martedì 27 giugno 2006

Progetti antimafia futuri


Di questi tempi scrivo di meno sul mio blog, ma Giugno e Luglio per uno studente universitario sono mesi infernali, sia per il caldo padovano che per la mole di esami. Occupatissimo con gli esami ma con la testa sempre in movimento. Cominciamo con le news: oggi ho avuto l'esame di Semiologia del cinema e degli audiovisivi, per il quale avevo realizzato il blob intitolato "La mafia è bianchissima, ha gli occhiali e bacia tutti". Al professore è piaciuto tanto e mi ha dato un bel 30 e Lode e di ciò sono felice naturalmente. Ma il motivo per il quale vi parlo di ciò è che ho intenzione di caricare su google video il blob, consapevole che probabilmente qualcuno si arrabbierà perchè è, diciamo... tagliente! Lo passerò in avi e poi vi darò l'indirizzo per vederlo.
Poi ho preso la decisione quasi definitiva di realizzare quest'estate un documentario-inchiesta sull'assassinio di mio zio e di mio nonno (nella foto, vittime innocenti della mafia), naturalmente a Lucca Sicula (AG). Sono indeciso perchè non so bene a cosa vado incontro. Le possibilità sono due: o mi ignorano e rispondono alle mie domande (vorrei intervistare gli ex soci di mio zio e di mio nonno, magistrati che hanno seguito l'inchiesta, carabinieri ecc.) o qualcuno si incazza e... boh. Comunque alla fine siccome sono coglione, e pure indegno (parole di Silvio) lo farò. Voglio capire bene come sono andate le cose, accertare se da parte di qualcuno potrebbe esserci stata qualche responsabilità, se chi avrebbe dovuto proteggere mio nonno non l'abbia fatto a dovere, se a Lucca questa storia fa ancora paura. Ho bisogno di collaborazione però. Innanzitutto tecnica: non ho mai utilizzato una telecamera, non ho mai realizzato riprese e non ho i mezzi tecnici. Dimenticavo che non ho neanche soldi. Sarà completamente autofinanziato e forse affiancato da un libro, un diario di bordo. Si accettano con moltissimo piacere proposte da coloro che si volessero accollare questo impegno, vi posso assicurare solo che l'unico scopo è lottare, nel nostro piccolo, contro la mafia. Punto. Nè soldi (non ne ho e sto bene così) nè gloria. Solo chiarezza, aria pura, acqua limpida.

venerdì 23 giugno 2006

Liberazione pubblica la lettera


Con un pò di ritardo ho "scoperto" che lunedì 13 Giugno, grazie alla segnalazione di Umberto Santino, Liberazione, giornale di Rifondazione Comunsita, ha pubblicato la mia lettera, un pò tagliata qua e là ma meglio del silenzio assoluto degli altri quotidiani. Per vedere l'articolo in PDF seguite questo link: http://www.liberazione.it/giornale/060613/pdf/XX_11-LET-1.pdf.
Grazie agli amici di Liberazione e al sempre disponibile Umberto Santino!

lunedì 19 giugno 2006

Completata la storia...


Ho appena terminato la prima stesura della storia di mio nonno e mio zio (vittime innocenti della mafia) che consegnerò ad Alfonso Bugea per il suo nuovo libro. E' abbastanza lunga: in cinque cartelle ho cercato di racchiudere 14 anni di ricordi, processi, indagini e anche gli ultimi sviluppi delle indagini che coinvolgono il presidente Cuffaro. Staremo a vedere, visto che Bugea non mi ha dato vincoli. Credo sia venuto fuori un bel lavoro, diretto, senza sentimentalismi e a tratti crudo, che nonappena avrò il permesso, pubblicherò in 3-4 post, che sinceramente non vedo l'ora leggiate. Naturalmente l'articolo sul giornale di Sicilia non è ancora uscito... ma chi ci credeva? Non hanno mai avuto le palle per affrontare inchieste che riguardassero uomini di potere, e poi figuriamoci se avessero potuto pubblicare qualcosa che mettesse in difficoltà il presidentissimo. Alla faccia loro però la lettera è ormai su moltissimi siti web, e questa è la più grande risposta che la rete libera può dare ad una carta stampata che in casi come questi dimostra di essere quantomeno asservita e ligia al padrone. Ho inviato la lettera anche al Manifesto, all'Unità, a Liberazione e a Repubblica, giornale che pensavo adatti a sostenere la mia, la nostra causa. Mi sbagliavo. E' bello immaginare che ci siano delle colonne portanti, dei baluardi delle nostre idee e dei nostre ideologie. Poi però si scopre che a certi livelli, con certi interessi, ognuno comincia un pò a confondersi con l'atro. Verranno tempi migliori anche per la carta stampata. Al più presto vedrete su questo blog la storia integrale (si spera che rimanga la stessa anche in edicola).

mercoledì 14 giugno 2006

Cuffarino indagatino respinge le accuse


Anche di fronte alle intercettazioni telefoniche con la sua voce mentre parla con Aiello, e a quelle ambientali a casa di Guttadauro mentre si parla di lui a proposito del contatto da stabilire con il boss tramite Mimmo Miceli, Totò Cuffaro l'indagato nega tutto davanti ai giudici. E' bene speigare che ieri l'indagato è stato ascoltato in tribunale, cosa che i media, e soprattutto la tv non ha notato. Ma capita di essere sbadati. L'indagato, rispondendo alle domande dei tre pm in aula, ha piu' volte lamentato il tipo di domanda posta, rivolgendosi direttamente ai magistrati: ''Lei non puo' chiedermi questo...'', oppure ''La domanda me l'avrebbe dovuta porre in modo diverso''. Molti i punti in cui le riposte sono state "Non ricordo". Non è stato in grado di chiarire gli aspetti oscuri di tutto quel periodo in cui ha guardato (secondo le indagini) la mafia negli occhi. Potete avere i dettagli della deposizione su www.telejato.it, coraggiosa emittente di Partinico che da anni si batte contro la mafia. Se mi interroga un giudice, in qualunque modo ponga la domanda, se sono innocente riesco a dimostrarlo, anche con difficoltà. Se non ho niente da nascondere dico tutto. Cuffaro nell'interrogatorio trasparente non lo è stato. Ammette di avere «un po´ d´ansia», Totò Cuffaro.(Unità on line) Perché «entrare in un'aula di giustizia da imputato fa sempre un certo effetto». E non ha idea di come sia entrare in un penitenziario... Non sia mai che prima o poi... "A cominciare dai suoi rapporti con l´imprenditore della sanità Michele Aiello al quale nega di aver rivelato notizie sull'esistenza di indagini a carico di Giuseppe Ciuro e Giorgio Riolo, due ex sottufficiali coinvolti nell'inchiesta sulle "talpe" nella procura di Palermo. «Non ho mai riferito notizie su indagini a Michele Aiello, anche perché non potevo riferire una cosa non sapevo», dice. (Unità) Ma come si fa? Ma dico, era o non era la sua voce quella delle intercettazioni con il mafioso Aiello? Era o non era lui il Totò Cuffaro di cui si parlava in casa Guttadauro con Miceli (indagato per concorso esterno in associazione mafiosa) e Aragona (condannato per mafia, per la falsificazione della cartella clinica di Enzo Brusca)? Chissà perchè non si parlava di Claudio Bisio o di Benny Calasanzio! Proprio di lui, Totò Cuffaro, l'indagato, si parlava. Anyway...
P.S. Riconsiglio a tutti di procurarsi il dvd LA MAFIA E' BIANCA, in tutte le librerie!

lunedì 12 giugno 2006

Loro non pubblicano e noi scriviamo


Nonostante i piccolini del "Giornale di Sicilia" cotinuino a fare finta di nulla, il movimento di dissenso avviato con la lettera procede a gonfie vele. Ieri mi ha contatto Alfonso Bugea, giornalista e autore di libri sulla mafia come "Cosa Muta" proponendomi di scrivere una parte del suo nuovo libro raccontando la mia storia personale. Ho accettato al volo, anche perchè sarà distribuito gratuitamente con il giornale di sicilia, non che sia un gran giornale ma lo leggeranno in molti. Sempre ieri ho ricevuto l'e-mail di Umberto Santino, il presidente del centro Peppino Impastato (www.centroimpastato.it) dicendomi che provvederà a spedire la lettera a tutte le famiglie di vittime di mafia, invitandole a rifiutare quei contributi che puzzano. Questi sono due grandi incontri per il nostro cammino!
Infine, ho scritto a Mi manda Raitre, visto che Le iene e Striscia vanno in vacanza...
Cari amici di Mi manda Raitre,

vi scrivo per denunciare una bella e neanche tanto segreta censura ai miei danni da parte del “grande” “Giornale di Sicilia”. Quasi due settimane fa scrissi una lettera al presidente della regione Sicilia, Totò Cuffaro, come familiare di vittime di mafia, chiedendo di escludere la mia famiglia dalle donazioni che avrebbe fatto alle famiglie colpite da lutti mafiosi (come si legge dalle pagine del suo sito internet http://www.totocuffaro.it/avviso.htm); donazioni fatte con i soldi provenienti dalle cause per diffamazione che intenterà contro chiunque lo diffamerà per mezzo internet (blog, forum, siti). Ho chiesto che fino a quando non avesse chiarito la sua posizione di fronte alla giustizia, non avrebbe dovuto tenerci in considerazione per qualsiasi iniziativa antimafia, visto che di mafia è indagato.

Questa lettera è stata pubblicata su moltissimi siti, alcuni di visibilità nazionale, come http://www.antoniodipietro.it/, http://www.disonorevoli.it/, http://www.indymedia.it/, http://www.canisciolti.info/ .
Spedisco la lettera ai vari quotidiani siciliani per creare un movimento di dissenso a questa iniziativa che spingesse le altre famiglie con colpite dalla stessa tragedia a rifiutare questi contributi.
Dopo qualche ora mi chiama un certo signor Cascio del Giornale di Sicilia, a quanto pare un "pezzo grosso" in redazione. Mi dice che la lettera è "bellissima", che vorrebbe pubblicarla a giorni, che voleva addirittura gli spedissi una foto per fare un articolo notevole. Dico che va bene, che gli avrei fatto avere una foto e ci siamo salutati con la certezza che a giorni, nonappena avessero contattato Cuffaro per l'eventuale replica, sarebbe uscito questo articolo "notevole".

Dopo una settimana dell'articolo non c'è traccia. Chiamo in redazione e mi dicono che Cuffaro ha rinunciato alla replica e che stanno meditando se farlo uscire come lettera al giornale o come articolo. Comunque a giorni sarebbe uscito, al 100%. Ad oggi siamo a due settimane e l’articolo notevole non esce ancora.

Sembra molto strano come una lettera che uno dei responsabili del giornale ritiene così bella e interessante fatichi tanto ad uscire; sembra quasi che dopo aver rintracciato Cuffaro si siano raffreddati, o li abbiano raffreddati... boh?!

Scrivo a voi perché spero mi aiutiate a capire il motivo di tale ripensamento: se qualcuno ha fatto pressioni perché non uscisse o se solamente si sono resi conto che la lettera faceva schifo dopo averla letta bene.

E’ bene saperlo no?

Attendendo vostre notizie, vi lascio i miei recapiti.

venerdì 9 giugno 2006

Profumo di intimidazioni nell'aria


C'era da aspettarselo e infatti non sono sorpreso nè arrabbiato. Subito dopo aver scritto la lettera al presidente indagato Cuffaro la spedisco a tutte le testate giornalistiche siciliane. Dopo poche ore mi raggiunge una chiamata al cellulare: un certo Sig. Cascio del Giornale di Sicilia, a quanto pare un "pezzo grosso" in redazione. Mi dice che la lettera è "bellissima", che vorrebbe pubblicarla a giorni, che voleva addirittura gli spedissi una foto per fare un articolo notevole. Dico che va bene, che gli avrei fatto avere una foto, magari la più bella che avevo, in posa, e ci siamo salutati con la certezza che a giorni, nonappena avessero contattato Cuffaro per l'eventuale replica, sarebbe uscito questo articolo "notevole". Da quel giorno sono passate circa 2 settimane, e ancora dell'art. non c'è traccia. Chiamo in redazione e mi dicono che Cuffaro ha rinunciato alla replica e che stanno meditando se farlo uscire come lettera al giornale o come articolo. Comunque a giorni sarebbe dovuto uscire. E io aspetto, e fino ad oggi la lettera sul giornale non c'è.
Sembra molto strano come una lettera che uno dei responsabili del giornale ritiene così bella e interesante fatichi tanto per andare in stampa; sembra quasi che dopo aver rintracciato Cuffaro si siano raffreddati, o li abbiano raffreddati... boh?!
Comunque, visto che io penso e agisco sempre in buona fede, sono sicuro che l'articolo uscirà a giorni e sarà ben visibile, non nascosto, perchè se così non fosse vorrebbe dire a parer mio che evidentemente il giornale ha ricevuto pressioni o non so cosa per evitare di pubblicare la lettera. Sono mie supposizioni queste, per il semplice motivo che non credo da un giorno all'altro un documento possa perdere di interesse, soprattutto se riguarda un familiare di vittime di mafia che scrive ad un presidente indagato per favoreggiamento alla mafia. Nel malaugurato caso in cui, per qualunque ragione il Giornale di Sicilia rinunciasse a pubblicare la mia lettera, mi sembrerebbe logico e giusto rivolgermi a quelle trasmissioni televisive che difendono i diritti dei cittadini, a quelle satiriche e a quelle d'inchiesta per approfondire le motivazioni che hanno portato a questa momentanea, assurda, antidemocratica censura.

martedì 6 giugno 2006

La lettera gira, e questo è solo l'inizio


Non va bene, va benissimo. La lettera che ho scritto al presidente indagato Cuffaro sta avendo moltissima visibilità. Una cinquantina di siti l'ha pubblicata, molti in home page, e a giorni dovrebbe uscire sul Giornale di Siclia un articolo con foto, e a quanto pare con una replica dell'indagato: non vedo l'ora di leggerla. Hanno fatto, questi siti, la scelta coraggiosa per certi versi, di pubblicarla, e di questo li ringrazio. Siti di visibilità nazionale, come www.disonorevoli.it, http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1085014.php o come www.antoniodipietro.com , il sito di un ministro della rebubblica che non si è tirato indietro e mi ha dato spazio, di questo, On. Di Pietro, gliene sono molto grato! Continuo con l'elenco scusandomi per le pagine web non citate ma ancora non ho ancora l'elenco completo; www.bispensiero.it , www.radiochango.com/italiano/koscienza/articolo.php?ID%3d1704, www.iltafano.blog.kataweb.it/,
http://www.pressante.com/content/view/19/32/, , http://www.groups.google.it/group/free.it.politica.berlusconismo e altri blog personali di uomini e donne hanno dato spazio alla lettera che io ho scritto, ma che dai quasi 200 commenti ho capito appartenere a tanti siciliani e non, e questo mi ha dato tanta forza e voglia di andare avanti. Mi sarei aspettato un appoggio da Bepe Grillo, ma non è arrivato. Pazienza. Riguardo ai commenti, anche una parola, a volte, ti da una forza tale che nei momenti peggiori che riesce a tirarti su, davvero. E' da anni, come dice un mio compaesano Pietro, che nel mio paese sono visto fondamentalmente come un rompicoglioni e ficcanaso. Perchè provo, nel mio piccolissimo, a cambiare un pò le cose che a parer mio non vanno bene; non me ne sono mai curato tanto, ma a lungo andare queste cose ti indeboliscono, ti fanno arrivare a chiederti se alla fine non fossero loro ad avere ragione, che andrebbe lasciato tutto per com'è. Le parole di moltissimi di voi mi hanno dato una carica notevole, e con tante persone dietro, anche solo idealmente, credo di poter fare tanto. E di questo vi ringrazio di cuore. Ora che il sasso è stato lanciato, non si può più tirare indietro la mano. Non è mia abitudine farlo. Si è creato un bel movimento, non mi sento più solo e voglio sfruttare questa fase di visibilità per far ricredere l'opinione pubblica che si è fidata delle bugie innocentiste di Cuffaro. Non si tratta più di politica, ma di legalità. Cuffaro, se come pare verrà condannato, a giudicare dalle prove pesantissime che stanno emegendo, dovrà dimettersi. Dovrà chiedere scusa ai familiari di vittime di mafia e a tutti i siciliani riguardo alla sua posizione di favoreggiamento alla mafia (stando alle indagini). Se lui non lo farà cercheremo in tutti i modi di farglielo ricordare. Adesso lui conosce me e conosce i vostri commenti. Non conosce ancora bene tutta la forza, legale e splendidamente democratica che noi abbiamo dentro e che libereremo contro tutti quelli che tenteranno di nuovo di confondere mafia e politica. Ho bisogno di voi, di tutti quelli che condividono l'ideale di una Sicilia libera e indipendente da quella montagna di merda chiamata mafia. Rita Borsellino si è fidata di voi e ha fatto bene. Anch'io voglio fidarmi di quella Sicilia e di quei siciliani a cui la mafia fa davvero schifo, non solo a parole.