mercoledì 28 marzo 2007

Lettera da Valverde


Pubblico con piacere questa lettera inviatami dagli amici di Valverde.

Domani, giovedì 29 marzo 2007 a Valverde, paesino in provincia di Catania, accadrà un fatto estremamente grave ed allo stesso tempo ritenuto ormai normale dalla gente, o meglio da chi governa.

In assenza di Piano Regolatore Generale chiunque ha chiesto di costruire, presentando un piano di lottizzazione, ha visto accettata la richiesta con il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza e nella migliore delle ipotesi con l'astensione di quelli di minoranza.

Adesso la storia diventa più grave perchè la minoranza ha smesso di fare qualsiasi tipo di opposizione, se mai ne ha fatta, ed insieme hanno adottato una linea comune di gestione del territorio: la DISTRUZIONE!!!

In Sicilia troppe città e paesi vengono gestiti senza un Piano Regolatore Generale si applica un Piano di Fabbricazione del 1978 e quindi è discrezione dell'amministrazione decidere sulle zone lottizzabili. Con un sindaco architetto e la giunta composta da costruttori era chiaro che si sarebbero comportati come una scolaresca in un negozio di giocattoli, o meglio come un gruppo di pedofili in un asilo nido.

Il Valverde Social Forum, movimento che si occupa anche della salvaguardia e della tutela del territorio, si è opposto in maniera decisa invadendo lo scorso consiglio comunale e chiedendo la parola per ricordare ai consiglieri il loro dovere. La parola ci è stata negata e si è rinviato il consiglio di una settimana, quindi domani saremo nuovamente pronti ad intervenire cercando di denunciare anche le implicazioni sociali, oltre che ambientali, conseguenti ad una crescita sproporzionata e non programmata di un territorio.

Vi chiediamo un aiuto perchè la nostra voce possa uscire dalle mura di Valverde e possa arrivare a tutta la gente che condividendo la nostra causa possa aiutarci ad alzare la voce, perchè per una volta gli interessi della collettività possano essere preferiti a quelli di un gruppo di privati.

Non vogliamo impedire a nessuno di costruire ma purchè ciò sia fatto seguendo dei criteri adeguati e aggiornati che solo un Piano Regolatore aggiornato possono darci.

Grazie...

Valverde Social Forum

sabato 24 marzo 2007

... il popolo è un giudice di gran lunga più responsabile...



"... il popolo è un giudice di gran lunga più responsabile di qualsiasi altra istituzione, non lo sottovaluti".

Queste parole continuano a risuonare nella mia testa. E io continuo a chiedermi come sia possibile che che certe corbellerie passino per vere e giuste. Sogno Cuffaro che dorme nel mio letto e mi sussurra tutta la notte questa frase. Sto seguendo una terapia, e il mio psicanalista mi dice ad ogni seduta: "Pensa che a pronunciarle è stato Cuffaro", e allora per due-tre settimane sto meglio.

Questo concetto è l'espressione massima della demagogia, del puro populismo. Il popolo elegge, i giudici giudicano. Stop. Telegrammatico. Ho già scritto al proposito. Per tornare a noi, speravo e pensavo che dopo l'auto-ridicolizzazione di Cuffaro ad Anno Zero nessuno tirasse fuori dal cappello frasi simili che fanno a pugni con i fondamenti della Costituzione e del Diritto. E giustamente, proprio quando me ne stavo convincendo, mi imbatto in una delirante dichiarazione del presidente del gruppo parlamentare all'Assemblea Siciliana del Movimento per l'Autonomia, Roberto Di Mauro. Si "esprime" a gesti a proposito della richiesta di riapertura delle indagini a carico del pluri-indagato Cuffaro. Non aggiungo nulla, oltre al nome, riguardo questa formazione politica. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Ok, la dico lo stesso. Questi arrembanti sono una sorta di leghisti del sud che già dal nome dovrebbero d'obbligo essere scambiati per dei cabarettisti. Se aggiungo poi che sono guidati da Raffaele Lombardo, uno che è riuscito a farsi cacciare dall'UDC perchè antidemocratico (accusato da Volontè e D'Onofrio!) e che hanno anche fatto un'alleanza politica alle passate elezioni con la Lega di Bossi, capite perchè è inutile parlarne.

Torniamo all'eroe Di Mauro. Ecco cosa dice:

"Rivolgo un invito a tutte le forze politiche - sostiene Di Mauro - ad evitare che le vicende giudiziarie del Governatore siano oggetto di speculazioni politiche e facciano parte del bagagliaio di attacchi e critiche dei partiti della sinistra, in vista anche della prossima campagna elettorale per le amministrative. Com'è nel nostro costume, esprimiamo fiducia nel lavoro dei magistrati e rispetto all'Autorità Giudiziaria. Allo stesso tempo ribadiamo solidarietà al presidente della Regione, ricordando a quegli esponenti della sinistra, che oggi si dicono indignati perché il centro destra l'ha ricandidato alla presidenza, che Cuffaro ha ricevuto dal popolo siciliano un ampio mandato a governare legittimamente la Sicilia. La storia recente ci insegna che dal 93 ad oggi sono stati numerosi i processi, le inchieste, le indagini, anche con forme eclatanti, a carico di esponenti politici conclusisi poi con proscioglimenti e assoluzioni. Il mandato popolare, come nel caso di Cuffaro, rappresenta una sicura blindatura. E siamo altresì convinti che Cuffaro saprà chiarire la sua posizione nelle sedi deputate".


Ho bisogno di un volontario che con me si impegni a spiegare qualche passaggio perduto a questo, a questo... a questa vittima, perchè è una vittima del cuffarismo dilagante e di se stesso.
Ma blindatura da cosa? Da una condanna? Dalle indagini? Quindi il mandato popolare sarebbe in contrasto con la legge? Io non riesco più... non posso andare dietro a questa gente, non posso sentire certe argomentazioni. Aiutatemi!

martedì 20 marzo 2007

Iraq, 20-03-2003. Anniversario di fango e di sangue


Quattro anni sono passati dal grande momento dei tre piccoli uomini che iniziano per B, figli della stessa madre, l'idiozia. Quei lampi verdi a causa dei visori notturni non erano altro che bombe, missili. Nei cieli iracheni si scatenò l'inferno. Coloro che dovevano possedere le armi di distruzione di massa, i terroristi, i taglia-teste, i kamikaze si difendevano dai missili con le pistole, con i fucili e con le pietre. E con qualche piccola bomba. Poi avremmo scoperto che si sarebbero dovuti chiamare sin dal primo momento guerriglieri, partigiani, ma allora non ne avevamo il coraggio. Saremmo stati linciati. Era gente che si difendeva dagli occupanti. Era gente che faceva la stessa identica cosa dei partigiani italiani che si liberavano dai nazifascisti mentre erano sotto la dittatura di Mussolini. Pochi particolari li distinguevano da essi.

Occupanti vili che non esitarono ad usare napalm e carbonizzare uomini donne vecchi e bambini. Liberatori che usavano armi di distruzione di massa. Un grande ossimoro in perfetta coerenza con l'idea di domo-crazia americana. Liberatori consapevoli di combattere una guerra illegale e fondata su bugie enormi e troppo grosse per poterle ritenere davvero bugie. Non potevano essere bugie se erano costruite così male.

La Nuova Sacra Alleanza, i B(ush)ed&B(lair)rekfast&B(erlusconi)ye occidentali, è riuscita a far rimpiangere un criminale come Saddam. Saddam che distruggeva i Curdi, Saddam che eliminava ogni oppositore politico od ogni uomo sospettato di cospirare, fosse anche suo genero. Ma in Iraq oggi si sta almeno cento volte peggio di quando c'era questo Saddam. Non lo dico io, nè qualche analista internazionale, nè qualche corrispondente ignorante che guarda la guerra dall'albergo. Lo dicono gli iracheni stessi. Non c'era il terrorismo in Iraq. Non c'erano kamikaze in Iraq. Non c'era la guerriglia in Iraq. Non c'era la guerra civile in Iraq. Siamo riusciti a creare un mostro che non esisteva e non pensava minimamente di esistere. Abbiamo fatto un macello inenarrabile ed ora non sappiamo più cosa fare. Non si riesce a placare la violenza degli iracheni e degli afghani e già si pensa a nuove guerre in Iran e in Corea. Oggi sono quattro anni da quando abbiamo concesso a pochi uomini di opporsi al volere dei più. Abbiamo concesso a dei criminali di guerra di invadere una nazione sovrana e di sconvolgere delicatissimi equilibri etnici che ormai non saranno più ripristinabili. Chi pagherà per questo? Quando questi tre incompetenti di politica internazionale saranno spariti, chi sarà chiamato a rispondere per le catastrofi causate da interessi esclusivamente economici e strategici?

Mentre cerchiamo risposte che non troveremo, è bene sapere che nell'ottobre del 2005 un quotidiano britannnico (Sunday Herald) ha ottenuto copia di un sondaggio commissionato dal ministero degli interni britannico sulle opinioni degli Iracheni riguardo l'occupazione. In base ai risultati:

  • Il 50% crede che gli attacchi contro le truppe britanniche e americane siano giustificati (65% nella provincia di Maysan);
  • L’82% è "fortemente contrario" alla presenza delle truppe di coalizione;
  • Meno dell'1% crede che le forze della coalizione siano responsabili di un miglioramento nella sicurezza;
  • Il 67% si ritiene meno sicuro a causa dell'occupazione;
  • Il 43% crede che le condizioni per la pace e la stabilità siano peggiorate;
  • Il 72% non ha fiducia nelle forze della coalizione.
  • il 71% vorrebbe che lascino l'Iraq entro un anno (il 37% entro 6 mesi; il 91% entro 2 anni)
  • il 78% crede che la loro presenza provochi un incremento della violenza
  • il 61% approva gli attacchi armati contro di esse (il 27% completamente; il 34% in parte)
Buon compleanno quindi, ai 650.000 civili iracheni morti(studio apparso nell'ottobre 2006 sulla rivista medica Lancet), ai 3.020 morti e 22.834 feriti americani, ai 134 morti inglesi, ai 33 morti italiani, ai 19 polacchi, ai 18 ucraini, ai 13 bulgari, agli 11 spagnoli e a tutti gli altri che non hanno nemmeno un numero.

lunedì 19 marzo 2007

Nessuna opinione parte seconda intitolata sempre più in giù



Era nell'aria ed è arrivata. Era fisiologica. La riapertura delle indagini a carico dell'indagato Cuffaro era imprescindibile. Nuovi e vecchi pentiti, nuove e vecchie intercettazioni. Ce n'è per cinque processi, non per uno. Si mettono male le cose per Totò Muffin Cuffaro. Quando gli è stata comunicata la riapertura delle indagini, Salomone ha sospirato: "Hanno riaperto le indagini? Perchè si erano mai chiuse? Con cristiana pazienza affronterò questa ulteriore prova e non verrà meno il mio rispetto per l'istituzione giudiziaria". Ma intende che il suo prossimo avvocato sarà direttamente Dio o che Dio via wireless lo aiuterà ad affrontare questa ennesima prova? Non erano i martiri che affrontavano con cristiana pazienza immani torture? O erano presidenti della regione che volontariamente favoreggiavano mafiosi e ne incontravano a iosa, addirittura per chiederne i voti? Forse i cattolici dell'UDC dovrebbero spiegargliele certe cose. E io anche in questo caso non ho nessuna opinione. Mi limito alla mia nuova passione cuffariana: il copia/incolla. Questa volta lo faccio da Repubblica.

P.S. Presidente, 1-0 per i "moralizzatori siciliani" e palla a centro.

Al governatore della Sicilia viene contestato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa

Mafia, riaprire le indagini su Cuffaro

Richiesta al gip della procura di Palermo

Il governatore della Sicilia Cuffaro
PALERMO - Riaprire le indagini sul presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La richiesta al gip, è stata avanzata dal procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Messineo.

Quest'accusa era stata archiviata in precedenza su richiesta della stessa procura, all'epoca guidata da Piero Grasso, che aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Cuffaro per rivelazione di segreto e favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra nell'ambito del processo per le 'talpe' alla Dda. Il procuratore Messineo non ha voluto fare commenti.

La decisione di riaprire l'inchiesta è stata adottata al termine di un dibattito interno alla Dda di Palermo, dopo che uno dei pm del processo alle cosiddette "talpe" della Dda, Nino Di Matteo, aveva chiesto di contestare già nel dibattimento in corso l'accusa di 110 e 416 bis al presidente della Regione siciliana.

A causa del dissenso degli altri tre pm del processo, l'aggiunto Pignatone e i sostituti Michele Prestipino e Maurizio De Lucia, la questione è stata rimessa alla Dda che ha deciso di chiedere l'apertura di un nuovo fascicolo. Una parte delle nuove accuse a Cuffaro, comunque, è stata già riversata nel processo in corso, nel quale il governatore della Sicilia è imputato di favoreggiamento nei confronti di Cosa nostra.

"Hanno riaperto le indagini? Perchè si erano mai chiuse? - è stato il commento di Cuffaro - Basta vedere le cronache dei giornali per rendersi conto che le indagini, in questi sei anni, non si sono mai fermate. Con cristiana pazienza affronterò questa ulteriore prova e non verrà meno il mio rispetto per l'istituzione giudiziaria".

"Qualche giorno fa - ha detto ancora Cuffaro - i miei legali avevano chiesto al Procuratore della Repubblica se le indiscrezioni pubblicate da alcuni organi di stampa, fra cui L'Unità, fossero vere. A questa richiesta veniva risposto che si trattava di notizie coperte da 'segreto istruttorio'. Come mai questa notizia coperta da segreto istruttorio viene oggi comunicata agli organi di stampa?".

venerdì 9 marzo 2007

Mastella è una pornostar


«La cosa di cui davvero non se ne può più è l'arroganza di questi politici che se ne vanno senza nemmeno ascoltare che cosa gli altri stanno dicendo. Non me ne frega niente. Cacciatemi! Questi signori devono abituarsi e accettare di confrontarsi anche con chi ha idee diverse e, comunque, starli a sentire»

Moltissime persone godono grazie alla tv. La brava gente che gode dei bambini nudi, quella più normale che passa le serate con i film porno-censurati sulle reti minori, e chi si diverte con le video-line dove desnude telefoniste rallegrano i mariti mentre le mogli dormono. C'è di tutto per tutti. Io ieri sera ho goduto con Michele Santoro. Ognuno ha i suoi gusti. E' stato bello, e' durato anche tanto, due ore. Vista l'età non è poco no? Due ore di orgasmica libertà alla faccia di una televisione ostaggio di tutti. Della chiesa, del governo, dei partiti. Immagini di omosessuali per le strade di Roma, omosessuali che si baciano, omosessuali che ballano. Forse mai prima d'ora in tv si era visto così tanto. Arriva anche Marco Travaglio, che tira fuori un editoriale dei suoi che non lascia spazio ai commenti nè alla concessa replica telefonica di Andreotti, il quale aveva di recente accostato l’omosessualità alla pedofilia tirando in ballo pure l’inferno. In una lettera Travaglio gli ricorda che la stessa chiesa sull’argomento forse avrebbe qualcosina da dire e arrivando a citare Dante Alighieri. Lustrato per bene. In studio Mastella recita la poesia intitolata "La mia chiesa", quella di Madre Teresa di Calcutta, dei missionari, dei martiri. Ma c'è anche un'altra chiesa però, perchè non parlarne? Si agita, da sfogo ai suoi tic nervosi, quasi si commuove. La sua chiesa è diversa, come la sua banca. La sua chiesa non è quella descritta "in maniera filosofeggiante" da Marco Travaglio (balla: Travaglio parla solo di fatti, niente filosofia o opinione). Il reportage dal gay pride del 2000 continua, e io mando mille messaggi per avvertire tutti dello spettacolo che va in onda su Rai Due. Sono eccitato, come sull'hot-line. Chiamo i miei amici deviati: avete visto che roba? Era ora! Penso: per un pò di anni non si vedranno più queste cose. Il Papa e i sette Santi saranno furiosi. La trasmissione sta per finire, e interviene un giovane deviato. Ventun'anni, così giovane. In Veneto direbbero "E si che gl'iera anca un buon toso". Così giovane e già malato. E'un gay! E' calmo, rilassato. Si rivolge con rispetto e modo al ministro Mastella da Calcutta, gli chiede in base a quale diritto e perchè la famiglia omosessuale è diversa da quella eterosesuale. Mastella dice che la sua domanda è oziosa e che il suo tono è saccente. Nessuno si può rivolgere così ad un ceppalonico. Lui è un ministro della Repubblica. L'altro un malato. Mastellum in terram dice che è il diritto naturale. Santoro chiede "Quindi Spagna, Portogallo, Inghilterra, Svezia, Germania ecc. sono tutti deviati?". «Non posso apparire come un cretino, non posso essere processato da lei qua». No? Perchè? Santoro è un giornalista che fa le domande, l'altro un ragazzo che vuole delle risposte e lui è un uomo pubblico. Un ministro della Repubblica (ma come siamo messi?). Se va in tv deve aspettarsi che le sue parole vengano messe in discussione. E' il giornalismo, è la democrazia. E' chiaro che ormai questi piccoli uomini si sono talmente abituati ai copioni e alle domande "pre-viste" che hanno paura degli agguati. Va in onda la pubblicità. Si rientra in studio e già Mastella ha studiato il colpo. Appena Vauro apre bocca "Sapevo che era uno studio di comunisti, ora vedo che siete pure froci..." il chierico Udeur si alza e va via. E non lo ringrazierò mai abbastanza: grazie alla sua uscita Santoro pronuncia le parole che metà degli italiani avrebbe voluto urlare. E' stata una grande serata di libertà, mi sono ubriacato di essa, ho ecceduto, come Belluca ne "Il treno ha fischiato". Adesso tornerò alla quotidianetà, censurata e controllata. Ma ogni tanto avrò bisogno di evadere. Spero che il giovedì Anno Zero continui a farmi viaggiare.

P.S. Nel Radio Giornale che conduco sulla Radio Universitaria "Radio Bue" oggi ho dato questa notizia. Spero nessuno si alzi e se ne vada:

"Caro Benny, sono il vocabolario di italiano De Mauro. Ti scrivo dopo aver visto per l'ennesima volta un politico italiano, Mastella di Calcutta ad Anno Zero, criticare ed aggettivare le domande che gli venivano poste. Io definisco la domanda come: frase, discorso con cui si esprime la volontà di sapere qualcosa. Non ci sono domande faziose, scorrette o sconvenienti. Ci sono solo domande. Fare domande non ha mai fatto male a nessuno, nascondere le risposte qualche volta si"

martedì 6 marzo 2007

Tranquilli, sono tranquillo


Un giorno gli dissero "Ma come fa a smitizzare la mafia in TV davanti a due familiari di vittime di mafia che possono testimoniare che la mafia non è un mito?" Si arrabbiò. Anche in barba alla grammatica: si può smitizzare un mito, non un non mito. La mafia di certo non è un mito quindi grammaticalmente non si può smitizzare. Quella volta la carta "simpatia" pianificata assieme ai suoi consiglieri nello studio di Anno Zero fallì miseramente nella vergogna di una penisola intera. Riflettendo si poteva intuire che di fronte ad accuse ben precise e documentate (quelle di Marco Travaglio) l'unica via era appunto sviare. Ma se Napoleone D'Arcore, il più grande bugiardo della storia ci riusciva egregiamente, Muffin naufragò nell'imbarazzo dei suoi peones. Ad oggi risale il secondo tentativo zelighiano di Muffin. Per presentare una puntata su una rete provinciale chiamata appunto "Opinioni", sinonimo di "vero giornalismo" e presagio di domande indiscrete e scomode. Domande che ogni giornalista non italiano farebbe in qualsiasi trasmissione ad uno indagato di essere fianchieggiatore della mafia. In studio c'è Muffin con un compare, entrambi con la coppola, rieminiscenza orgogliosa della prestazione santoriana. Parlano dei problemi che l'indagato affronta nel suo ruolo di presidente della regione. Di questo governo Prodi che non vuole fargli realizzare gli inceneritori cancerogeni, il ponte istabile e inutile e altre approfondite analisi sui divieti del governo centrale. Avrebbe potuto parlare dei giudici che non gli consentono di incontrare i mafiosi in santa pace e di non lasciare ritoccare i tariffari agli imprenditori amici. E allora blatera su una guerra all'America per diventare parte degli Stati Uniti d'America. Ironia da 5 centesimi. Proprio brutta. Però legittima. Ai livelli di "Io pago". Mai potrei pensare di criticare l'ironia sull'attualità, io che ne faccio uso quotidiano. Anzi, diciamo che io la alterno al sarcasmo: sono più raffinato del mio allievo Muffin. Un presidente della regione è libero di andare in tv a fare il comico. Non c'è nessuna legge che lo impedisce e, alla fine non è nemmeno eticamente e moralmente scorretto, anche se va ad interpretare lo stereotipo mafioso. Sono scelte. Certo, non riesco ad immaginare Marrazzo o Galan o Formigoni che fanno i giullari, ma questo non vuol dire nulla. Quello che mi lascia sbigottito di fronte allo scarso siparietto è la spensieratezza di Muffin. Quello che scherza di fronte le telecamere è un uomo indagato per reati gravissimi. Di collusioni con la mafia. Roba che quando io ho preso la multa per divieto si sosta sono stato in senso di colpa per una settimana. Roba che risale ad una settimana fa l'ultima di una serie di intercettazioni dove diversi boss parlano di lui. Come fa ad essere così tranquillo con accuse così infamanti che gli pendono sulla coppola? Le reazioni politche sono state spropositate e demagogiche. I DS siciliani con Tonino Russo, segretario siciliano: "Cuffaro interpreta in tv la macchietta del padrino con sorprendente naturalezza: indossa la coppola, parla in dialetto e rispolvera la chimera indipendentista del bandito Salvatore Giuliano". E ancora: "Pensa a come risolvere i problemi della Sicilia e non dimentica un affettuoso riferimento alla sua famiglia. Resta solo un dubbio: e' una fiction o un reality?" Questa è esagerazione in puro stile berlusconiano. Era una gag, di pessimo gusto, scadente e per nulla divertente. Ma era una gag. Soprattutto perchè ricordo che i DS non spesero una parola a condanna della parole di Vladimiro Crisafulli, loro deputato frequentatore di boss mafiosi, che il giorno dopo Anno Zero disse ai deputati siciliani del centrodestra "Grande Totò, è stato un grande"; corsi e ricorsi storici, o tutto o nulla cari compagni. Qualcuno potrebbe rispondere al mio interrogativo dicendo che è sereno perchè è sicuro di essere assolto perchè non ha commesso nulla di male. Lecita la risposta, ma ridicola. Cito Travaglio dal suo ultimo libro, "La scomparsa dei fatti": "[...] quei raporti esistono e non dovrebbero esistere e chi li intrattiene non dovrebbe più ricoprire alcuna carica pubblica. Se poi quei rapporti siano reato o meno, se gli elementi che li dimostrano siano sufficienti per integrare una fattispecie prevista dal Codice Penale è questione che riguarda i diretti interessati ai processi. La presunzione d'innocenza sancita dalla Costituzione non c'entra nulla: è un principio giuridico sacrosanto che attiene al processo e all'impossibilità di considerare una persona colpevole di un reato prima della condanna definitiva. Ma, per considerare una persona amica della mafia non è necessario attendere nè il rinvio a giudizio nè la sentenza di primo grado nè tantomeno quella della Cassazione. Bastano i fatti documentati". Certo che la prende bene per essere indagato come favoreggiatore di assassini, estorsori, sequetratri, stragisti, corruttori, torturatori! Bravo Totò, goditi la vita, "chi vuol esser lieto, sia di doman non c'è certezza".

Dimenticavo la chicca: il link al video

domenica 4 marzo 2007

Un fiore a San Remo


Purchè se ne parli, anche a San Remo.

Pensa

di Fabrizio Moro

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perchè hanno denunciato
Il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
Di faide e di famiglie sparse come tante biglie
Su un'isola di sangue che fra tante meraviglie
Fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
Di una generazione costretta non guardare
A parlare a bassa voce a spegnere la luce
A commentare in pace ogni pallottola nell'aria
Ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
Hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
Con dedizione contro un'istituzione organizzata
Cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
E' nostra... la libertà di dire
Che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perchè in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa


venerdì 2 marzo 2007

Venghino Signori Venghino che qui c'è il vino buono


Il Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero è indagato dalla Procura di Roma per abuso d'ufficio. Questa è la cosa meno grave. Quella più grave è che non si era accorto di un'interdizione dai pubblici uffici. E' indagato per la nomina a membro della consulta nazionale delle tossicodipendenze, dell'ex brigatista Susanna Ronconi, condannata a 12 anni in appello per concorso in omicidio per aver partecipato all'incursione il 17 giugno 1974 nella sede padovana dell'Msi-Dn, in un commando delle Brigate Rosse composto da cinque persone. L'incursione costò la vita a Giuseppe Mazzola carabiniere in congedo impiegato nella sede e a Graziano Giralucci, agente di commercio. Biforchiamo il discorso. Spezzone uno: in Italia tutti coloro che hanno fatto parte delle Brigate Rosse & Affini, coloro che si sono resi responsabili morali e fisici di omicidi politici, coloro che si sono distinti per l' "Attacco al cuore dello Stato" godono di grande stima e considerazione, soprattutto negli ambienti di sinistra. Cosa penso? Se provato, un assassino è comunque un assassino, sia che agisca per il proletariato che per il duce. Nessuno nega che abbiano fascino e alcuni siano veri e propri pensatori, vedi Toni Negri, inserito in Francia tra i 25 più grandi pensatori di sempre. Montanelli si era espresso in un senso: lasciamoci alle spalle il passato e riconciliamoci, vittime e carnefici. Il tempo "condona". Ma lui la pensava così anche per criminali nazisti come Priebke. E' un discorso nella logica montanelliana trova una sua logica. E visto che anche la galera condona, dopo aver scontato la pena per i loro reati è giusto che anche i "sovversivi" escano e tornino in piena libertà.
Ma possono costoro andare in parlamento a rappresentarci? I pareri sono discordanti. Una corrente di pensiero dice che dopo aver pagato per le loro pene hanno il diritto di tornare cittadini "normali" con pieni diritti. C'è chi dice però che il loro non è un modo di pensare compatibile con le istituzioni democratiche. Liberi si ma fuori dall'amministrazione della cosa pubblica. E' un dibattito interessante e importante, anche perchè se ti chiami Olga D'Antona e se sei vedova di una vittima delle nuove Br, ti può capitare di essere invitata ad un convegno dal tuo partito, i DS, e di trovarti fianco a fianco con Adriano Sofri, condannato a 22 anni di reclusione come mandante dell'omicidio del commissario Calabresi. Non deve essere una bella sensazione. Lasciamo in sospeso il discorso. Piccolo off topic: Sofri da del fascista a Travaglio per l'attacco all'indulto. (?). Spezzone Due: "Ieri il ministro Ferrero aveva annullato la nomina di Susanna Ronconi nella Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze, consulta dalla quale la stessa Ronconi si era dimessa. L'annullamento della nomina era stato motivato perché l'incarico era "illegittimo" in quanto Susanna Ronconi è interdetta dai pubblici uffici e la Consulta, pur non dando luogo ad alcuna forma di remunerazione dei propri membri, partecipa all'iter formativo della decisione della pubblica amministrazione". Ma il ministro non poteva prima dare un'occhiata alla sentenza della Ronconi? Queste leggerezze mi fanno innervosire...
Rendersi conto di una leggerezza del genere dopo una comunicazione di indagine! Al di là di tutto, è un discorso parecchio delicato. Si che erano anni particolari. Si che alcuni lottavano davvero per i diritti dei lavoratori. Si che alcuni hanno rivoluzionato le università. Si che alcuni col tempo sono cambiati. Però le canne di alcune pistole stanno ancora fumando...