venerdì 27 ottobre 2006

La morte dell'appartenenza


Ogni giorno che passa Silvio Berlusconi mi manca sempre di più. Quando c'era Silvio la vita era più facile, si sapeva bene da che parte politica stare: quella più lontana possibile da lui. Non ci si chiedeva mai "Ma siamo sicuri che i nostri non ci faranno pentire?": dopo Silvio pensavamo che nessuno potesse riuscirci. Si ragionava in termini di apparenenza politico-ideologica. E si riusciva ad indentificare le proprie idee nei vari leader. Ho votato convinto per l'Ulivo senza alcun dubbio. Perchè appartenevo a quel movimento, a quella idea della politica, a quel progetto che sembrava una rivoluzione culturale giovanile. Alle manifestazioni vedevo studenti e studentesse convinti come me, persone di cultura che appartenevano in quel momento ad un discorso che ci univa in un cerchio grande, pensavamo grandissimo, che era 100 volte meglio quello della destra. E quel cerchio lo era. Erano quelli al centro del cerchio che non andavano bene. Oggi cosa devo fare? Di chi mi devo fidare? A chi devo appartenere? E' una miseria politica e umana quella che mi si presenta davanti, e che mio malgrado mi rappresenta. Ho votato per un governo opposto a quello di Silvio e mi ritrovo leggi che sembrano scritte da lui. Cioè meglio di quelle che lui stesso avrebbe potuto fare. Leggi che se le avesse fatte lui le piazze sarebbero perennemente in sommossa, altro che i quattro gatti di Vicenza. Voto per mandare in galera i truffatori, gli evasori, i corrotti e i corruttori (a volte confluiscono tutti in un unico uomo basso) e Prodi manda via di galera 25.000 detenuti (dovevano essere 7.000). Voto Prodi perchè rivoluzioni la televisione pubblica e ridimensioni quella merda privata e presentano un disegno di legge ridicolo e gattopardiano. Voto Prodi perchè penso possa accogliere la proposta di legge "Per un'altra TV" sponsorizzata dalla Guzzanti, legge che sbatterebbe fuori dalla televisione pubblica i partiti, come la BBC inglese, e rivedo una lottizzazione selvaggia e senza vergogna. Noi di sinistra non vogliamo una rai di sinistra cazzo! Vogliamo una tv di qualità, per il resto abbiamo Mediaset. L'appartenenza che sentivo, che toccavo tra la mia gente, quell'intesa su degli ideali comuni dov'è ora? Fassino, D'Alema, perchè vi ho votato? Dove siete? Beppe Grillo propone un reset totale. E' arrivato il momento di farlo. Andatevene tutti a casa, tutti, maggioranza e opposizione, mandiamo solo gente nuova, non fatevi più vedere, e fatelo per la nostra appartenenza. Onorate quegli ideali che in teoria ci accomunavano, non ingoiate sporchi compromessi. Due mandati sono più che sufficenti a cambiare il volto di una nazione. Se non ci si riesce meglio cambiare lavoro e andare il più lontano possibile dalla politica (iscriversi a Forza Italia per esempio). Due legislature e poi a casa. Stop e senza eccezioni. I pregiudicati lontano 1 Km dal parlamento, stop e senza eccezioni. Pacs e laicismo, stop e senza eccezioni. Politica, stop e senza eccezioni. Non mi mordo la lingua per l'appartenza, ho un cervello e voglio usarlo. Perchè io sento di appartenere e non pensarla come coloro che pretendono di appartenere mi onora, vuol dire che ancora ho qualche rotella. Se non siete in grado di rispettare il nostro pensiero, le nostre idee, il nostro voto che ora vi legittima, non c'è problema, tornate a casa, ve ne saremo grati. Stop e senza eccezioni.

L’appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile
è quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con un'aria più vitale che è davvero contagiosa.
Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto avere un luogo un posto più sincero,
dove un bel giorno
magari molto presto
io finalmente possa dire: questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di un sforzo collettivo per ritrovare il mondo.
Gaber

lunedì 23 ottobre 2006

Felice con 567.000 euro l'anno


Circa una settimana fa Cuffaro aveva minacciato di intraprendere uno sciopero della fame contro i tagli della finanziaria alle regioni. Sciopero della fame invocato anche da Sandro Bondi contro il disegno di legge Gentiloni sulle televisioni. Ma perchè non hanno continuato fino in fondo? Proprio oggi esce su Repubblica un articolo veramente interessante dedicato alle spese che la Regione Sicilia sostiene per pagare gli stipendi ai dirigenti regionali. Pensate che la regione Lombardia paga per i suoi dirigenti 19 milioni di euro annui... tanto eh? La regione Sicilia, rappresentata nel mondo dall'indagato Cuffaro ne spende ogni anno 162. 162.000.000 €!!! Dopo questo articolo di Repubblica Dio ha depenalizzato la bestemmia per i tre giorni lavorativi successivi all'articolo. C'è un personaggio, Felice Crosta, direttore generale della neonata Agenzia per le acque e i rifiuti, personaggio che merita un post a parte che sto preparando con precisione chirurgica, che ogni giorno guadagna 1.500 euro. Mia madre, impiegata statale nella sanità, ne prende 1.200 al mese. Forse un po' meno. Ma lei fa anche i rientri pomeridiani. Alla fine di ogni anno questo Felice (cazzo se non lo è lui...) porta a casa più di 567.000 euro. Non è giusto. Ogni uomo deve avere diritto ad una retribuzione adeguata ai tempi... Felice Crosta rischia la fame e noi non facciamo niente per salvarlo e pensiamo all'antimafia... Propongo una petizione on line. Mi sembra giusto che i dirigenti regionali abbiano una paga adeguata, anche considerando che abbiamo debiti per soli 1.300.... è difficile scriverlo a numeri.. un miliardo e trecento mila da pagare fino al 2027 nella sola sanità. Anche su questo sono d'accordo. Coloro che verranno dovranno ricordarsi di chi li ha preceduti... pensate se i romani avessero demolito il Colosseo... Colui che ricopriva la carica che adesso è di Crosta, Roberto Jucci, lo faceva per ... 0 (zero) euro al mese, e 0 (zero) all'anno. Aveva solo il rimborso delle spese. In un anno era riuscito a far aumentare la fornitura d'acqua. Infatti dopo un anno si sono chiesti “vuoi vedere che questo fa il suo lavoro” e prontamente fu cacciato e sostituito con Happy.


Questo post è stato scritto facendo prevalere la vena ironica più che quella pragmatica, perchè non si può trattare seriamente,da siciliano, senza sentirsi impotente e umiliato quello che sta accadendo. Sapevamo tutto noi, e abbiamo provato a mandare a casa Cuffaro e tutta la sua allegra compagnia, ma la maggior parte dei siciliani non ce lo ha consentito... Cosa resta da fare? Sperare che la magistratura faccia il suo dovere, e nel frattempo, per quanto riguarda lo sperpero del nostro denaro, chiedere spiegazioni a Cuffaro direttamente, tramite questo indirizzo: info@totocuffaro.it o dilloacuffaro@regione.sicilia.it


Il link all'articolo di Repubblica è questo:

www.repubblica.it/2006/10/sezioni/cronaca/

stipendi-sicilia/stipendi-sicilia/stipendi-sicilia.html

leggetelo e poi fategli le domande che volete. E si ricordi, Cuffaro, che ha l'obbligo di rispondere, in quanto quelli che fanno felice Felice sono soldi nostri.

sabato 21 ottobre 2006

Roberto Saviano


Su questo blog troppo volte si parla di personaggi squallidi, di indagati, di condannati e di aspiranti tali. Non ho detto Cuffaro, siete voi che lo avete pensato. Forse perchè la penso come Michele Santoro: ci sono già troppi che parlano della parte bella dell'Italia. Noi preferiamo risultare meno simpatici ma parlare dei problemi reali. I problemi reali, quelli delicati e compromettenti non pagano in termini di audience per quanto riguarda la tv e visite per quanto concerne internet. Stasera però voglio dedicare il mio piccolo spazio ad un uomo che ha le palle quadre, ad un uomo che sta cercando di cambiare il futuro della sua terra con una penna, ad un uomo che ha chiamato i boss della sua regione per nome e cognome indicandoli come nullità. E' uno scrittore, si chiama Roberto Saviano e vive in Campania. Ha scritto un libro, Gomorra, che consiglio convinto a tutti coloro che rinunciano ai falsi patriottismi e prendono di petto i problemi, senza timori. Non lo consiglio alla gente di merda che lo sta isolando nella sua città. Quella parte dell'Italia di merda che addita come infame chi non sta zitto, si alza da una sedia scomoda e ci sale sopra. Saviano si è scagliato contro la camorra con un libro, ha istigato i suoi concittadini a ribellarsi alla forza camorrista che senza la complicità della paura non vale nulla. I suoi concittadini, non tutti ma buona parte, per ringraziarlo gli hanno fatto terra bruciata attorno, e lo hanno lasciato completamente solo. E' questo che fa più paura delle lettere e delle telefonate minatorie. Entrando da un fornaio si è sentito dire "Proprio qui deve comprarlo il pane" E' lo stesso fornaio che probabilmente lecca il culo al boss di turno. Mi ricorda qualcosa questo isolamento... quando nel 92 fu ucciso mio zio Paolo e mio nonno cominciò a denunciare i suoi killer, gli abitanti di Lucca Sicula lo evitavano, facevano finta di non vederlo e gli negavano anche il saluto. Ed è una cosa che ti uccide più del piombo questa, perchè tu sei una vittima, non un carnefice, e la società civile dovrebbe stare con le vittime, non con i carnefici. Il sindaco di Napoli infatti, una che non sopporta si parli male della sua città ( i panni sporchi di sangue si lavano in famiglia) lo ha definito "simbolo di quella Napoli che lui denuncia". Ora io credo che Rosa Russo Iervolino abbia anche i neuroni in menopausa. Saviano fa quello che lei dovrebbe fare e non fa. Questa si chiama connivenza, sia chiaro, e se ne ricordino i napoletani che il loro sindaco, eletto una seconda volta scredita chi lotta contro la camorra. Saviano è molto diverso dalla Iervolino. Manda a fanculo la camorra, scrive libri, scrive sui giornali, gira e parla dai palchi, cerca di diffondere coraggio tra la gente, li invita a ribellarsi e a liberarsi dalla paura che li rende schiavi della camorra. Essa esiste solo grazie alla loro paura. Come si fa combattere la malavita con gente come la Iervolino nelle istituzioni? Volevo dire a Roberto che le persone per bene stanno con lui, e che in ogni momento saranno presenti anche fisicamente, e di questo può e deve tenerne conto. La gente che lo insulta, che lo isola dovrebbe farsi schifo due volte, una per quello che fa ad un uomo che lotta anche per i loro diritti, e due perchè non fa un cazzo per liberarsi da una criminalità che li divora. Non chiamamo in causa la paura perchè è ridicolo. Paura di cosa? Di essere ammazzati? Ma per la nostra paura quanti altri moriranno? Saviano da solo è in pericolo, ma se accanto a Saviano ci fosse tutta la Campania? Silenzio è complicità. Paura anche. Ora basta falsi moralismi e politically correct, togliamo la gente comune da sotto la campana di vetro, le mafie sono un problema di tutti, non solo di chi viene ammazzato.

martedì 17 ottobre 2006

Tutto quello che avreste voluto sapere su Cuffaro e non avete mai avuto il coraggio di chiedere


In questo post chiedo il vostro contributo, è fondamentale. Chiedo a tutti coloro che leggeranno, soprattutto ai siciliani, di pensare ad una domanda e poi postarmela nei commenti. Vi chiedo di pensare alla prima cosa che chiedereste all'indagato Cuffaro se foste nella condizione di farlo, come ad un dibattito, ad una conferenza stampa o qualcosa di simile. Voi e lui uno di fronte all'altro e la piena libertà di porgli la domanda che ritenete più significativa e importante, non le uniche che il suo ufficio stampa vi concede. Non è una cosa senza senso, anzi, è molto interessante. Raccoglierò tutte le vostre domande e ne farò buon uso, naturalmente tutto a mio nome, tanto prima o poi dovrà querelarmi. Chiedete in giro, a tutti coloro che credete interessati, e poi postate senza pietà alcuna, qui non si censura nulla. Si può chiedergli di tutto, dalla politica alle sue amicizie mafiose (Aiello & C), dai suoi appuntamenti segreti con indagati alla sua bramosità nei baci agli sconosciuti (tema disponibile per tesi di laurea), dalla sua squadra assessoriale ( chiamata anche Ucciardone Boys) ai suoi rapporti con Pierferdy Casini, il suo avvocato. Io ho già 150-200.000 domande da fargli... e sono molto curioso di sentire le vostre. Forse sono bastardo... ma solo un pò. Un uomo politico deve rispondere al suo elettorato, a maggior ragione un onesto presidente di regione che non ha nulla da nascondere. E basta a chi dice che si è avvalso della facoltà di non rispondere... era chiaro che era davvero senza voce... ci metto la mano sul fuoco! La prima "question" che mi viene in mente è quella che mi ha proposto un mio amico erasmus, un greco, Aristotele, che mi ha scritto: "Presidente, lei dice che la mafia fa schifo. In questo momento lei è indagato per mafia. Quindi lei si fa schifo assieme a tutta la sua struttura politica?" Forse è una domanda troppo estrema, ma ha fantasia il ragazzo, è un 68ttino... un pò comunista. E' il gioco del giornalista straniero: voi fate le domande e l'intervistato risponde. Quando dici queste cose ad un giornalista italiano ti dice " Ah ma si può?" Brutto periodo questo per i giornalisti italiani... quindi arrangiamoci, creiamo questa scaletta di domande virtuali e poi si vedrà... in un modo o nell'altro avremo sempre visibilità, sempre. Mi raccomando, datemi un mano, fategli male per una volta! La migliore domanda riceverà come premio un posto in prima fila nell'aula di tribunale dove sarà pronunciata la sentenza di 1° grado del processo Cuffaro. Vitto e alloggio compresi. Allora? Sto già aspettando...

lunedì 9 ottobre 2006

Le parole di Paolo Borsellino oggi.


Ho avuto la fortuna di recuperare su internet il video della lezione che Paolo Borsellino tenne a Bassano del Grappa il 26/01/89 presso l'Istituto Tecnico Professionale. Tre anni prima di saltare in aria. Credo che ancora nessuno avesse trascritto almeno la parte fondamentale di quel discorso, figuriamoci pubblicarla. Io non farò altro che pubblicarla adesso, e non farò nessun riferimento, nessuna ironia. L'attualità di quelle parole è sconcertante, la lungimiranza di quest'uomo, di certo non nuova, e la sua intelligenza mancano tanto, troppo alla Sicilia. Dove sono i Falcone, i Borsellino, dove sono. A parte Ingroia, completamente isolato per bene, dove sono i magistrati? Se Borsellino avesse detto quelle frasi oggi sarebbe il peggiore bolscevico, sarebbe un persecutore di Cuffaro. Ricordo anche, a chi non lo sapesse, che l'On. Casini, ex presidente della Camera e dell'UDC, partito del presidente indagato, ha scommesso sulla innocenza di Cuffaro. Ma alla brava gente non serve la sentenza perpoter giudicare. Copiate, stampate, pubblicatele, inviatele ai vostri contatti, fate ciò che volete ma non lasciate queste parole su questo blog. Creiamo una rete non solo virtuale e diamo voce a chi per la libertà dei siciliani è saltato in aria.


26/01/1989 Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa
Lezione di Paolo Borsellino tre anni prima di saltare per aria
"L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati."

venerdì 6 ottobre 2006

Un blog ai vostri figli


Sono passati più o meno 6 mesi dal giorno in cui mi convinsi ad aprire un mio blog personale. Ero titubante, o forse poco interessato. Poi ho cominciato a scrivere ogni tanto, quando accadeva qualcosa di importante. Sono arrivato a scrivere un post ogni 2 giorni. Ad oggi sono circa 45 post.
Questo piccolo spazio su internet mi ha dato davvero tanto, forse ha reso un pò diversa la mia vita, il mio modo di pensare, e quello di scrivere. Più scrivo più mi rendo conto del potere che ho, della libertà che mi lascia un foglio bianco che tutti possono leggere e commentare. Ho totalizzato circa 5000 visite, con una media di 27 visite al giorno e picchi di 200. Sono numeri da giornalino di paese che però raggiunge tutto il mondo. Prima per essere letto l'unica possibilità erano i giornali, praticamente inaccessibili. Tutto ciò che uno voleva dire rimaneva non detto e solo ciò che i giornali volevano andava in stampa. Era una democrazia monca, imperfetta. Adesso in 5 minuti chiunque può creare il suo giornale, mettere foto, canzoni, video, può condividere con il mondo le sue idee, e ricevere quelle altrui. E' un evoluzione della comunicazione che dal basso sta diventando una fonte importante per l'opinione pubblica. E credo che un passo che ogni genitore possa fare in questo momento è regalare un blog ai propri figli. Un piccolo diario on-line dove scrivere piccole avventure giornaliere, cuori spezzati e "grandi" drammi scolastici. Una valvola verso il mondo, un alternativa alla porta sbattuta quando si litiga con i genitori, un modo nuovo di aprirsi al mondo, un'occupazione che toglie tempo ad altri utilizzi di internet da parte dei bambini. Comunicare è un'esigenza, e internet è una finestra sul mondo, dove altri miliardi di persone si affacciano una di fronte all'altra. Apritevi un blog e dite quello che vi pare senza censure, cominciamo a liberarci di un'informazione troppo compressa in un campo di forze che non lascia ossigeno per le cose fastidiose. Possiamo andare davvero lontano senza l'aiuto e il permesso di nessuno.