
Qualche mese fa leggo su Repubblica un’intervista a colui che rappresenta il politico per antonomasia: D’Alema. Medito e non commento subito. Comincio a tessere, a concatenare gli eventi. Lo faccio adesso, alla luce di tutto quello che è successo e sta succedendo. Massimo Lo Skipper parlava di crisi della politica. Diceva che la gente è scoraggiata, che se si fosse continuato così si sarebbe andati incontro ad una disfatta generale. Loro sono i politici e la crisi della politica è colpa della gente. Ho una pistola, sparo, uccido uno e la colpa è la sue che in quel momento passava di li. Aveva l’arroganza di dire che se la gente non credeva nella politica e nei politici si sarebbe andati tutti a fanculo. E chi diceva “siete tutti uguali” era un qualunquista. Era micidiale: D’Alema sei un grande! Grazie. D’Alema siete tutti uguali, vi auto tutelate, siete una casta. Sei un qualunquista. Lui è D’Alema e tu chi sei? Nessuno.
Uomini mediocri formulano un ricatto morale. Senza di noi politici non si va da nessuna parte. E allora pensavo che in realtà la crisi non è mai finita, e da Tangentopoli fino ad adesso in realtà pochi hanno cominciato a fidarsi e ancora meno hanno ricominciato. Sono stati loro stessi a dire che la crisi era finita, I politici se ne accorgono adesso. Oggi che vengono fuori intrecci tra finanza e partiti politici, tra speculatori e politici, tra partiti della sinistra (popolari) e grandi banche (capitaliste). E chiaro che le cose cambiano, si evolvano, ma ce lo dicano. Signori, noi siamo questi, e amen. Noi, la grande sinistra, il grande statista D’Alema, il sacrificato Fassino. E dietro? Il nulla. Antonio Ingroia oggi diceva che la gente è disillusa. Dopo Tangentopoli ci fu uno scatto d’orgoglio, cascate di monetine, punizioni alle urne. Oggi, una intera classe dirigente è stata denudata e ridicolizzata e alla gente non fa nemmeno impressione. Non ci sono mica reati. Non si evita di commettere atti dissonanti con l’etica della gestione della cosa pubblica, si cambiano le premesse. Un partito politico dovrebbe limitarsi a fare politica. Se si interessa alle scalate alle banche non è un reato, certo, ma non è un atto da partito politico. Non facciamoci imbambolare da chi dice i tempi sono cambiati, i partiti sono apparati che hanno bisogno di certezze economiche. Sono i discorsi di uno dei più grandi ladri italiani, Bettino Craxi. Sei un qualunquista. Vedo tutti questi politici, di destra, di sinistra, di centro che corrono in giro, impazziti, come le formiche a cui hanno distrutto la tana, nudi con una mano che copre davanti e l’altra dietro. Corrono e denunciano chi racconta le cose per come stanno. Loro fanno le cazzate e il qualunquista è chi le racconta. Il messaggio è: certe cose si possono fare ma non si possono raccontare. E’ un discorso in puro stile mafioso ma molto più elaborato. Se lo racconti non ti uccidono, ma ti delegittimano e se loro affondano tu sei fottuto. Se affonda la barca affondiamo tutti. No. Io sulla barca non ci sono. Lo skipper è un altro. E sono un uomo di sinistra, e nessuno può darmi una patente di appartenenza. Tutti gli incazzati, gli insoddisfatti, gli scettici, quelli sono gli uomini di sinistra. Perché se uno è soddisfatto di come le cose vanno, sia al governo che al partito quasi defunto, o è narcotizzato o è un infiltrato di Forza Italia.
Sta venendo tutto a galla, da una parte e dall’altra, e la classe, la casta politica si riscopre piccola piccola. Ha bisogno della nostra protezione, sono dei piccoli neonati. Mi chiedo: questa è la classe politica che ci meritiamo? Indipendentemente dal fatto che ci siano regie occulte che mirano a destabilizzare, interessi grossi che tramano contro lo stato, è lecito che questa gente abbia in mano in nostro futuro?


