martedì 20 luglio 2010

Via D'Amelio/1

Ho chiuso con i conti e con i conteggi. Quanta gente c’era per Borsellino in via D’Amelio? Quanti palermitani? No, quest’anno niente calcolatrici.

Com’è andata in Via D’Amelio? Per me benissimo. Dipende da cosa ciascuno cercasse in via D’Amelio. Io ero lì solo ed unicamente per ricordare Paolo Borsellino e per proteggerlo dagli sciacalli. Per essere presente, come ogni anno, nel posto che gli era più caro e dove trovò la morte. Defilato, senza l’assillo della prima fila, senza la necessità di far notare la mia presenza. Essere in quel luogo è un fatto estremamente intimo, e solo quando c’è una perfetta sintonia con altre persone può essere condiviso.

C’erano i siciliani, non c’erano, c’erano più persone del resto d’Italia... Per una volta voglio guardare dentro di me. Imparare a notare le mie mancanze prima che quelle di altri. E cercare di capire quelle degli altri dopo aver compreso le mie. Poca (relativamente) gente al castello Utveggio e poi tremila persone alla fiaccolata di Azione Giovani. Chi alza la mano e dice che Palermo ha voltato le spalle a Borsellino? Dati alla mano non possiamo. Forse bisogna cambiare linguaggio, forse bisogna ascoltare i palermitani e chiedere cosa vogliano. Solo allora si potranno sparare sentenze, condannare le assenze e assolvere gli innocenti. Possiamo iniziare a non ridere quando dicono che non c’erano tremila persone alla scalata del castello perchè era alle 8 di una domenica mattina con 40 gradi e molti fisicamente non ce la farebbero. Forse basterà cambiare orario.

Rinforzare l’organizzazione, dare una mano ai ragazzi che quest’anno ce l’hanno messa tutta. E se esiste una verità più vera, forse Palermo è solamente stanca delle spaccature, dei frazionamenti e delle fazioni. Di quelli che dicono sempre e comunque "si" e quelli che dicono sempre e comunque "no". La gente, siciliana e non, è frustrata dal vedere l’unità delle mafie e l’incomunicabilità dell’antimafia. E lo dico cosciente delle mie responsabilità e delle mie mancanze.

Per questo la mia proposta per il prossimo anno è molto semplice: un comitato organizzatore di cui facciano parte le persone vicine a Rita Borsellino, quelle vicine a Salvatore Borsellino e quelle vicine all’altra “fondatrice” delle Agende Rosse, Sonia Alfano: e non perchè sono tre fazioni ma perchè tre parti essenziali l'una alla altre. A loro andranno oneri ed onori.

Del comitato potrebbero far parte i rappresentanti di tutte le associazioni che saranno invitate. E ci sarà un’unica regola: ricordarsi che il 19 luglio siamo in via D’Amelio tutti per lo stesso motivo. Che spaccarsi è uno schiaffo a quel luogo sacro, a quel giudice e a quei ragazzi e a quella ragazza che erano lì per proteggerlo; ma che spaccarsi è un pugno fino alle viscere dello stomaco a tutte quelle persone che vengono ogni anno in Via D’Amelio con le famiglie, con i bambini, che credono davvero in quello che stiamo facendo. A noi, a voi, spetta un compito assai più facile: quello di non deluderle.

Quest’anno in via D’Amelio, al castello Utveggio, alla facoltà di Giurisprudenza, all’ex cinema abbiamo fatto il nostro dovere. Ma facciamoci una promessa, mentre le vibrazioni di quei luoghi ancora sono forti, mentre l’umore inconfondibile di quella via è ancora vivo: basta contatori, basta spaccature, basta liti, basta tutto ciò che non ha funzionato. Noi abbiamo l’umiltà e la maturità per imparare da ciò che non è andato e fare di tutto perchè l’anno prossimo in Via D’Amelio non ci sia spazio nemmeno per noi, che i viottoli del monte Pellegrino siano impraticabile per l’eccesso di “marciatori”, che si sia così tanta gente il 19 luglio che dovremmo pensare che forse una volta l’anno non basta più. Ci state?

1 commento:

Maurizio ha detto...

Concordo con te per l'organizzazione dgli eventi per Via D'Amelio 2011.

Credo sia condivisibile l'aggregazione delle tre 'anime' e credo vadano individuati i campi d'azione da suddividere in modo che ogni 'pezzo' venga sviluppato al meglio.

Io ho già prospettato ad Angelo Garavaglia via FB la disponibilità ad interessare la mia associazione di escursionisti per curare unicamente l'escursione negli aspetti prettamente di competenza così ad esempio si alleggerisce il lavoro di coordinamento di un pezzo.

Se gli altri fanno lo stesso alla fine si traduce tutto in un coordinamento armonico dei vari pezzi.

Giustamente come dici tu su tutto è necessario che domini l'unico intento comune per cui si sta insieme: essere presenti in Via D'Amelio per evitare che scacalli profanino un luogo sacro per i familiari delle vittime.