Oggi membro della Commissione Antimafia, ieri a telefono con il favoreggiatore del boss. Ieri a trattare con lui l'inserimento nelle liste di un pregiudicato, oggi a chiedere un'ispezione ministeriale per punire un preside che mette a disposizione l'aula magna del suo liceo per ospitare testimoni della lotta alla mafia. E' sempre lui, Giuseppe Francesco Maria Marinello, il parlamentare Pdl di Sciacca. Ieri con l'amico di un mafioso oggi contro i nemici della mafia: non fa una piega. Il vecchio amico dell'onorevole di cui oggi non si parla e che potrebbe mettere in seria discussione la permanenza del trinomio parlamentare nella Commissione Antimafia si chiama Franco Giuseppe Bivona. Un caro amico che era stato titolare dell'appartamento in cui il boss di Sciacca, Salvatore Di Ganci, latitava beatamente a Palermo. «In realtà - ha raccontato ai carabinieri l’anziana proprietaria dell’alloggio - a pagare le 900 mila lire mensili veniva un uomo con la barba bianca». Era Di Ganci in persona. Bivona è stato processato col rito abbreviato ed è stato assolto dall’accusa di associazione mafiosa ma condannato a tre anni e quattro mesi per aver favorito la latitanza del boss. All'epoca era rappresentante di un pastificio e a capo dell'Unione allevatori. Nel 1997 fu sorpreso a telefono proprio con Giuseppe Marinello, quando lo stesso era già presidente dell'Ordine dei dentisti di Agrigento e coordinatore provinciale di Forza Italia. Bivona e Marinello si sentono perchè il factotum del boss vorrebbe che Forza Italia candidasse Antonio Dinghile, ex sindaco di Ribera, alla carica di primo cittadino della città delle arance. Nell'interrogatorio del 19 aprile del 1999, il pm Giovanni Di Leo chiede a Bivona: «Perché il dottore Marinello la chiama al telefono "professore" e lei gli chiede conto e ragione del perché Forza Italia non prende Dinghile?». E lui conferma l'amicizia con “l'ispettore dei licei” Marinello: «Io ero amico di Marinello e non di Dinghile, che ormai era un peso morto, non se lo prendevano nemmeno sparati. Mi sono permesso di sollecitare la sua candidatura a sindaco e basta». In un'altra telefonata i due parlando ancora dell'ex sindaco: «Senti Giuseppe, io qua ho Dinghile di sopra. E che vuole da me? No, che vuole da te, io l' operazione la voglio far fare a te». Amici, certo, ma è molto strano che proprio nel periodo della sponsorizzazione della candidatura di Dinghile, Bivona si dedica alla legge sull'Ordine degli Odontoiatri: «Spingere al più presto approvazione», c'è scritto in un fax sequestrato a casa sua. La spiegazione di Bivona è semplice: «Un dottore voleva consegnare questa nota a Marinello, perché sapeva che io ero in ottimissimi rapporti con lui. Ma non l' ho fatto, non volevo camurrie». E' per rispetto verso i vecchi amici che a Marinello da fastidio tutta questa attività antimafia? E' per questo che il preside che ha concesso i locali delle manifestazioni deve pagare? "Un familiare di vittime di mafia passa metà della sua vita a difendere la vittima e l'altra metà a difendere se stesso"
martedì 2 febbraio 2010
Quando Marinello parlava col factotum del boss
Oggi membro della Commissione Antimafia, ieri a telefono con il favoreggiatore del boss. Ieri a trattare con lui l'inserimento nelle liste di un pregiudicato, oggi a chiedere un'ispezione ministeriale per punire un preside che mette a disposizione l'aula magna del suo liceo per ospitare testimoni della lotta alla mafia. E' sempre lui, Giuseppe Francesco Maria Marinello, il parlamentare Pdl di Sciacca. Ieri con l'amico di un mafioso oggi contro i nemici della mafia: non fa una piega. Il vecchio amico dell'onorevole di cui oggi non si parla e che potrebbe mettere in seria discussione la permanenza del trinomio parlamentare nella Commissione Antimafia si chiama Franco Giuseppe Bivona. Un caro amico che era stato titolare dell'appartamento in cui il boss di Sciacca, Salvatore Di Ganci, latitava beatamente a Palermo. «In realtà - ha raccontato ai carabinieri l’anziana proprietaria dell’alloggio - a pagare le 900 mila lire mensili veniva un uomo con la barba bianca». Era Di Ganci in persona. Bivona è stato processato col rito abbreviato ed è stato assolto dall’accusa di associazione mafiosa ma condannato a tre anni e quattro mesi per aver favorito la latitanza del boss. All'epoca era rappresentante di un pastificio e a capo dell'Unione allevatori. Nel 1997 fu sorpreso a telefono proprio con Giuseppe Marinello, quando lo stesso era già presidente dell'Ordine dei dentisti di Agrigento e coordinatore provinciale di Forza Italia. Bivona e Marinello si sentono perchè il factotum del boss vorrebbe che Forza Italia candidasse Antonio Dinghile, ex sindaco di Ribera, alla carica di primo cittadino della città delle arance. Nell'interrogatorio del 19 aprile del 1999, il pm Giovanni Di Leo chiede a Bivona: «Perché il dottore Marinello la chiama al telefono "professore" e lei gli chiede conto e ragione del perché Forza Italia non prende Dinghile?». E lui conferma l'amicizia con “l'ispettore dei licei” Marinello: «Io ero amico di Marinello e non di Dinghile, che ormai era un peso morto, non se lo prendevano nemmeno sparati. Mi sono permesso di sollecitare la sua candidatura a sindaco e basta». In un'altra telefonata i due parlando ancora dell'ex sindaco: «Senti Giuseppe, io qua ho Dinghile di sopra. E che vuole da me? No, che vuole da te, io l' operazione la voglio far fare a te». Amici, certo, ma è molto strano che proprio nel periodo della sponsorizzazione della candidatura di Dinghile, Bivona si dedica alla legge sull'Ordine degli Odontoiatri: «Spingere al più presto approvazione», c'è scritto in un fax sequestrato a casa sua. La spiegazione di Bivona è semplice: «Un dottore voleva consegnare questa nota a Marinello, perché sapeva che io ero in ottimissimi rapporti con lui. Ma non l' ho fatto, non volevo camurrie». E' per rispetto verso i vecchi amici che a Marinello da fastidio tutta questa attività antimafia? E' per questo che il preside che ha concesso i locali delle manifestazioni deve pagare?
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
3 commenti:
Ispezione,per colpire un preside che
cerca di educare alla legalità!
Sgarbi,dichiara che l'antimafia è
peggio della mafia!
Pochi anni fa,il minitro Lunardi ha
invitato ad abituarsi alla convivenza
mafiosa!
Ecc...!
Eppure,c'è chi crede che il governo
sta facendo una lotta spietata alla
criminalità organizzata.
Chi è un po attento ai fatti passati e presenti appare che la lotta la fanno solo ai mafiosi "trombati".
Massimo Ciancimino,sta confermando cose che si sospettavano da tempo.
Grazie a quest'uomo,per l'aiuto che da per far emergere i fatti oscuri della nostra storia,Qualsiasi sia lo scopo che lo porta a questa scelta,non si può lasciarlo solo.
Mi sto chiedendo,che senso ha ripetere le cose a chi è in piazza
a lottare,mentre io sono nelle retrovie?
La risposta viene fuori da sola:
Per non sentirsi isolati,per farsi coraggio,e non perdere la speranza.
Non capisco perchè Marinello ha fatto una cosa del genere. E' un'offesa per tutti quelli che si battono per la legalità nel nostro territorio. Abbasso la mafia e tutti i collusi ! ! !
Ma questo è poco. Perchè non ci si chiede con chi va a braccetto oggi l'onorevole trinomio??
Posta un commento