venerdì 20 agosto 2010

"Te la faremo pagare", ovvero la minaccia di un sindaco

Il 4 febbraio 2010 l’allora candidato alla presidenza della Regione Calabria, Pippo Callipo, riceve una lettera anonima: “Devi farti da parte, altrimenti te la faremo pagare. Il 9 aprile 2010 viene minacciato don Nino Vattiata, sacerdote coraggio esponente di Libera e l’11 aprile, mentre a Sant’Onofrio, paesino della Calabria, partecipa alla processione “senza mafiosi”, viene avvicinato da tre uomini: Prima o poi la pagherai anche tu”. "O lasci perdere la tua linea politica o la pagherai cara" disse "una figura politica statunitense di alto livello" ad Aldo Moro, come raccontò anni dopo la morte dello statista la moglie. "Pagherete e ci sarà sangue" è l'inquietante minaccia con cui si chiude una lettera ai ministri dell'Interno e della Giustizia, Roberto Maroni e Angelino Alfano, ai parlamentari del Pdl e del Pd Carlo Vizzini e Beppe Lumia da sedicenti parenti dei detenuti al 41 bis.

Se ti becchiamo te la faremo pagare, vastasu” è invece il cartello con tanto di minaccia esplicita/doppio senso affisso dal sindaco di Santa Margherita di Belice, una volta culla della cultura, graziata dalle parole di Tomasi di Lampedusa che qui trascorse i suoi migliori riposi, oggi paesino amministrato da Franco Santoro, un pittoresco primo cittadino post comunista e post grammaticale. Obiettivo della campagna è sensibilizzare la popolazione a non “scaricare” i rifiuti al di fuori della discariche. Il tutto con tanto di simbolo del comune, che rende il manifesto ufficiale e non una boutade personale.

L’unico dubbio che oggi ci si pone è se sia più grave la forma o il contenuto dell’aberrante cartello ufficiale. Sul secondo abbiamo visto poco sopra illustri esempi di come è stato utilizzato negli ultimi anni. Seppur con un nobile fine, ovvero scoraggiare l’abbandono abusivo di rifiuti, la minaccia te la faremo pagare”, ammiccando al pagamento dell’ammenda, suona quantomeno inquietante: può un primo cittadino riferirsi così alla popolazione, o sia anche all’incivile inquinatore dell’ambiente? Ovvio che no. Le minacce, come abbiamo visto, spettano alle organizzazioni criminali, non alle pubbliche amministrazioni: come è reato penale l’abbandono di rifiuti in area pubblica o privata (D.Lvo 22, all'art.14, comma 1) lo è altresì la minaccia (art. 612 Codice Penale) e in Diritto questo si chiama bue che dice cornuto all’asino”.

La forma del messaggio fa il paio con il contenuto esposto sopra: l'uso del presente, tipico della lingua parlata, per indicare un'azione ipotetica e futura, e poi subito dopo il futuro: Se ti becchiamo (ora) te la faremo pagare (dopo). Le regole grammaticali martirizzate suggeriscono che si dovrebbe usare un periodo ipotetico di secondo tipo, ovvero della possibilità: quando sia l'ipotesi che la conseguenza sono ritenute come eventi possibili e non certi. In questi casi il verbo si pone al congiuntivo nella protasi e al condizionale nell'apodosi: Se ti beccassimo te la faremmo pagare”. Ma non è finita: il tutto è condito da un termine dialettale ovviamente sconosciuto al resto d’Italia: vastasu”, maleducato.

Ora l’atroce dubbio: fa più paura la minaccia in linguaggio mafioso o l’obbrobrio grammaticale? Su quest’ultima possibilità, Michele Cortelazzo, ordinario di per il Settore Scientifico-Disciplinare di Linguistica italiana nella facoltà di Lettere e filosofia dell′Università di Padova ed esperto analista dei discorsi dei presidenti della Repubblica, interpellato sul caso ha dichiarato: “l'unico commento possibile per il manifesto nel suo complesso è "no comment".

2 commenti:

vikkio88 ha detto...

che tristezza che sei...minacce? ma hai sta smania della denuncia sempre? non è il primo caso di cartelli intimidatori o che insultano guarda qua:
http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs139.ash2/40298_139582832744876_119231024780057_166507_4329084_n.jpg

non dico che il sindaco sia il bene assoluto ma scrivere qualcosa come: è una minaccia che viola gli articoli blablablablabla per un cartello del genere è proprio un'esagerazione micidiale!
smettiamola va!

Anonimo ha detto...

triste penso non sia benny ma soltanto tu..continuamo far finta di nulla a tenere gli occhi chiusi a giustificare ogni cosa a farci andare bene ogni cosa.
invece di dire smettila a benny che fa il suo mestiere e che denuncia tutto ciò che non va bene ..inzia anche tu a fare qualcosa.la critica sarebbe inutile se restasse tale ma ogni giorno benny lavora affinchè le cose migliorano..le persone come te di santa margheritta meritano ciò che hanno e benny dovrebbe smetterla di preoccuparsi ancora di questo paese.