sabato 26 giugno 2010

Che odore ha la giustizia?

A volte alcuni gesti vengono concepiti, crescono in un ipotetico grembo e nascono in piena autonomia, senza che la volontà possa giocare alcun ruolo.

Ieri sera, tornato da una festa, ho letto sul web che il superlatitante Giuseppe Falsone era stato arrestato, a Marsiglia. Preso mentre tornava serafico a casa con le buste della spesa. Con un viso con cui non era nato, cambiato da un'operazione di chirurgia plastica; Falsone aveva rinunciato a ciò che di unico aveva pur di farla franca, di rimanere latitante a vita. Oggi non ha nemmeno più la sua faccia; ne ha un'altra, ritoccata, diversa.

Ho provato una grande gioia, una felicità costante, che non dura solo il tempo di un battito di ciglia ma che cresce dentro, che ti fa sentire leggermente sollevato da terra. Una felicità che le analisi approfondite e la razionalità lasciano libera, almeno per un pò.

Questa mattina ho preso il telefono, ho composto il numero della Questura di Agrigento e ho lasciato un messaggio per il Questore. Poi ho chiamato Alfonso Iadevaia, il capo della Squadra Mobile di Agrigento, che assieme ai colleghi di Palermo e dello Sco hanno catturato Falsone. Avevo la necessità di parlare con loro e di ringraziarli per avermi regalato quella felicità di cui ognuno di noi va perennemente alla ricerca.

Oggi Falsone sconta il suo primo giorno di prigione. Dopo 11 anni di latitanza è finita. Era tra i re della mafia agrigentina. Una provincia dalla quale sono andato via anni fa, una provincia che Falsone e suoi compari hanno insanguinato sterminando decine e decine di innocenti che non volevano divenatare loro sudditi. Chissà come stanno passando la giornata di oggi quelle vittime innocenti della mafia, se in qualche parrte qualcosa di loro davvero sopravvive dopo la morte. Perchè se così fosse spero che in quel posto ci siano i giornali. E le finestre.

Chissà cosa pensano di Falsone mio nonno e mio zio. Chissà se sono stati Falsone e i suoi compari a dare il via libera ai loro omicidi. E chissà cosa hanno provato, con quali gesti lo hanno fatto, se erano nervosi mentre emettevano il loro verdetto di morte. Se hanno dato il loro assenso con un movimento della testa o con uno sguardo o con un impercettibile suono.

E' una bella giornata oggi. C'è sole, fa caldo qui a Verona. Da ieri sera sorrido e guardo le due foto di Falsone. Con la sua faccia e con quella di un altro, uno sconosciuto che aveva il compito di salvarlo dalla galera, dai suoi omicidi. E che invece non lo ha fatto e lo ha lasciato da solo, senza nemmeno la compagnia di se stesso; oggi guarda allo specchio un altro che non è lui. Penso alle parole del capo della Mobile, stamattina al telefono: "siamo felici di darvi ogni tanto una piccola soddisfazione".

Oggi è la giornata giusta per essere felici, per non pensare a nient'altro. Perchè le finestre, assieme ai giornali? Perchè dalla mia, di finestra, assieme ai raggi di un sole convinto, entra un odore strano, quello della Giustizia.

Nessun commento: