Dicevano che era stato il terremoto, ma nessun altro edificio era crollato lì vicino. Li chiamavano gli “angeli di San Giuliano” e invece erano dei bambini morti schiacciati dal crollo della loro scuola e cosparsi di schifosissima retorica. Dicevano pure che la scuola era stata costruita bene, a norma, però il terremoto era stato troppo forte. Le altre case però, sono ancora lì e ci tengono a farlo sapere. Era il 31 ottobre 2002. Ventisette bambini, una maestra da quelle macerie sono stati estratti morti. Sepolti sotto le macerie della scuola elementare Jovine di San Giuliano di Puglia (Cb). “Il terremoto ha fatto crollare la scuola” dicevano telegiornali, ministri, ma soprattutto gli amministratori locali. Il terremoto non lo puoi arrestare, e nemmeno imputare, però ti può far intascare i miliardi della ricostruzione, gli aiuti che mandi con i messaggini del cellulare e tanta fraterna solidarietà. I genitori delle vittime, espropriati dei loro figli, sapevano che il terremoto era “innocente”, sapevano che i loro figli erano stati ammazzati. Credevano che la giustizia potesse dimostrare le colpe umane. Vennero imputati per omicidio colposo plurimo, disastro colposo, lesioni colpose l’ex sindaco del paese Antonio Borrelli, il progettista della sopraelevazione della scuola ingegner Giuseppe La Serra, il geometra del Comune Mario Marinaro, ed i costruttori Giovanni Martino, Carmine Abiuso e Giuseppe Uliano. I genitori ci credevano nella giustizia, e quando il giudice monocratico Laura D’Arcangelo (è giusto ricordarseli certi nomi) pronunciò l’assoluzione per tutti, in aula si levarono le loro urla: “Li avete ammazzati due volte”. Il giudice, imperturbabile, uscì dall’aula. Giustizia era stata fatta. L’avvocato del sindaco diceva che era assurdo processare il sindaco perché nel crollo era morta anche la figlia. Parlava del “lodo lutto”: se a causa della tua imperizia muoiono una ventina di bambini, se in mezzo a loro c’è un tuo parente stretto non ti possono processare. Ieri la Corte d’Appello (formata da un collegio di giudici…) ha ribaltato la sentenza condannando cinque dei sei imputati (assolto il costruttore dell’edificio, Giuseppe Uliano): sei anni e dieci mesi di reclusione per l’impiegato comunale Mario Marinaro, responsabile della pratica per la sopraelevazione della scuola, e Giuseppe La Serra, progettista e direttore dei lavori; cinque anni agli imprenditori Carmine Abiuso e Giovanni Martino; due anni e 11 mesi all’allora sindaco Antonio Borrelli, che beneficerà dell’indulto. Ora i genitori sanno chi sono stati i killer dei loro figli, e che il terremoto è stato definitivamente assolto, come testimoniano le case attorno alla scuola, rimaste perfettamente intatte. E chissà cosa pensa ora quel giudice monocratico… "Un familiare di vittime di mafia passa metà della sua vita a difendere la vittima e l'altra metà a difendere se stesso"
giovedì 26 febbraio 2009
Crollo della scuola di San Giuliano: assolto il terremoto, condannati i killer
Dicevano che era stato il terremoto, ma nessun altro edificio era crollato lì vicino. Li chiamavano gli “angeli di San Giuliano” e invece erano dei bambini morti schiacciati dal crollo della loro scuola e cosparsi di schifosissima retorica. Dicevano pure che la scuola era stata costruita bene, a norma, però il terremoto era stato troppo forte. Le altre case però, sono ancora lì e ci tengono a farlo sapere. Era il 31 ottobre 2002. Ventisette bambini, una maestra da quelle macerie sono stati estratti morti. Sepolti sotto le macerie della scuola elementare Jovine di San Giuliano di Puglia (Cb). “Il terremoto ha fatto crollare la scuola” dicevano telegiornali, ministri, ma soprattutto gli amministratori locali. Il terremoto non lo puoi arrestare, e nemmeno imputare, però ti può far intascare i miliardi della ricostruzione, gli aiuti che mandi con i messaggini del cellulare e tanta fraterna solidarietà. I genitori delle vittime, espropriati dei loro figli, sapevano che il terremoto era “innocente”, sapevano che i loro figli erano stati ammazzati. Credevano che la giustizia potesse dimostrare le colpe umane. Vennero imputati per omicidio colposo plurimo, disastro colposo, lesioni colpose l’ex sindaco del paese Antonio Borrelli, il progettista della sopraelevazione della scuola ingegner Giuseppe La Serra, il geometra del Comune Mario Marinaro, ed i costruttori Giovanni Martino, Carmine Abiuso e Giuseppe Uliano. I genitori ci credevano nella giustizia, e quando il giudice monocratico Laura D’Arcangelo (è giusto ricordarseli certi nomi) pronunciò l’assoluzione per tutti, in aula si levarono le loro urla: “Li avete ammazzati due volte”. Il giudice, imperturbabile, uscì dall’aula. Giustizia era stata fatta. L’avvocato del sindaco diceva che era assurdo processare il sindaco perché nel crollo era morta anche la figlia. Parlava del “lodo lutto”: se a causa della tua imperizia muoiono una ventina di bambini, se in mezzo a loro c’è un tuo parente stretto non ti possono processare. Ieri la Corte d’Appello (formata da un collegio di giudici…) ha ribaltato la sentenza condannando cinque dei sei imputati (assolto il costruttore dell’edificio, Giuseppe Uliano): sei anni e dieci mesi di reclusione per l’impiegato comunale Mario Marinaro, responsabile della pratica per la sopraelevazione della scuola, e Giuseppe La Serra, progettista e direttore dei lavori; cinque anni agli imprenditori Carmine Abiuso e Giovanni Martino; due anni e 11 mesi all’allora sindaco Antonio Borrelli, che beneficerà dell’indulto. Ora i genitori sanno chi sono stati i killer dei loro figli, e che il terremoto è stato definitivamente assolto, come testimoniano le case attorno alla scuola, rimaste perfettamente intatte. E chissà cosa pensa ora quel giudice monocratico…
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1 commenti:
Questa sentenza di appello è una ventata di fiducia.
Almeno (sicuramente fino alle prossime eventuali pronunce giudiziarie) per il crollo di San Giuliano la colpa non sarà più di chi è morto, di chi non doveva trovarsi lì, di chi "ma il terremoto era potentissimo", di chi "si ma non si trovano le prove certe di colpevolezza", di chi insomma pensa che in italia non si paga mai....
Oliver Panichi
http://olipan.blogspot.com/2009/02/crollo-san-giuliano-la-colpa-non-e-piu.html
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