venerdì 29 ottobre 2010

Il boss e la moglie con mattarello

L'uomo è solo. Corre trafelato verso il vicino commissariato di polizia di Partinico (PA). Si guarda intorno, i suoi occhi sono l'affresco del terrore. Sa che il suo carnefice è sulle sue tracce, sente il suo odore che lentamente si avvicina. L'uomo spalanca la porta del posto di polizia e si precipita all'interno, verso l'uomo in divisa che quando lo vedere non può credere ai suoi occhi: “Dovete difendermi voi, dovete salvarmi”. “Chi le vuole fare del male?” avrà detto quell'agente sorpreso da quella visita. “Mia moglie e i miei figli, mi vogliono picchiare”.

Fino alla penultima frase questo poteva essere l'incipit di un buon noir, ma svelati i protagonisti la sacralità del momento va a farsi benedire: l'uomo in pericolo è nientemeno che un boss mafioso fresco di 14 anni di detenzione per associazione mafiosa, Michele Vitale, ultimo rampollo della famiglia mafiosa dei “Fardazza” di Partinico. E' braccato dalla moglie che ci piace immaginare con un mattarello da pasta all'uovo stretto in pugno, paonazza di rabbia.

Pare che la donna avesse preteso, per lei e per i suoi figli, che all'uscita del consorte dal carcere, Michele mettesse la testa a posto e che chiudesse ogni rapporto con cosa nostra. Invece sembra che Michele proprio non volesse rinunciare a quel sogno, ossia proseguire la carriera criminale dei fratelli Vito e Leonardo, e lavare definitivamente l'onta del pentimento della sorella, il primo boss donna, Giusy Vitale. Per qualche giorno pareva effettivamente aver abbandonato ogni aspirazione mafiosa. Evidentemente però la moglie e i figli hanno scoperto qualcosa che noi non sappiamo e volevano fargliela pagare, tanto da farlo scappare in commissariato, l'unico posto da lui ritenuto, ironia della sorte, “sicuro”. Quel posto in cui era sempre entrato con le manette e con ben altro animo.

L'uomo, dalla recente scarcerazione, è sottoposto a sorveglianza speciale, ma il suo domicilio non sarebbe più tra le mure domestiche: è stato letteralmente messo alla porta dalla moglie che ha anche chiesto ai poliziotti di non cercarlo più a casa sua perchè non voleva sapere più nulla del marito.

Come riporta TeleOccidente, qualche giorno fa ignoti avrebbero rubato a Michele Vitale “Fardazza” anche un furgoncino, ultimo affronto ad un boss che ormai non comanda più nemmeno a casa sua.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Avremo mai la capacità, analoga, di inseguire con il mattarello od il forcone, questa Cricca legalizzata di ladroni governativi?

ernesto s.