giovedì 18 novembre 2010

Disonorevoli nostrani: Alessandro Aricò

Alessandro Aricò, Pdl, eletto in Provincia di Palermo. Quest’uomo è il più amato dagli impotenti siciliani, da coloro che sono costretti agli “aiutino blu” per fare furore sotto le coperte passata la gioventù. Fu sua la proposta, quando era consigliere comunale, di finanziare degli sconti sul Viagra per gli anziani: “Qualità della vita significa anche una sana e soddisfacente attività sessuale, anche in età matura”.

Un uomo con un cuore d’oro, certo, ma anche lui figlio del padre. Anzi, molto di più. A furia però di parlare del ragazzo prodigio, del “più giovane a fare tutto”, si rischia di dimenticare da dove proviene Aricò e chi sia stato a lanciarlo nel mondo politico siciliano. Anche il suo sito internet incentra tutto sull’età, per la serie “giovane è bello”, a prescindere: nato a Palermo, 18/12/1975, laureato in Economia e commercio. Nel 1998 è stato eletto, ad appena 22 anni consigliere provinciale, diventando così il consigliere provinciale più giovane d’Italia, ricoprendo la carica di Vice Presidente della commissione Cultura Sport e Turismo, sino al giorno delle sue dimissioni dalla Provincia regionale di Palermo. Raggiunge Sala delle Lapidi al primo tentativo. Eletto con 1.662 voti all'età di 25 anni e ricopre dall'inizio della sua consiliatura la carica di capogruppo di A.N. e componente della commissione Bilancio, Patrimonio e Finanza. Tutta farina del suo piccolo e giovane sacco?

Diamo un occhiata al curriculum di papà Aricò. Si chiama Ninni, ed era stato segretario provincia del Partito Repubblicano, prima di diventare latitante. Ricevette tre avvisi di garanzia quando era consigliere per il Pri al Comune di Palermo. Nell’inchiesta era stato arrestato anche il vicepresidente dell' assemblea regionale Nicolò Nicolosi. La bufera giudiziaria abbattutasi su Aricò Senior riguardava alcuni appalti pubblici concessi dall'Ente acquedotti siciliani (Eas), di cui papà era stato presidente. Secondo gli inquirenti alcune imprese avrebbero ottenuto appalti con importi di gran lunga superiori rispetto al valore reale delle opere. Nei guai, per corruzione, era finita l’impresa milanese Gavazzi, la quale avrebbe ottenuto un appalto dall'Eas pagando una consistente e generosa tangente. Ninni Aricò tre giorni prima degli avvisi di garanzia si era dimesso da segretario provinciale del Pri "per motivi personali". Lungimirante.

La sua vicenda è legata a doppio filo con quella dell' ex ministro repubblicano Aristide Gunnella, indagato per associazione mafiosa e voto di scambio. Rendo (uno dei Cavalieri dell’Apocalisse denunciati da Pippo Fava) raccontò ai magistrati di aver versato una mazzetta di venticinque milioni nelle mani dell' ex esponente repubblicano per finanziare la sua campagna elettorale alle regionali del 1991. Il tramite sarebbe stato proprio papà Aricò, famoso negli ambienti giudiziari per aver distribuito appalti e miliardi per grandi opere pubbliche mai completate. Si era sempre fermato sul più bello, da qui il sospetto che l’iniziativa “Viagra per tutti” del figlio Alessandro fosse pensata per lui. L'incompiuta per eccellenza è una diga, l’Ancipa, scempio in cima ai Nebrodi mai finita, ma che ha bruciato oltre 500 miliardi. Quando gli notificano gli avvisi di garanzia, Ninni Aricò non si trova. La moglie ai carabinieri dice: “Mio marito e' fuori per lavoro”. Undici anni dopo gli imputati per quella vicenda furono tutti assolti. Niente corruzione per la costruzione della diga Ancia. Il tribunale di Caltanissetta in primo grado assolve tutti, ma in appello e in Cassazione arriva per papà Ninni una condanna a tre anni che precipita in prescrizione. I pm Terziariol e Tedesco avevano chiesto 6 anni e mezzo. Inoltre, sia il padre di Alessandro Aricò che l’ex ministro Gonnella, furono condannati a risarcire lo Stato delle spese per la realizzazione di questa «opera pubblica illegale
ormai destinata alla demolizione». Secondo quanto appurato dal Tribunale, grazie a Ninni Aricò le perizie sui lavori della Diga approvate nel 1991, arrivano addirittura dopo che le opere erano state realizzate in modo del tutto abusivo, in violazione del vincolo ambientale del Parco dei Nebrodi.

Ma non è un ingiustizia raccontare questi particolari in un sito ben fatto come quello del giovane prodigio Alessandro?

3 commenti:

Mario Circello ha detto...

Ciao Benny, potremmo definirlo il "trota" del sud!

Il grosso guaio, è che ormai il modello è stato esportato, non solo in altre regioni d'Italia, ma anche in altri stati.

Sono siciliano di Graniti (Me), ma vivo a Mendrisio, in Canton Ticino. Qui, il modus agendi della politica è identico in tutto e per tutto, a quello della nostra Sicilia (a volte ironizzando con gli amici, dico: "qui mi sento come a casa..."). Per esempio, uno dei partiti storici di questo cantone, dominante nella regione del mendrisiotto, il Partito Popolare Democratico (un incrocio fra la DC e il PDL), ha ottenuto dalle ultime votazioni il 63% dei voti alle comunali, con un aumento del 23% rispetto alle precedenti e in controtendenza al risultato cantonale, dove hanno perso il 17%. Tutto ciò, ha ovviamente una spiegazione, che tutti conoscono, ma ben pochi osano dire ad alta voce, anzi, neanche sottovoce. A Mendrisio, regna una "famiglia"; il padre, avvocato, è stato sindaco per vent'anni, ed è il referente politico del plutarca della regione; due dei suoi figli, sono a loro volta avvocati; uno siede in municipio, è a capo di aziende munipali e addirittura, è stato battezzato "Cavaliere del Santo Sepolcro", più il solito elenco di consigli d'amministrazione; l'altro, presidente del consiglio di amministrazione del Casinò di Mendrisio (il 2° in Svizzera per cifra d'affari), membro della commissione per gli accordi bilaterali con l'unione europea, ambasciatore economico sia per la Svizzera, sia per l'Italia, più il solito elenco di consigli d'amministrazione; l'elenco degli incarichi istituzionali della "famiglia" è molto più lungo, ma questo è sufficiente per renderti l'idea. Essendo italiano, non ho diritto di voto e di conseguenza, seguivo la politica per passione e per senso civico, ma in modo marginale. Una volta, denunciai in sede civile, il proprietario della casa dove abitavo in affitto, ed è da allora che ho iniziato ad approfondire la conoscenza del sistema politico, soprattutto a livello comunale. Il perché è semplice; in quella causa, ho conosciuto personalmente uno dei figli, in quanto rappresentante legale della controparte; il 1° grado di giudizio, mi dava torto, ma non in fatto e non in diritto; il mio patrocinatore, non ebbe la giusta indignazione alla sentenza e la cosa mi incuriosì; alla fine ho scoperto che l'avvocato della controparte, era anche uno dei membri della giuria (composta da tre giudici!); revocato il mandato al mio rappresentante, mi sono armato di Codice Civile, Codice delle Obbligazioni, Codice di Procedura Civile e mi sono difeso da solo; feci ricorso, ed i successivi gradi di giudizio, mi diedero ragione, ma da allora, qualcosa è cambiato nella mia vita; sono diventato il signor "nessuno"; gente che mi evita, gente che non mi saluta più, piccole ritorsioni, il compagno di merende del padre che viene a dirmi che parlo troppo e la paralisi pressoché totale, nel rapporto con le istituzioni; se una pratica dura 6 mesi, nel mio caso diventano 4 quattro anni; il 24 novembre dell'anno scorso, ho fatto due denunce penali e nonostante il Codice di Procedura prevede, che entro 10 giorni debbono notificare la ricezione, fra 4 giorni sarà passato un anno e non ho ancora ricevuto nulla! Da allora, se qualcuno mi chiede dove abito, rispondo "a Montelepre" e se mi chiedono cosa faccio, rispondo "il siciliano, in scacco alla mafia ticinese". Nonostante io detesti i luoghi comuni, devo ammettere che tutto il mondo è paese! A volte, nei periodi bui, penso che non c'è proprio verso di cambiarlo questo mondo, ma mi basta sapere di stare nel giusto.

Ciao Benny, complimentandomi per ciò che fai per rendere il mondo un posto migliore, ti invio i miei più cordiali e civili saluti.

Mario Circello ha detto...

Ciao Benny, potremmo definirlo il "trota" del sud!

Il grosso guaio, è che ormai il modello è stato esportato, non solo in altre regioni d'Italia, ma anche in altri stati.

Sono siciliano di Graniti (Me), ma vivo a Mendrisio, in Canton Ticino. Qui, il modus agendi della politica è identico in tutto e per tutto, a quello della nostra Sicilia (a volte ironizzando con gli amici, dico "qui mi sento come a casa..."). Per esempio, uno dei partiti storici di questo cantone, dominante nella regione del mendrisiotto, il Partito Popolare Democratico (un incrocio fra la DC e il PDL), ha ottenuto dalle ultime votazioni il 63% dei voti alle comunali, con un aumento del 23% rispetto alle precedenti e in controtendenza al risultato cantonale, dove hanno perso il 17%. Tutto ciò, ha ovviamente una spiegazione, che tutti conoscono, ma ben pochi osano dire ad alta voce, anzi, neanche sottovoce. A Mendrisio, regna una "famiglia"; il padre, avvocato, è stato sindaco per vent'anni, ed è il referente politico del plutarca della regione; due dei suoi figli, sono a loro volta avvocati; uno siede in municipio, è a capo di aziende munipali e addirittura, è stato battezzato "Cavaliere del Santo Sepolcro", più il solito elenco di consigli d'amministrazione; l'altro, presidente del consiglio di amministrazione del Casinò di Mendrisio (il 2° in Svizzera per cifra d'affari), membro della commissione per gli accordi bilaterali con l'unione europea, ambasciatore economico sia per la Svizzera, sia per l'Italia, più il solito elenco di consigli d'amministrazione; l'elenco degli incarichi istituzionali della "famiglia" è molto più lungo, ma questo è sufficiente per renderti l'idea. Essendo italiano, non ho diritto di voto e di conseguenza, seguivo la politica per passione e per senso civico, ma in modo marginale. Una volta, denunciai in sede civile, il proprietario della casa dove abitavo in affitto, ed è da allora che ho iniziato ad approfondire la conoscenza del sistema politico, soprattutto a livello comunale. Il perché è semplice; in quella causa, ho conosciuto personalmente uno figli, in quanto rappresentante legale della controparte; il 1° grado di giudizio, mi dava torto, ma non in fatto e non in diritto; il mio patrocinatore, non ebbe la giusta indignazione alla sentenza e la cosa mi incuriosì; alla fine ho scoperto che l'avvocato della controparte, era anche uno dei membri della giuria (composta da tre giudici); revocato il mandato al mio rappresentante, mi sono armato di Codice Civile, Codice delle Obbligazioni, Codice di Procedura Civile e mi sono difeso da solo; feci ricorso, ed i successivi gradi di giudizio, mi diedero ragione, ma da allora, qualcosa è cambiato nella mia vita; sono diventato il signor "nessuno"; gente che mi evita, gente che non mi saluta più, piccole ritorsioni, il compagno di merende del padre, che viene a dirmi che parlo troppo e la paralisi pressoché totale, nel rapporto con le istituzioni; se una pratica dura 6 mesi, la mia 4 quattro anni; il 24 novembre dell'anno scorso, ho fatto due denunce penali e nonostante il Codice di Procedura prevede, che entro 10 giorni debbono notificare la ricezione, fra 4 giorni sarà passato un anno e non ho ancora ricevuto nulla! Da allora, se qualcuno mi chiede dove abito, rispondo "a Montelepre" e se mi chiedono cosa faccio, rispondo "il siciliano, in scacco alla mafia ticinese". Nonostante io detesti i luoghi comuni, devo ammettere che tutto il mondo è paese! A volte, nei periodi bui, penso che non c'è proprio verso di cambiarlo questo mondo, ma mi basta sapere di stare nel giusto.

Ciao Benny, complimentandomi per ciò che fai per rendere il mondo un posto migliore, ti invio i miei più cordiali e civili saluti.

Mario Circello ha detto...

Ciao Benny, potremmo definirlo il "trota" del sud!

Il grosso guaio, è che ormai il modello è stato esportato, non solo in altre regioni d'Italia, ma anche in altri stati.

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