Dina Antonino, eletto nel collegio di Palermo
Antinoro Antonio eletto nel collegio di Palermo
Ardizzone Giovanni eletto nel collegio di Messina
Cappadona Nunzio eletto nel collegio di Siracusa
Cintola Salvatore eletto nel collegio di Palermo
Cuffaro Salvatore
Fagone Fausto Maria eletto nel collegio di Catania
Gianni Giuseppe eletto nel collegio di Siracusa
Maira Raimondo Luigi Bruno eletto nel collegio di Caltanissetta
Mancuso Fabio Maria eletto nel collegio di Catania
Parlavecchio Mario eletto nel collegio di Palermo
Ragusa Orazio eletto nel collegio di Siracusa
Regina Francesco Domenico eletto nel collegio di Trapani
Sanzarello Sebastiano eletto nel collegio di Messina
Savarino Giuseppa eletto nel collegio di Agrigento
Savona Riccardo eletto nel collegio di Palermo
Terrana Decio eletto nel collegio di Agrigento
Turano Girolamo eletto nel collegio di Trapani
Di questi, 8 hanno subito condanne o indagini per reati gravi, come mafia, voto di scambio, corruzione. Agli altri 10 ho inviato una richiesta di conferma di assoluta estraneità ad indagini giudiziarie. In caso di aggiornamenti li comunicherò tempestivamente.
Giuseppa Savarino detta Giusy dal 06-07-2006 Deputato Segretario dal 24-07-2006 Componente Commissione V - Cultura, Formazione e Lavoro, è alla seconda legislatura. Risulta indagata dalla procura di Agrigento per abuso d'ufficio e falso in atto pubblico in relazione ad un presunto concorso truccato; insieme a lei indagato anche il padre, direttore sanitario dimissionario dell'Asl di Agrigento. Durante una perquisizione nell'ufficio del padre è stata ritrovata una cartellina con sopra scritto "autisti" con all'interno un foglietto con i nomi dei vincitori di uno dei tre concorsi incriminati con i nomi dei presunti sponsor politici: Sav, Iac, Alf, Cuf. Secondo i giudici Sav sta per Giuseppa Savarino, Alf per Angelino Alfano (coordinatore regionale di Forza Italia) e Cuf per Totò Cuffaro. In una telefonata, intercettata dagli inquirenti, la Savarino dice al suo segretario di andare dal papà (Armando) a rititare la lista dei raccomandati e di non parlare di queste cose al telefono.
Giuseppe Gianni, dal 26-07-2006 Presidente Commissione V - Cultura, Formazione e Lavoro. Il Tribunale di Siracusa lo ha indagato per voto di scambio in Sicilia e intercettato quando non era ancora parlamentare. Nel 1999, il pentito Francesco Marino Mannoia aveva dichiarato che Pippo Gianni era uno dei medici amici di Cosa nostra e aiutava i picciotti in carcere a simulare false malattie. Gianni è stato arrestato per droga all’inizio degli anni Ottanta insieme a uomini della cosca di Raffadali e poi prosciolto. Dopo una condanna a tre anni per concussione ( una mazzetta di 25 milioni per l'appalto di lavori nella pineta cittadina) è stato assolto dalla Cassazione.
Fausto Maria Fagone, dal 24-07-2006 Componente Commissione I - Affari Istituzionali Dal 24-07-2006 Componente Commissione Commissione per l'esame delle attività dell'Unione Europea, è il figlio di Salvatore Fausto Maria Fagone, che fu indagato e arrestato per associazione mafiosa mentre era consigliere provinciale di Catania in quota Forza Italia. L'inchiesta era la “Dionisio” coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania. Secondo l'accusa, Fagone senior avrebbe avuto «rapporti organici con esponenti della criminalità organizzata di Catania e Caltagirone». Fagone, all'epoca sindaco di Palagonia (ora sulla poltrona di primo cittadino siede il figlio Fausto, che contemporaneamente è all'Ars) si sarebbe recato dal capomafia di Caltagirone per chiederne il sostegno elettorale in favore proprio del figlio Fausto che si era candidato alle regionali del 2001, nelle quali, però, non risultò tra gli eletti. Il nome di Fagone senior emergerebbe anche nel corso di un colloquio in carcere nel 2002, tra Giuseppe Mirabile e lo zio Pietro, nel quale il primo avrebbe fatto riferimento ai «soldi che a settembre il sindaco di Palagonia avrebbe dovuto portare». Una serie di ulteriori intercettazioni tra i boss mafiosi del calatino confermerebbe ulteriormente quello che i magistrati hanno definito «pieno e stabile inserimento di Fagone nelle logiche dell'articolazione calatina di Cosa Nostra, alla quale egli, sfruttando i poteri connessi alle sue funzioni istituzionali, fornisce rilevanti utilità economiche».
Antonino Dina, dal 06-07-2006 Componente Commissione Verifica dei Poteri dal 13-07-2006 al 11-10-2006 Componente Commissione Regolamento dal 24-07-2006 Componente Commissione II - Bilancio e Programmazione, è il presidente dei parlamentari Udc all'Ars. Nino Giuffrè, il pentito che accusa anche Dell'Utri, lo indica come il mediatore (insieme a Guttadauro) dei rapporti tra Provenzano e la politica regionale. E' famosa una sua frase: "La mafia non si sconfigge privando una popolazione della sua amministrazione eletta democraticamente”. Indagato per mafia.
Salvatore Cintola, dal 24-07-2006 Componente Commissione II - Bilancio e Programmazione dal 12-10-2006 Componente Commissione Regolamento, Assessore regionale al Bilancio del primo governo Cuffaro, indagato per concorso in associazione mafiosa. Per due volte le indagini su Cintola erano state archiviate, ma dopo le dichiarazioni del donna-boss pentita Giusy Vitale, il fascicolo è stato riaperto. L'assessore è indicato come amico personale del capomafia Giovanni Brusca (ora pentito) e fra gli uomini politici coinvolti nel progetto di Leoluca Bagarella che voleva realizzare il partito di Cosa nostra Sicilia Libera. Secondo gli inquirenti Salvatore Cintola era consapevole della 'manovra' tentata nel 2004 per neutralizzare la deposizione del pentito Angelo Siino, nel processo su mafia e appalti (denominato 'Trash'), da uno degli imputati di spicco, l'imprenditore Romano Tronci, poi condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. I militari scoprirono che, tra la primavera e l'estate di quell'anno, Tronci, manager dell'impresa De Bartoloneis, si era attivato per “affievolire” la deposizione del teste-chiave nel processo Trash. Insieme, Tronci, Lapis e Cintola si recarono a Partinico in casa dell'imprenditrice Antonina Bertolino, cognata di Siino, per avvicinare il pentito. La donna ha dichiarato di essersi rifiutata di aiutarli e di non aver riferito nulla al pentito. Cintola è stato indagato anche in un'inchiesta per riciclaggio della Procura di Palermo.
Nunzio Cappadona, dal 24-07-2006 Componente Commissione VI - Servizi Sociali e Sanitari, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Siracusa su una presunta truffa ai danni del servizio sanitario pubblico.
Maira Raimondo Luigi Bruno, detto Rudy dal 24-07-2006 Componente Commissione I - Affari Istituzionali, fu accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, sospettato di essere uno dei terminali politici della cosca di Giuseppe "Piddu" Madonia, e voto di scambio. Assolto dal Tribunale di Caltanissetta. I giudici hanno ritenute prive di fondamento le accuse di alcuni collaboratori di giustizia, ritenendo però ipotizzabile il reato di voto di scambio, peraltro ormai prescritto.
Salvatore Cuffaro, presidente della regione, durante la sua prima presidenza alla Regione Siciliana Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nel registro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale. Secondo l'accusa ha rivelato al boss di Branaccio, Guttadauro, di essere sottoposto ad intercettazioni. Lo stesso avrebbe fatto con Aiello, accusato di essere prestanome di Provenzano. Nel 1991, Cuffaro incontrò Angelo Siino, l'ex ministro dei lavori pubblici di Cosa Nostra, che allora però era solo un consigliere comunale democristiano, a casa sua e ne chiese i voti. Il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone ha chiesto 8 anni di reclusione per l'attuale Presidente della Regione Sicilia, per quanto riguarda i seguenti capi d'imputazione: 1) favoreggiamento a Cosa Nostra; 2) rivelazione di notizie riservate.



