lunedì 24 luglio 2006

Sulla giustizia niente schifezze: cada il governo


Fino a tre mesi fa avevo le idee così chiare che se al posto di Bertinotti o Rutelli avessero mandato me ai dibattiti televisivi con Silvio&C avremmo vinto con il 60%. Con gli uomini giusti si può fare un programma di governo in due pagine: mettiamo come priorità GIUSTIZIA, LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE, LIBERALIZZAZIONI. Dalla risoluzione di questi punti scaturiscono miliardi di euro per le casse dello stato e per i servizi (scuole, sanità, sicurezza) e la logica conseguenza che chi sbaglia nel piu’ breve tempo possibile finisce in galera. Ho votato con il sangue la coalizione di centrosinistra per due ragioni principali: mandare subito a casa Silvio Berlusconi e la ciurmaglia indegna di personaggi affiliati, e, subordinatamente, perché mi fidavo di quella coalizione che dopo l’esperienza del 96 credevo piu’ matura, determinata e DIVERSA, e in grado di risolvere i tre punti sopra citati. Prodi mi sembrava un leader, forse non carismatico ma reale. Ho votato per la lista dell’Ulivo alla camera nonostante le liste chiuse contenessero in Sicilia nomi vecchi e stravecchi (per la serie facciamo spazio ai giovani e non garantiamo i veterani inconcludenti). Alcuni analisti scrivono che l’impronta di un governo si decifra nei primi 100 giorni. Hanno ragione. Perché in 100 giorni c’è tutto il tempo di dare almeno un segnale di discontinuità, che era ciò che gli italiani chiedevano. Dopo il piu’ illustre Scalfari, devo ammettere anch’io che questo segnale non c’è stato, e a parte alcuni personaggi come Bersani, Di Pietro, Lanzillotta, Bianchi e Ferrero, tutto è rimasto identico al regime Berlusconiano, sia nei toni che nei fatti. Addio sogni spagnoli, addio Zapatero. Non escludo che il ridotto margine al Senato abbia provocato un ridimensionamento dei progetti, ma noi abbiamo votato a sinistra per qualcosa di diverso, e se ciò non è possibile torniamo a votare, non vogliamo compromessi già vissuti e stravissuti. Ricordo benissimo che in un precedente post scrivevo che al di là delle capacità di Prodi, sul mio voto avrebbe influito al 90% il fattore giustizia: voto un uomo diverso da Berlusconi che non ha la fedina penale di un pluriprocessato. Parola chiave GIUSTIZIA. Giustizia senza se e senza ma. Un governo intransigente, rigoroso e deciso, comunque vada, merita il favore di bel oltre il 50% del paese. Gli italiani erano stanchi di Tangentopoli, Parmalat, e Cirio. Volevano un governo che controllasse e proteggesse. E non è ironico il mio titolo. Sarei felice che il governo cadesse sul paventato INDULTO piuttosto che sul rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan. Credo che oggi o domani andrà in aula un provvedimento che ha del vergognoso, e su cui nessun segretario dei partiti dell’Unione, a parte Di Pietro, ha proferito parola. Dove sono finiti i combattivi Fassino, D’Alema, che si dicevano baluardi della giustizia? Basta solamente dire che sarà votato compatto da Forza Italia. E se un provvedimento di giustizia è votato da Forza Italia io mi preoccupo. Disegno di legge chiamato indulto, che merita qualche chiarimento: SCONTO DI PENA DI 3 ANNI A TUTTI I CONDANNATI PRIMA DEL 2006, ESCLUSI I CONDANNATI PER REATI GRAVI (PEDOFILIA, VIOLENZA SESSUALE, TERRORISMO INTERNO ED INTERNAZIONALE E REATI MAFIOSI). Ma i reati finanziari, i reati di corruzione, di falso, di corruzione e concussione dei confronti della pubblica amministrazione, non sono considerati gravi? Giusto per rendere limpide le acque, il primo a beneficiarne sarebbe Cesare Previti, condannato a 5 anni di domiciliari, che con questo sconto triennale sconterebbe i restanti due in comunità di recupero e affini. L’unico a dissociarsi da questo silenzio assordante e misero è stato Antonio Di Pietro, che mai sulle questioni della giustizia si è fatto tirare in mezzo. Per questo è stato relegato alle infrastrutture e non alla giustizia. Hanno mandato Mastella, uno a cui io non darei neanche le chiavi della macchina per parcheggiarla. Illustre Di Pietro, lei hai detto che si trova in mezzo ad una scelta difficile: da una parte valori di una vita, e dall’altra le responsabilità di governo. Di Pietro, non scenda a compromessi sulla giustizia: lei è l’unico ministro sulle cui doti morali ed etiche nessuno, tranne Casini (quindi nessuno) può permettersi di avere dubbi. A scanso di equivoci di appartenenza, io non ho mai votato (fino ad ora) L’Italia dei Valori. Il sig.Di Pietro ha passato tutta la vita a perseguire soprattutto questi furbetti che con i soldi degli altri hanno fatto fortuna. Ha scatenato Tangentopoli e ha posto fine ad un’era politica. E’ un eroe non meno di coloro i quali sono morti per la giustizia. Giustamente non si sente moralmente disponibile a votare una simile schifezza. E ha tutti i diritti per non farlo.Destra e Sinistra la pensano in maniera identica sulla giustizia: Berlusconi aveva detto che era morale evadere le tasse, e per questo è stato travolto dalle polemiche. La sinistra voterà un provvedimento che sconterà le pene di coloro i quali hanno truffato e rubato e non pagato le tasse. Cosa cambia sostanzialmente? A queste condizioni io personalmente non ci sto, meglio cadere e andare a votare che essere dalla parte di chi premia chi ha sbagliato sulle spalle dei cittadini.

sabato 22 luglio 2006

La Francia ha ragione, Materazzi alla ghigliotten!


Ho analizzato con cura le immagini della testata mondiale che forse è costata la coppa alla Francia. Ho perso intere giornate a vedere e rivedere alla moviola l'accaduto e alla fine sono arrivato ad una conclusione che farà saltare sulla sedia quei pizzaioli italiani. Non si è trattato di testata ma di PETTATA. E' chiarissimo, rivedendo le immagini, che è stato il difensore interista dell'Italia, Marco Materazzi, con una forza inaudita (che andrà verificata in sede di antidoping) ad attirare a sè la testa incolpevole dell'eroe Zidane. Vedete che Materazzi gonfia incredibilmente il petto e dal labiale si intuisce qualcosa come "Vieni a me sporco francese". Solo tifosi e tv italiane potevano protestare per le due giornate di squalifiche inflitte al pettatore. Ha fatto bene la FIFA a risarcire Platini & C del mondiale rubato dai pizzaioli. E ha fatto bene Blatter a non premiare gli azzurri e andare negli spogliatoi a consolare Re Zizou. Il presidente Chirac si è detto orgoglioso di Zidane,che ha reagito da uomo d'onore, come Provenzano, che per la Famiglia farebbe colpi di testa. Ha anche proposto di promuovere a saluto nazionale questo gesto. Tutti in Francia, al posto di Salut devono prendersi a testate. Questo si che è patriottismo! Ma torniamo alla pettata di Materazzi. E' inaudito che il mondiale rimanga ai parassiti italiani. Per fortuna la FIFA ha fatto passare, anche per esempio ai bambini che si affacciano al mondo del calcio, il concetto che la reazione equivale alla provocazione. Anzi, i giocatori, già dalle categorie giovanili, dovrebbero essere muniti di coltelli per risolvere subito la questione sul campo, senza moviola. E'un bell'esempio di vita e di convivenza, grazie FIFA e grazie Francia. La sportiva madre di Zizou si è detta dispiaciuta, e ha proposto addirittura di prendersi cura dei testicoli di Materazzi per chiudere la questione. Che finezza i francesi, lezioni su lezioni! Ma lasciamoglielo questo mondiale agli straccioni italiani, tanto la Francia può vincerlo quando vuole. Anzi, diciamo anche che lo ha voluto perdere questo mondiale. Tiè Italia!

giovedì 13 luglio 2006

L'indagato censura e se ne vanta. Il nostro problema non è la censura, è il traffico


Io sono un visitatore affezionato e assiduo del sito dell'indagato Cuffaro; devo confessare che quasi quotidianamente navigo per quelle pagine ricche di poesia e domocrazia.E da questi miei viaggi infatti nacque l'idea di scrivere una lettera a presidentissimo per chiedergli come avrebbe fatto a donare i proventi delle sue casue vinte per diffamazione alle famiglie delle vittime di mafia quando lui stesso è indagato per favoreggiamento alla mafia. Ma senza malizia, per puro spirito di masturbazione mentale. Può un (presunto) favoreggiatore di mafia far bene alle famiglie distrutte dalla mafia? Se uno è intelligente dice "NO" , e non mette l'avviso sul sito. Infatti.Oggi sono tornato nel sito della legalità, della democrazia e della lotta alla mafia, come amo definirlo, che, per i tanti fans è http://www.totocuffaro.it/. E rileggendo la temutissima pagina di avviso ai diffamatori ho analizzato con attenzione il trafiletto sotto quello da me incriminato.

SKY ITALIA NON TRASMETTERA’ “LA MAFIA E’ BIANCA”"A seguito della diffida con atto extragiudiziale notificata a SKY ITALIA dall’avv. Salvatore Ferrara, legale dell’on.Cuffaro, non sarà trasmesso il video “La Mafia è bianca” realizzato da RCS, calunnioso e denigratorio nei riguardi del Presidente Cuffaro."

In povere parole mie, l'indagato e il suo staff riescono a censurare (perchè questo tramite minaccia legale hanno fatto) un documentario e lo scrivono anche e se ne vantano anche. ( non è un errore mi piace scriverlo così! presidente non mi quereli perchè sono un asino!) Giusto per chiarire di che tipo di documentario stiamo parlando,il lavoro di Bianchi e Nerazzini è stato premiato durante la cerimonia per l'addio a Rai News 24 del direttore Roberto Morrione. C'erano i migliori giornalisti italiani. "La mafia è bianca" rappresenta un lavoro eccelso caro Presidente, e dice tutta la verità, incontrovertibile, infatti non è mai stata condannata in tribunale. Questi giornalisti rappresentano tutto il contrario di UNo a caso: correttezza, lealtà, trasparenza, coraggio, intelligenza e onestà."Calunnioso e denigratorio"??? Oh voi esperti della diffamazione e della persecuzione dei diffamatori, se così fosse non sarebbero già sotto processo produttore e giornalisti? Non so se prendermela di piu' con MERDock e con Sky perchè non hanno avuto le palle per andare avanti (forse per non compromettere un rapporto che in futuro poteva fruttare qualcosa tramite dirette esclusive,speciali dalla Sicilia) o se con questi censori che sbandierano le loro malefatte alla faccia dell'art. 21 e alle piu' elementari regole del pluralismo. Come si può essere orgogliosi di aver obbligato a nascondere ai siciliani a pochi giorni dalle elezioni le amicizie e i rapporti con i mafiosi dell'indagato Cuffaro. Questo fa schifo come o piu' della mafia. Anche perchè queste intimidazioni sono mafia. Caro Presidente, lei scrive che ha vinto le elezioni nelle regole della democrazia... ma se un politico non è trasparente, se vieta ai mezzi di informazione di diffondere notizie che lo riguardano, si può ancora parlare di demcorazia. Io mi verognerei, ma, siccome ho visto la Mafia è bianca, capisco che lei non può farlo.

giovedì 6 luglio 2006

Il mio blob su internet


Finalmente dopo miliardi di tentativi di compressione e di caricamento sono riuscito a inserire su Google Video il blob che ho realizzato per l’esame di “Semiologia del cinema e degli audiovisivi” dal titolo emblematico: “La mafia è bianchissima, ha gli occhiali e bacia tutti”. Chiunque può vederlo, scaricarlo, masterizzarlo; potete farci quello che volete insomma. E’ un filmato molto forte, sia nel linguaggio che nei contenuti, pieno di rabbia e di sdegno verso la mafia e verso chi la rappresenta, in qualsiasi ambiente e in qualunque veste. Vi avverto prima così chi vuole può astenersi, onde evitare di sentire le solite critiche “cattoliche” per le bestemmie del giornalista Mosconi che appaiono nel video ma ben contestualizzate in un climax di rabbia che esplode in una blasfemia appunto .
La storia di questo lavoro è particolare, e per raccontarvela uso la descrizione che ne ho fatto per presentarla al Prof. Ferrio, docente eclettico e di straordinaria sensibilità onirica che mi ha dato la possibilità di impegnarmi per la prima volta con i mezzi tecnici degli audiovisivi e soprattutto di toccare argomenti così delicati con uno sguardo “visionario-Ghezziano” che dona a questo blob forse l’essenza più intima e controversa di me stesso.

Indirizzo del blob: http://video.google.com/videoplay?docid=4621656281394905380

Titolo: “La mafia è bianchissima, ha gli occhiali e bacia tutti.
Durata: 15 min.
Autore: Benny Calasanzio
Genere: Blob

Questo è un blob forte. Forte nel linguaggio, forte nei contenuti, nelle voci e anche nei silenzi. Ho realizzato tutto in due giorni, lavorando senza sosta, come per paura di perdere quella incazzatura che ho dentro e dalla quale ha tratto linfa questo blob. Poi mi sono reso conto che quell’incazzatura non passerà mai, ma esprimerla in maniera artistica fa star meglio. Quindi la considererò come una sorta di psicanalista che tramite questo blob tira fuori la mia parte più intima.
La mafia, argomento principale. Cuffaro, argomento associato.
Ho realizzato questo blob con questi contenuti in un momento molto particolare per me e per la mia regione: le elezioni regionali nella mia Sicilia che vedono candidati il meglio e il peggio di essa. Rita Borsellino, senza presentazioni, e il presidente uscente, Totò Cuffaro, impresentabile, indagato per favoreggiamento aggravato alla mafia.
E la rabbia nasce dal fatto che forse sarà rieletto. E da qui dico che i siciliani non hanno capito nulla fino ad adesso. Se me lo permette dico che non hanno capito un cazzo.
Per quanto riguarda i materiali, ho utilizzato “La mafia è bianca”, documentario che ricostruisce i rapporti tra mafia, sanità e Cuffaro; “I cento passi” film di Giordana sulla vita di Peppino Impastato, giornalista-eroe siciliano ucciso dalla mafia; alcuni fuori onda del giornalista Mosconi, celebre per le sue blasfemie; spezzoni di una mia discussione sulla mafia siciliana registrati in camera mia; spezzoni originali della trasmissione radio Onda Pazza di Peppino Impastato, andati in onda sulla sua radio (Radio Aut).
Non so se sarà un blob capito e accettato, ma è davvero una esteriorizzazione di tutto quello che ho dentro.
Bestemmie, come quelle di Mosconi, perché ancora non si riesce a capire dove sta la mafia e dove la giustizia, perché un presidente intercettato a telefono con un mafioso è normale.
Emozionante la vera voce di Peppino Impastato, con, sullo sfondo, il faccione da muffin del presidente forse colluso con la mafia. Vedo questo blob come un percorso. Comincia con “Questa è una storia di mafia… c’era un a volta tanto tempo fa” un viaggio, forte, a tratti commovente a tratti vomitevole. Alla fine di questo viaggio pieno di rabbia affiora una speranza in un nome, Rita Borsellino. Borsellino che in Sicilia ricorda tanto. Troppo poco ancora. Rita è una storia lunga appunto, e quindi spero si possa partire, su un ape o su un aereo, per costruire una Sicilia da perderci la testa, da innamorarsi follemente, senza essere traditi. Il mio linguaggio nei miei spezzoni di “intervista”, volutamente forte, quasi volgare, per dare l’idea dell’indignazione che ho dentro, che i siciliani non sono tutti succubi della mafia e della cultura mafiosa e clientelare.
“Lei sa troppe cose, anche quelle che non dovrebbe sapere” dice Cuffaro ad un deputato che legge la mozione di sfiducia. Anche io ne so tante visto che mio nonno e mio zio sono state riempiti di piombo per non aver ceduto alla logica mafiosa. Ma voglio dirle, anche attraverso un blob, che mi da la possibilità di esprimere tutto per immagini, per collegamenti, per ironia e per lacrime. Non so se le piacerà, di certo dopo l’esame ne farò una cinquantina di copie e le regalerò ai miei amici giù, non perché penso sia un’opera d’arte, ma perché credo sia venuto fuori il vero me stesso. Questo blob è un’esplosione ripetuta mille volte, in mille piccoli clip, coerenti al loro interno nella loro apparente casualità.
Questo è tutto, o “questo è il giardino” come direbbe Mozzi.
Benny Calasanzio