martedì 22 dicembre 2009

La barzelletta delle "maggioranze silenziose"

Tempo fa ho ricevuto su Facebook un messaggio da un ragazzo che, credo, in buona fede, si dissociava dalle mie parole d'accusa contro quei palermitani che il 19 luglio 2009 anzichè andare a commemorare Paolo Borsellino in una Via D'Amelio libera e pulita dai politici-coccodrilli collusi, erano a casa o chissà dove, magari mal consigliati da qualche associazione. Mi soffermo in particolare su una tra le più grandi balle autoassolutive create da chi non si espone, da chi preferisce stare a casa: la maggioranza silenziosa. Scrive il ragazzo: io appartengo a quei ragazzi che non hanno partecipato alla commemorazione della strage di via d’Amelio e alla manifestazione romana delle agende rosse, rimanendo a casa ma lontano quello stato di superficialità ed “invidioso boicottaggio” che a senso suo dovrebbe appartenermi. [...] Faccio parte di quella maggioranza silenziosa che crede nei valori simboleggiati da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che non hanno un atteggiamento superficiale nei confronti dei problemi della nostra società, in primis verso quelli della criminalità organizzata e dei movimenti anti-mafia. Certo che assimilare Falcone e Borsellino ad una maggioranza silenziosa è arduo... visto che parliamo di due dei primi esempi, dopo Rocco Chinnici, di giudici che si sono esposti e sovraesposti sui media, nelle scuole, con centinaia di conferenze pubbliche, proprio per far passare il messaggio che per esserci è necessario esserci, e non pensare di esserci. Falcone, Borsellino, Chinnici ed altri non pensavano che la cosa migliore fosse la maggioranza silenziosa, ma speravano nella presa di coscienza che porta alle azioni reali. Avevano bisogno del sostegno dei siciliani, dell'affetto della gente. "Ricordo la felicità di Falcone, quando in un breve periodo di entusiasmo, conseguente ai dirompenti successi originati dalle dichiarazioni di Buscetta, mi disse: la gente fa il tifo per noi" raccontava Paolo Borsellino. Questi sarebbero stati i silenziosi? La verità è che penso che la maggioranza silenziosa crede di essere quella che ha buoni propositi, e quello le basta. Passare all'azione? No, siamo silenziosi. Metterci la faccia? No, saremmo come gli altri. La maggioranza silenziosa non sopporta l'azione di altri perchè fa emergere il loro stallo, la loro immobilità. Quindi, anzichè essere invogliati, si sentono accusati dal moto degli altri. E attaccano. E' per questo che mi sento parte della minoranza dei (perdonate il tecnicismo) "rompicoglioni" che almeno provano a fare qualcosa.

2 commenti:

Federica ha detto...

Ciao Benny,
concordo su ogni singola parola. Ti abbraccio forte. Fede (un'altra Rompicoglioni)

Anonimo ha detto...

Rompicoglione presente,
io ho fatto parte della maggioranza silenziosa per molti anni, poi devo dire che frequentanto le "cattive amicizie" di Salvatore e Gioacchino, (Benny purtroppo ti ho sentito solo a Roma dal palco, nelle Marche vieni poco)sono diventato un gran Rompi...
Ti volevo chiedere una tua considerazione su tutta quella gente che era ai funerali degli agenti di Borsellino, che fine hanno fatto, perchè non racconatano ai loro figli quella rabbia, come è possibile che oggi sia scemata?
Un abbraccio e tanti auguti di buone Feste.
Peppe