martedì 21 luglio 2009

19 luglio 2009 senza ipocrisie


C'era tutta Palermo assieme a Salvatore Borsellino in Via D'Amelio, a ricordare Paolo e a urlare contro lo Stato che tratta con la mafia come in un asta al rialzo. C'erano i lenzuoli bianchi, c'era Libera con le sue migliaia di iscritti, c'era l'Arci che ogni anno ricorda Paolo, c'erano tutti. Alcuni vorrebbero leggere queste parole, false, pretestuose e ingiuste nei confronti di chi invece c'era. E' invece giusto che chi non era a Palermo sappia cosa è accaduto domenica in quel budello d'asfalto in cui 17 anni fa un giudice venne mandato a morire con i suoi ragazzi in una cornice studiata a tavolino, culminata in un parcheggio pieno d'auto, che per la sicurezza del giudice doveva essere invece vuoto. Il prefetto si chiamava Iovine, se lo vedete in giro chiedetegli se quel provvedimento lo tiene ancora nel cassetto. Pensate che la zona rimozione domenica c'era però. In ritardo di 17 anni, ma c'era. Chi non c'era era la Sicilia. C'era l'Italia, tutta, dal Trentino alla Calabria, dalla Sardegna alla Basilicata. Tutta gente che ci ha seguiti in questo percorso iniziato 2 anni fa, e che è arrivata a Palermo spendendo parecchi soldi, per aerei e alberghi, e che il mare di Palermo nel week end non lo ha mai visto. Non sono venuti per fare vacanza, e il loro ricordo del giudice non si limita a quel giorno. Chi dice questo non ha il minimo rispetto del profondo sentimento di legalità che anima quella gente, che io, a differenza di chi li accusa, conosco uno per uno. Come conosco Roberto, che ha rinviato il ciclo di terapie per la sua grave malattia pur di essere tra di noi. E' questo il popolo del week end? Gente che durante tutto l'anno promuove iniziative antimafia, convegni, dibattiti e momenti di incontro, e altri di rottura. E' gente che io stimo con tutto me stesso, e a cui dico grazie, perchè se non ci fossero stati loro Via D'Amelio sarebbe rimasta vuota, in preda a Schifani e compagnia brutta. I siciliani, vi prego di credermi anche se le immagini e i giornali parlano da soli, saranno stati circa il 10 % dei presenti, voglio esagerare. I siciliani tutti, i palermitani ancora di meno. Negare questa realtà è mentire, e io non mento. Mancavano in maniera vergognosa tutte le associazioni antimafia, assenze che sapevano vagamente di boicottaggio. Le uniche presenze notate sono state quelle di Ammazzatecitutti, che siciliani non sono e che sono venuti dalla Calabria, e una delegazione di Addiopizzo di Catania. Pare che un diktat abbia impedito agli altri di stare accanto a Salvatore Borsellino. "C'erano tante altre manifestazioni in giro per Palermo, i siciliani erano altrove" diceva qualcuno per giusticare l'ingiustificabile. Ma Borsellino è morto lì, non in una chiesa e nemmeno in una caserma. Era palese come tutto si sia fatto in questi mesi per sabotare questa manifestazione alternativa, senza lacrime, con tanta rabbia. In pochi invece sappiamo quanti rospi di vario tonnellaggio abbia dovuto ingoiare Salvatore Borsellino pur di pacificare, pur di venire inontro alle richieste di organizzazioni "antimafia" e ai loro continui mal di pancia, che alla fine, beffa delle beffe, non sono nemmeno venute. Se avete una coscienza, fuggite il più lontano possibile da lei, perchè è indegno quello che avete fatto. Vi diranno "c'era uno di Libera, lo conosco" oppure, "ho visto tre ragazzi dell'Arci". Mandateli a qul paese. Eravamo da soli. Eravamo da soli. Eravamo da soli. Ma ciò non ha scalfito minimamente un giorno che possiamo consegnare alla storia di una Resistenza che sembra quanto mai vicina: per la prima volta nessun uomo delle istituzioni ha potuto avvicinarsi al luogo della strage. Ma non per minacce o uova pronte al lancio: per la paura delle contestazioni, per la vergogna, perchè noi, a differenza di altri, sappiamo chi faceva affari con i mafiosi e chi no, e non sappiamo fare le belle facce di fronte a giochi sudici. Chiedete a chi c'era, non a chi non c'era. Chiedete spiegazioni, fatevi dire cosa li ha spinti a lasciare da solo il fratello di Paolo Borsellino in quella via. Salvatore era ferito, fiaccato, umiliato. E a tirarlo su non sono stati i siciliani, ma tutti gli altri. Io credo che, come ha detto giustamente Desy Grimaldi dal palco, devono vergognarsi tutti, quelli che non c'erano, e quelli che hanno fatto di tutto per non far venire alcuno. Loro che credevano di poter essere gli unici a suonarsela e cantarsela, loro che non volevano mischiarsi a gentaglia come noi. Io però vi conosco, e siete persone con una moralità altissima, e sono orgoglioso di stare con voi, e non con chi boicotta, con chi trama, con chi non accetta "concorrenze". "Speravo che i palermitani si svegliassero. Al di là del comitato organizzatore in via D'Amelio, non c'è nessuno. Palermo ha dimenticato la promessa che aveva fatto a Paolo il giorno del suo funerale" ha detto Salvatore Borsellino. O è un bugiardo, o a mentire è chi dice che Palermo c'era. Io vi dico, di nuovo, c'era l'Italia, mancava la Sicilia, ma si sa, arriva sempre in ritardo.

14 commenti:

Daniele Andaloro ha detto...

Grazie per queste tue straordinarie parole Benny, le condivido pienamente..!

e pongo a tutti l'affrmazione di Giulio Cavalli: .."mentre tutte le mafie sono riuscite a creare un Cartello, le associazioni antimafia non ci sono riuscite ancora oggi"! - Giulio Cavalli"..

Camilla ha detto...

Benny,
Questo sì che è parlare chiaro...
Dire LA VERITA'...
Continua SEMPRE così... noi ti seguiamo
Camilla Loi

Boris_Loris ha detto...

Rabbia immensa, io ho cercato di esservi vicino, seguendo quasi tutta la manifestazione di Domenica e invitando tutti i miei amici a fare lo stesso... Ma non è bastato.

Brizio MONTINARO architetto ha detto...

Ciao Benny, come sempre "tocchi" al cuore...ottimo filtro per capire...il cuore. Sapevo di non potere esserci quel giorno a causa del "benedetto" lavoro, incastrato da committenti che vengono da lontano, oltreoceano, e per pochi giorni e guarda caso quei giorni. Mi sono un po' vergognato per non aver avuto il coraggio di disdire gli impegni, ma la libertà che cerco di esercitare mi perviene proprio da quel "benedetto" lavoro che cerco di esercitare in modo "non viziato"...ebbene ho avuto rispetto alla fine per chi mi permette tale libertà!
Sono stato con voi tutti ...anche se lontano solo nello spazio....un ABBRACCIO a te e Salvatore.
Alla prossima,
Brizio MONTINARO

Aurora ha detto...

Avevo capito che era andata così, mi dispiace constatare tutte queste divisioni fra chi dovrebbe stare sullo stesso fronte!

Pino Amoruso ha detto...

C'era il popolo della rete, dico io.
Qualsiasi persona, che non conosce a fondo la storia della nostra bella Italia, sarebbe legittimato a chiedersi: ma vale proprio la pena sacrificare la vita per gente come questa?
Viviamo in una brutta epoca e in un paese che se ne frega di tutto e di tutti; ognuno non guarda aldilà del proprio orticello. La mia speranza è che i miei figli vivano in futuro in una Italia diversa.
Un caro saluto da chi quel giorno era con voi con il cuore.

Alessandro Mencarelli ha detto...

io sto ancora a chiedermi come è possibile che un diktat dato da quattro stronzi (come i rappresentati delle forze politiche e associazionistiche che evidentemente hanno boicottato la manifestazione) possa muovere o non muovere masse di persone, o muovere o non muovere masse di voti... ma la gente non pensa da sola? Mentre io nella mia ingenuità continuo ad arrovellarmi la mente, ti suggerisco di vedere il lato positivo: nel loro silenzio, nel loro restare rintanati, molti sono usciti allo scoperto... e ora li conoscete meglio.

Il 19 Luglio è tutti i giorni

Jean-Marie Le Ray ha detto...

Grazie di condividere questo momento con noi. Io non c'ero ma volevo cercare di partecipare in qualche modo, magari permettendo anche ad altri di fare sentire la propria voce.
Oggi ho l'età di Paolo Borsellino quando è morto nella strage, e anche se può sembrare strano, questa cosa mi fa sentire ancora più vicino a lui.
La vicinanza non può essere anagrafica, mi direte, eppure lo sento così.
Grazie,

Jean-Marie

Riccardo ha detto...

Una precisazione alle giuste parole di benny, dalla Sicilia son venuti due pullman i ragazzi del meetup di Siracusa, di Messina e di Caltanissetta (loro è l' agenda rossa gigante)

Valeria Bonanno ha detto...

ABBIAMO VINTO NOI A VIA D'AMELIO!

Sono tornata da Palermo. Ho passato la giornata a riflettere, a ricordare i momenti vissuti in questa 3 giorni intensa ed emozionante, a elaborare il NOSTRO successo e a cercare di cacciare dalla mente i (pochi, per la verità) cattivi pensieri scaturiti da alcuni aspetti della manifestazione.
Giovedì mattina, 17 luglio 2009, sono partita in macchina alla volta del capoluogo siciliano, teatro di stragi, che avevo già l'adrenalina in circolo. Arrivata a Palermo ho scoperto che il caricabatterie del mio nuovo navigatore satellitare non funzionava...ma il cuore mi ha portata a destinazione.
Così io e la mia compagna di viaggio, Chiara, abbiamo raggiunto Azzurra al Politeama e siamo andate in stazione a prendere Mario, un ragazzo partito da Londra per partecipare alla manifestazione organizzata da Salvatore Borsellino e dal Comitato Cittadino Antimafia "19 luglio 2009".
La giornata di giovedì è stata perlopiù riservata al "divertimento". Abbiamo passato la giornata a bighellonare e a chiacchierare, siamo andati in spiaggia con gli amici palermitani, di notte. Ma non sono mancate le nostre considerazioni sulle aspettative per i giorni di PROTESTA che ci aspettavano.
Ma andiamo al sodo...
Nonostante la tensione nervosa mi abbia logorato per l'intera giornata di giovedì, il 18 luglio, alla partenza del corteo per la "acchianata" al Castel Utveggio, qualcosa è cambiato.
L'abbraccio tra Sonia Alfano e Salvatore Borsellino mi ha fatto sentire ancora una volta viva e forte, e così mi sono messa in cammino con il cuore stretto in una morsa di commozione e rabbia, entusiasmo e tristezza per il pensiero che....avrei preferito che non fosse necessario tutto questo... CONTINUA su http://valeriabonanno.ilcannocchiale.it/

Anonimo ha detto...

Pezzo vero, obiettivo, fortissimo. Io c'ero, e ho visto quello che Benny Calasanzio ha scritto con estrema lucidità. Un esempio di giornalismo molto alto.

Emiliano Morrone

Emiliano Morrone ha detto...

Pezzo vero, obiettivo, fortissimo. Io c'ero, e ho visto quello che Benny Calasanzio ha scritto con estrema lucidità. Un esempio di giornalismo molto alto.

Emiliano Morrone

giorgio ha detto...

Ciao,
ho letto le tue forti parole, io c'ero, da udine eravamo in otto, fieri e felici di essere presenti ad una manifestazione che ricorderò per tutta la vita, un vanto ed un orgoglio che mi porterò sempre dentro, l'unica amarezza è che ci siano dei nopicottamenti tra tutte le associazioni che hanno lo stesso scopo, se le persone partecipano unicamente ai propri eventi non hanno capito nulla e sono destinate a scomparire, il fine è solo uno, l'obiettivo è solo uno, andiamo avanti, il proissimo anno ci sarò di nuovo e sono sicuro che verremo in 20, continuiamo così, FUORI LA MAFIA DALLO STATO

gianluigi placella ha detto...

Caro Benny con le tue parole fai chiarezza e metti tutti di fronte alle proprie responsabiltà.
Io non so se è più facile venire da lontano e poi tornare alle manifestazioni in rete o in continente, oppure regalare un giorno della propria vita come chiedeva Salvatore e poi doverne rendere conto l'indomani.
So però che in queste battaglie non è importante la cittadinanza di chi le manda avanti ma la convinzione e la coesione di chi si impegna.
E si arriverà in tanti prima o poi, non conta chi prima o chi poi. In fondo chi si impegna non lo fa per altri ma per godere lui stesso con gli altri, di aria più pulita. E comunque è sotto la luce del sole il fatto che la nuova Italia la stanno facendo i siciliani. I Siciliani come te, come Salvatore, come Ingroia, Scarpinato, Lari, Genchi e dietro di loro chi ne capisce la lingua ed i significati.
E' giusto denunciare come fai ma non possiamo non vedere che chi chiede verità sta facendo sentire la sua voce e questa è sempre più forte e dal palazzo cominciano a sapere che non basterà chiudere le finestre, qualcuno sentirà e finirà per parlare.