giovedì 26 marzo 2009

La verità sull’ultima fuga di notizie su Gioacchino Genchi

Dilettantistico, improvvisato, puerile. Ma anche malconcio, alla meglio, ridicolo. Non saprei come altro definire l’ultimo tentativo delegittimante nei confronti di Gioacchino Genchi, una fuga di notizie sapientemente orchestrata (da chi sta effettuando gli accertamenti?) secondo la quale Gioacchino Genchi nel corso della sua attività di consulente per le procure italiane avrebbe conservato sui suoi computer 13 milioni di intestatari di utenze telefoniche e dati su 1.160.000 persone ricavati delle anagrafi di Palermo, di Mazara del Vallo e di alcuni comuni calabresi. Andiamo con ordine. Chi legge queste cifre si ferma appunto sui numeri, non sulle parole. Tredici milioni, un milione cento sessanta mila. Numeri enormi, che fanno paura, che terrorizzano il contadino e il pastore che temono di essere stati intercettati al telefono con l’amante. Genchi ha materiale su un sesto degli italiani? Basta leggere. I tredici milioni di intestatari di utenze telefoniche. Sono dei cd rom e alcuni database negli hard disk sequestrati nell’ufficio di Genchi in cui sono contenuti gli elenchi telefonici a partire dagli anni novanta. Sorpresi? Bastava leggere. Gli intestatari delle utenze telefoniche siamo io, sei tu, siamo noi. Quanti di voi hanno un archivio segreto in casa, chiamato in codice “elenco telefonico”? E questa era la prima balla. Poi la malconcia fuga di notizie, che forse ai Ros non è stato comunicato, ma è un reato, parla di alcuni dati anagrafici recepiti da Genchi relativi a persone calabresi, palermitane e di Mazara del Vallo. Qui più che una spiegazione mi permetto di dare un suggerimento. Una fuga di notizia fatta bene non deve dare troppi dettagli. Sennò ottiene l’effetto opposto. Sennò vuol dire che Genchi non ha acquisito dati di tutta Italia. Ma solo di alcuni soggetti di Palermo, di Mazara del Vallo e residenti nella regione Calabria. Tutti luoghi in cui Genchi è stato scelto come consulente dalla procure: Palermo per le stragi, Calabria per le indagini di Luigi De Magistris e Mazara per le indagini sulla sparizione della piccola Denise Pipitone. Quindi questa fuga di notizie che doveva terrorizzare gli italiani in realtà ha certificato cosa abbiano realmente in mano i Ros dei Carabinieri: il nulla.

0 commenti: