tribunale per fallimento, e per finire
le spese che si faceva gonfiare con le cooperative da commercialisti compiacenti.
Certo lui aveva i prestanome, ma la gente lo sa che dietro ci stava lui con il suo drappello di piccoli schiavi.
MEDITATE GENTE MEDITATE , sono tutte cose che trovano riscontri.