Ho un amico. Si chiama Nicolò e vive a Padova. Caspita, Padova, a volte non ci penso... grande città Resistente. Gli universitari con i professori, assieme nascosti nei laboratori, tra provette e mappamondi, a resistere, a sabotare, a combattere. Grande città Padova. Con Nicolò abbiamo fatto l'università assieme, ora continuiamo a vederci. Nicolò è la mia coscienza antifascista. Nicolò è quello che, quando il clima tende al dialogo, al superamento di ogni differenza in nome di una fantomatica unità, mi riporta alla realtà. Lui è un ragazzo di sinistra. Dice estrema, ma in realtà è antica. Lui parla ancora oggi, quotidianamente di partigiani. Lui avrebbe voluto esserlo un partigiano. Secondo me un pò crede di esserlo. Però è nato dopo, ha trovato la democrazia e ha trovato sopra la sua testa i monti e i colli in cui si nascondevano i partigiani. Avrebbe voluto fare qualcosa per la Liberazione. Ma non è riuscito a nascere prima, lo ha fatto solamente nel 1985. Quando mi lascio momentaneamente convincere che dopo oltre 60 anni non ha più senso essere divisi, lui mi ferma, mi parla e io capisco. Ma non lui di persona, il suo concetto. Io ho il concetto Nicolò. C'è stata una guerra, tra chi voleva la dittatura e chi voleva la democrazia. Tra chi credeva che tutti gli esseri umani fossero uguali e chi credeva che gli ebrei lo fossero meno di altri. E come gli ebrei i neri, e come i neri gli zingari, e come gli zingari pure i gay. E in virtù di questa "differenza" li ammazzava, senza timori, senza rimorsi. C'è stata la guerra, ed è stata vinta da chi tifava per la democrazia. Gli altri sono stati spazzati via. Oggi tornano, sotto nuove spoglie, sotto nuovi slogan. E Nicolò mi mette in guardia. Non ci sono fascisti buoni, dice. E ha ragione. In Italia potrà mai esserci una destra per bene che rinnega il fascismo? Dei giovani di destra che amano la democrazia disprezzando il Duce e compagnia bella? Io spero di si, lo spero davvero, e perchè no, vorrei marciare con loro per celebrare la democrazia, che oggi beneficia me, ma che beneficia anche loro. Oggi è il 25 aprile. E' il compleanno di chi? Di un pò di persone, credo che per Nicolò sia il giorno più bello dell'anno. Si esalta, racconta aneddoti. Come quando in bici, approfittando di uno svarione di alcuni tecnici, entrò di nascosto in una base americana dismessa sui colli euganei. Entrò e si mise a girare, a girare, a girare. Ma se chiudevano in cancello? Non ci pensavo mi dice. Oggi è il 25 aprile e io esprimo un desiderio: di avere sempre memoria. Di ricordare che c'era chi voleva annientare l'Italia e chi la voleva libera, chi voleva venderla alla Germania nazista e chi voleva regalarla migliore ai propri figli. Oh, Nicolò, mi senti? Viva la Resistenza, viva la Liberazione."Un familiare di vittime di mafia passa metà della sua vita a difendere la vittima e l'altra metà a difendere se stesso"
sabato 25 aprile 2009
Come dice il mio amico Nicolò... buon 25 aprile!
Ho un amico. Si chiama Nicolò e vive a Padova. Caspita, Padova, a volte non ci penso... grande città Resistente. Gli universitari con i professori, assieme nascosti nei laboratori, tra provette e mappamondi, a resistere, a sabotare, a combattere. Grande città Padova. Con Nicolò abbiamo fatto l'università assieme, ora continuiamo a vederci. Nicolò è la mia coscienza antifascista. Nicolò è quello che, quando il clima tende al dialogo, al superamento di ogni differenza in nome di una fantomatica unità, mi riporta alla realtà. Lui è un ragazzo di sinistra. Dice estrema, ma in realtà è antica. Lui parla ancora oggi, quotidianamente di partigiani. Lui avrebbe voluto esserlo un partigiano. Secondo me un pò crede di esserlo. Però è nato dopo, ha trovato la democrazia e ha trovato sopra la sua testa i monti e i colli in cui si nascondevano i partigiani. Avrebbe voluto fare qualcosa per la Liberazione. Ma non è riuscito a nascere prima, lo ha fatto solamente nel 1985. Quando mi lascio momentaneamente convincere che dopo oltre 60 anni non ha più senso essere divisi, lui mi ferma, mi parla e io capisco. Ma non lui di persona, il suo concetto. Io ho il concetto Nicolò. C'è stata una guerra, tra chi voleva la dittatura e chi voleva la democrazia. Tra chi credeva che tutti gli esseri umani fossero uguali e chi credeva che gli ebrei lo fossero meno di altri. E come gli ebrei i neri, e come i neri gli zingari, e come gli zingari pure i gay. E in virtù di questa "differenza" li ammazzava, senza timori, senza rimorsi. C'è stata la guerra, ed è stata vinta da chi tifava per la democrazia. Gli altri sono stati spazzati via. Oggi tornano, sotto nuove spoglie, sotto nuovi slogan. E Nicolò mi mette in guardia. Non ci sono fascisti buoni, dice. E ha ragione. In Italia potrà mai esserci una destra per bene che rinnega il fascismo? Dei giovani di destra che amano la democrazia disprezzando il Duce e compagnia bella? Io spero di si, lo spero davvero, e perchè no, vorrei marciare con loro per celebrare la democrazia, che oggi beneficia me, ma che beneficia anche loro. Oggi è il 25 aprile. E' il compleanno di chi? Di un pò di persone, credo che per Nicolò sia il giorno più bello dell'anno. Si esalta, racconta aneddoti. Come quando in bici, approfittando di uno svarione di alcuni tecnici, entrò di nascosto in una base americana dismessa sui colli euganei. Entrò e si mise a girare, a girare, a girare. Ma se chiudevano in cancello? Non ci pensavo mi dice. Oggi è il 25 aprile e io esprimo un desiderio: di avere sempre memoria. Di ricordare che c'era chi voleva annientare l'Italia e chi la voleva libera, chi voleva venderla alla Germania nazista e chi voleva regalarla migliore ai propri figli. Oh, Nicolò, mi senti? Viva la Resistenza, viva la Liberazione.
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11 commenti:
Ciao Benny, ciao Nicolò
Oggi, 25 Aprile, anniversario di un giorno sacro per la nostra Italia, ho mandato a tutti i miei amici un messaggio che diceva semplicemente : "RESISTENZA, GIUSTIZIA, LIBERTA'". Niente altro, perchè non c'era niente altro da dire, queste parole dicono tutto. Per questi valori sono morti sulle montagne migliaia di giovani, sono mori combattendo contro il fascismo, contro la dittatura, contro l'oppressione, sono morti sotto le torture dei fascisti, sono morti da partigiani combattendo per la libertà, il bene più sacro che possediamo e senza il quale si può arrivare a rifiutare la vita.
Questo messaggio lo ho mandato a tutti i numeri che ho nella mia rubrica telefonica, ai miei amici, ai miei parenti.
IL figlio di un fratello di mia moglie, un ragazzo che una volta militava, per quanto mi ricordi, nella sinistra, mi ha risposto con questo messaggio:
"Riconciliazione, Giustizia, Liberà. Questo oggi la Storia ci chiede".
Gli ho scritto:
"Nom è la Storia che ce lo chiede, lo chiedono gli eredi di quelli che ci avevano imposto il regime contro cui è stata combattuta la RESISTENZA e che della RESISTENZA oggi tentano di cancellare i valori e persino la memoria."
Stai attento Benny, ti conosco e so che non ti lascetrai mai prendere da quelle "tentazioni" di cui parli, ma ricorda che è Nicolò ad essere nel giusto, quei valori per cui lui riampiange di non essere nato anni prima e di non avere così potuto combattere insieme a quei ragazzi, sono i nostri valori, sono quei valori per cui anche noi oggi dobbiamo essere pronti a conbattere, fino alle estreme conseguenze, se sarà necessario.
Salvatore Borsellino
grazie benny per le bellissime parole.
Salvatore, quando ho ricevuto il tuo sms (a parte l'emozione per la comunione di ideali) non ti ho neppure risposto proprio perchè, come dici tu, non c'è nient'altro da dire.
Chi ha altro da dire spesso lo fa in malafede nella speranza che si riescano a confondere idee e valori facendo così passare messaggi pericolosamente revisionisti.
Continuiamo a RESISTERE e a prentendere, oggi e sempre, quello che, grazie a chi ha combattuto, ci è dovuto: GIUSTIZIA e LIBERTA'.
Tutti oggi riconoscono il valore della democrazia, anche coloro che si dichiarano fascisti o presunti tali. Ed è giusto festeggiare il 25 aprile così come dall’altra parte si festeggia il 10 febbraio. Però è sbagliato dire o pensare che esistono morti di seria A e morti di serie B. Chi lottava per vincere una battaglia certamente lo faceva in nome di ideali e valori, che comunque possono o meno essere condivisi, ma nei quali credeva. Penso a quante volte, NEL SISTEMA DEMOCRATICO, al MSI è stato negato di poter fare un comizio in piazza, eppure volevano soltanto esprimere le loro idee, o a quante volte il MSI è stato attaccato durante comizi (ricordo il comizio di Genova dove ci furono molti morti nel MSI, ma anche a Palermo, etc.). Quindi occorre parlare di libertà, ma di una libertà nel senso più ampio del termine. Una libertà dove tutti possono esprimere le proprie idee ed i loro sentimenti. Attenzione, con questo non voglio dire che il fascismo è stato il migliore sistema, non lo penso neanche lontanamente, però credo si debba rispettare anche il pensiero degli altri, se è vero che ci si è battuti per la libertà di tutti e non di alcuni.
Grazie a tutti i "Nicolò", a tutti i "Salvatore Borsellino", a Tutti i "Benny Calasanzio" che continuano a non abbassare la guardia, a stare all'erta, a non farsi addolcire dalle parole ipocrite di riconciliazione e a non piegarsi ai finti revisionismi...
GLORIA ETERNA ALLA RESISTENZA PARTIGIANA...
TEGA - LAB'48
Il fascismo e i fascisti hanno commesso un numero di atrocità tali che mai possono essere rivalutati o addirittura equiparati a chi lottava per la libertà. Io ammetto una destra, che si rifaccia agli ideali di libertà scaturiti da quella Liberazione. Con chi si rifà anche in minima parte al fascismo con me non c'è alcun dialogo. La libertà di pensiero e di parola non può prevedere che si riformulino le stesse idee che hanno condotto migliaia di italiani nei campi di concentramento.
Hai ragione quando dici che la democrazia è un valore e che "La libertà di pensiero e di parola non può prevedere che si riformulino le stesse idee che hanno condotto migliaia di italiani nei campi di concentramento". Però, prima di condannare soltanto il fascismo (anche se ormai è diventato di moda...), voglio ricordarti che esiste una lettera di Palmiro Togliatti inviata in risposta a Vincenzo Bianco (rappresentante italiano presso il comitato esecutivo del Comintern) il quale chiedeva di intervenire presso le autorità sovietiche per evitare che i prigionieri non muoiano in massa.
Togliatti rispose: "La nostra posizione di principio rispetto agli eserciti che hanno invaso l'Unione Sovietica è stata definita da Stalin, e non vi è più niente da dire. Nella pratica, però, se un buon numero di prigionieri morirà, in conseguenza alle dure condizioni di fatto, non ci trovo assolutamente niente da ridire. Anzi,. E ti spiego il perchè. Non c'è dubbio che il popolo italiano è stato avvelenato dall'ideologia imperialista e brigantesca del fascismo."
Non trovi anche questa una atrocità? Sul fascismo si è detto tutto, e forse anche cose errate, sul comunismo tutti stanno zitti.
Con questo, preciso, non difendo assolutamente tutte le posizioni fasciste, però anche coloro che si definiscono comunisti dovrebbero dare un serio sguardo al passato prima di criticare il passato degli altri.
Giuseppe, non voglio che tu abbia erroneamente citato la lettera, poi rivelatasi falsa, attribuita a Togliatti. Controllerò, ma nel frattempo ti chiedo: dove hai letto una sola parola a favore del regime comunista?
La lettera l'ho trovata nel libro intitolato: "Il libro nero del comunismo europeo", e leggendo le note ho vito che è stata presa da: Sophie Coeuré, La Grande Lueur à l'Est, cit.,pp. 171-184.
Per quanto riguarda le "parole a favore del regime comunista", so soltanto che la nostra Costituzione afferma all'art. 49 (e precisamente nella dodicesima disposizione finale della Costituzione) che è vietato riorganizzare, sotto qualsiasi forma, il disciolto partito fascista.
E su questo non ho nulla da ridire. Ma trovi lo stesso per il partito comunista? Comunque, alla luce di tutto ciò, ritengo soltanto che entrambi abbiano avuto delle colpe ed abbiano commesso degli errori. La storia ha dato la sua sentenza, e le sentenze della storia vanno accettate. Ciò che ho voluto dire, comunque, è che tutti, a prescindere da quale partito provengano, meritino rispetto, perchè sono morti per un loro ideale, che ripeto può essere condivisibile o meno.
Giuseppe, non sono per niente d'accordo. Questo tentativo di far passare i repubblichini come ingenui idealisti che lottavano per dei valori lo trovo odioso.
Erano persone che, nonostante tutto, sono rimaste fedeli al Duce e si sono messe a disposizione di Hitler (la repubblica di Salò era uno stato fantoccio nelle mani del Reich), con cui hanno condiviso le leggi razziali, la soluzione finale dello sterminio di massa di milioni di ebrei e che hanno combattuto fino alla fine perchè trionfasse lo scempio del regime nazifascista.
La pietà che a loro si deve è la stessa pietà umana che si deve ad un morto, per il fatto stesso di essere morto. E' la stessa pietà che si può avere per un Hitler suicida nel suo bunker o per un Mussolini impiccato a testa in giù a Piazzale Loreto. Cosa c'entra tutto ciò con il 25 aprile? Niente. Cosa c'entra tutto ciò con la pacificazione nazionale? Niente. E che colpa ne hanno gli Italiani se oggi al governo ci sono coloro che, volenti o nolenti, furono gli eredi dei Repubblichini?
Federico, mi rendo conto che su questo tema abbiamo idee diverse, Io credo che Mussolini poco abbia a che fare con le leggi razziali (entrate in vigore nel '38 mentre Mussolini prese potere nel '22), e che tutto nasca dalla follia di un'essere come Hitler, col quale Mussolini per ragioni diverse si alleò (quali per esempio evitare un attacco tedesco che certamente avrebbe sconfitto ed ucciso molti italiani).
Mussolini ed Hitler, così come fascismo e nazismo, sono due cose completamente diverse. E non puoi dire che la morte di un fascista sia meno importante della morte di uno che stava dalla parte opposta.
E poi tranquillo che quelli che abbiamo oggi al potere non sono gli eredi dei Repubblichini, al massimo di Craxi!
Beh però a questo punto non puoi esimerti dal citare l'antifascismo tra i valori fondanti del tuo programma :) (sarà una svista mia ma non ce l'ho letto)
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