
Buio in sala. E' il “2012” e come previsto dai Maya, a causa dell'allineamento dei pianeti, il mondo è giunto alla fine. Catastrofi naturali, tzunami e terremoti in pochi giorni inghiottono la terra. I potenti del mondo trovano riparo su delle “arche”, colossali navi che li porteranno in salvo. C'è un summit e lo scienziato annuncia ai capi di Stato la fine imminente. “Quanto tempo abbiamo” chiede l'alter ego bello di Angela Merkel. “Se siamo fortunati due-tre giorni”. Ma dallo schermo centrale, il premier italiano, vagamente simile a Mister B ma molto meno plastificato, irrompe: “Come può parlare di fortuna in questa situazione?”. E indignato il sensibile Mister B. “Sembra che tutti i capi di stato siano in volo, ad eccezione del Primo Ministro italiano, che ha deciso di rimanere in Patria e affidarsi alla preghiera” spiega il responsabile degli Usa. In sala la risatina contagiosa indispettisce gli elettori del Pdl, che spiegano di essere la maggioranza del paese. Il premier quindi rinuncia al “lodo 2012” e sceglie di farsi processare da D, giudice milanese. Piazza San Pietro è stracolma, e Mister B è li, con un cero in mano assieme ad una delle sue dodici famiglie. La basilica crolla e si abbatte sulla piazza, schiacciando tutti. A questo punto la platea scoppia in una risata profana e incontenibile. Va bene che si tratta di fantascienza, ma tra i 201 Stati indipendenti non c'era niente di meno antropologicamente impossibile?
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