venerdì 12 novembre 2010

Disonorevoli nostrani: Lino Leanza

Nicola Lenza, Mpa, eletto in Provincia di Catania. Toccata e fuga. Non ha nemmeno avuto il tempo di assaporare il brivido del potere che ha dovuto lasciare la poltrona al capo assoluto Lombardo, non prima però di aver distribuito a destra e manca contributi, autorizzazioni e altre deliberazione che andranno ad aumentare il “buco” siciliano. Ma di che pasta fosse fatto Lino, lo si poteva capire da questo bel siparietto, molto umile e per la serie “noi siamo uomini comuni”: Palermo. Traffico bloccato contro lo smog. Leanza arriva con l’auto blu davanti allo sbarramento dei vigili urbani nei pressi di Palazzo dei Normanni. «Buon giorno, sono il vicepresidente della Regione. Gentilmente mi fate passare?». L' agente naturalmente gli ribadisce che non era possibile, e di proseguire a piedi come avevano fatto tutti gli altri deputati. «Io sono il vicepresidente della Regione siciliana, mi faccia andare» insiste l’umile contadino. Il vigile, per nulla intimorito continua: «Mi spiace, se non ha il permesso del sindaco lei di qua non passa». Purtroppo alla fine, grazie a qualche telefonata, Leanza riesce a passare. Per qualche attimo però, abbiamo creduto in un mondo diverso. Ma torniamo per terra.

Dopo le dimissioni del condannato Cuffaro è stato proprio Lenza a prendere il suo posto in qualità di vicepresidente. Dal 28 gennaio 2008 fino al 24 aprile è stato lui il Presidente della Regione, anche se non se n’è accorta nemmeno la moglie. Non certo per suoi demeriti: la legge dice che doveva occuparsi solo di ordinaria amministrazione. Bisogna capire cosa si intende per questo. Perché negli ultimi giorni da presidente ha retto sia la carica di governatore, quella di assessore alla Sanità, sia quella di assessore ai Beni Culturali. Mai visto niente di simile. Ma Nicola, Lino per gli amici, ci teneva a lasciare il segno. Ed è proprio lui che da il via libera ad un carrozzone ulteriore che va ad aggiungersi, non si capisce con quali funzioni, ai Cda delle aziende regionali pubbliche. I sei nuovi organismi, chiamati “comitati di sorveglianza”, vanno a sommarsi ai consigli d ́amministrazione già esistenti, trasformati in comitati di gestione. Si chiama "sistema duale", ma non è altro che un raggiro ai no di Bruxelles sulle eccessive consulenze e servizi appaltati esternamente. I comitati di gestione dovrebbero garantire quel «controllo strutturale che possa equiparare le società regionali a strutture interne dell ́amministrazione», come richiesto dalla magistratura contabile, in una delle deliberazioni con cui sono stati bocciati trasferimenti per 20 milioni alle spa. Alla fine i costi supplementari saranno di due milioni di euro l ́anno. Pazienza, per il raggiro questo ed altro.

Ma i colpi da manager della Sicilia di Lino non si fermano alle società pubbliche. Da suo cappello estrae anche norme che favoriscono l’accreditamento di strutture sanitarie private già escluse in passato. In pratica facendo rientrare dalla porta del retro quelle strutture sanitarie che non erano in possesso dei requisiti previsti al termine prefissato e quindi da escludere dalla convenzione con il sistema sanitario. Ben 175 laboratori d'analisi sono stati ripescati a causa, pare, di ritardi dell'Ausl di Agrigento e Messina, almeno questa è la motivazione sostenuta da Leanza. Avanti, qui c’è posto per tutti. Prima di cedere il posto di governatore ha avuto la meravigliosa idea di coltivare il campo, naturalmente senza alcuno scopo elettorale. Solo che quelli che ha elargito si chiamano proprio “aiuti pre-elettorali” per un milione e 600 mila euro alle parrocchie, per "solidarietà nazionale". E a giudicare dal risultato elettorale, qualcuno lassù ha gradito l’offerta. Per finire, ha dato il via libera agli aumenti di
stipendio e all’erogazione del salario accessorio per i 14 mila regionali, sbloccato i pagamenti per 7 mila dipendenti degli enti di formazione, dato il via all’inserimento nei ruoli della Regione per duecento dipendenti delle Terme di Sciacca e Acireale. Per fortuna che doveva dedicarsi solo all’ordinaria amministrazione. Che sbadato, è proprio questa l’ordinario modo di fare in Regione. Ci sono cose che non hanno prezzo, per tutto il resto c’è Lino Leanza.

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