mercoledì 31 maggio 2006

Lettera al presidente Cuffaro



Ho inviato questa lettera al presidente Cuffaro alle 16 del 31 Maggio 2006

Egr. Presidente Cuffaro,
le scrivo ora che è stato rieletto alla guida della nostra regione per approfondire una messaggio che precedentemente le avevo postato. Io sono Benny Calasanzio, residente a S.Margherita Belice ma studente fuorisede a Padova. Le scrivo per esprimere, tutelato dell’art. 21, il mio più totale dissenso, e ancor di più il mio disgusto largamente giustificato per quanto riguarda il suo “avviso ai diffamatori” presente sul sito internet www.totocuffaro.it.

Lei, egr. Presidente, avvisa che è in corso una ricerca approfondita su internet finalizzata a trovare e a perseguire penalmente e civilmente tutti coloro che la diffameranno. E su questo punto, nonostante rimanga io fermamente convinto che la libertà sia un bene inequivocabile e incensurabile, e nonostante creda che un uomo politico debba accettare critiche, seppur dure e di dubbia continenza, potrei anche accettare le sue parole, senza condividerle. Ciò che davvero mi lascia sbigottito e indignato, è il punto seguente del suo “manifesto programmatico contro i diffamatori”. Quando dice che il denaro proveniente dalle cause per diffamazione che lei prevede di vincere (le ricordo che la risposta ad una causa per diffamazione persa potrebbe essere una querela per calunnia) sarà devoluto alle famiglie delle vittime di mafia, lei sta offendendo quelle famiglie e nessuno le da il diritto di elevarsi a benefattore dell’antimafia soprattutto visti i suoi problemi con la giustizia. Chi le scrive, Presidente, ha avuto uno zio e un nonno crivellati di colpi dalla mafia per non aver ceduto alla richiesta di vendita di una piccola industria di calcestruzzi a Lucca Sicula, più di dieci anni fa e riconosciuti immediatamente “vittime innocenti della mafia”. Sono morti per non aver ceduto ad una logica mafiosa, per essersi ribellati e aver recriminato la loro libertà, il loro rifiuto di ogni compromesso, per la loro voglia di continuare a respirare il profumo della libertà, non il puzzo del patto mafioso. Chi le scrive, Presidente, ha parlato di legalità e di fiducia nella giustizia da un palco, di fronte a delle scuole, a dei bambini, assieme a Rita Borsellino durante una tappa della Carovana Antimafia, e sono e rimango fermamente convinto che chi le scrive, egr. Presidente abbia senza dubbio più diritto di lei a dire che la mafia fa schifo, o almeno abbia la reputazione e l’onore per farlo. La mia indignazione nasce dalle sue parole e ancor di più dalle sue azioni. Lei è sotto processo per favoreggiamento alla mafia, la stessa mafia che ha ucciso dei Borsellino molto meno importanti del giudice, i miei parenti. Giorno dopo giorno si depositano fascicoli dell’inchiesta che aggravano la sua posizione (ultimo quello che accerterebbe l’esistenza di una sua talpa in procura per quanto riguarda le indagini sul pentito Campanella, favoreggiatore di Bernardo Provenzano) e giorno dopo giorno lei diventa sempre più moralmente inadatto ad essere titolare di quella frase. Mi chiedo come, razionalmente e senza polemiche, lei possa rivolgersi alle famiglie vittime di lutti mafiosi quando, riferendosi alle indagini in corso, lei è indagato per reati che avrebbero favorito la mafia. Ciò è incoerente e ingiusto per quelle famiglie e legale solo secondo la legge, non certo per quanto riguarda l’etica e la morale.
Io le chiedo, egr. Presidente, per quanto riguarda la mia famiglia, di non renderci beneficiari di quelle donazioni che lei ha intenzione di fare a quelle famiglie che ancora piangono i loro parenti uccisi da una associazione criminale dalla quale le istituzioni dovrebbero stare lontane e dovrebbero combattere con ogni mezzo e in ogni momento. Le chiedo di lasciarci da soli con il nostro dolore, soli con chi davvero e giorno dopo giorno fa qualcosa contro la mafia. Inviterò altresì le altre famiglie che con la nostra condividono lo stesso dolore a rifiutare qualunque aiuto proveniente da un presidente che prima di rivolgersi a noi dovrà chiarire la sua posizione in sede processuale per accertare se sia coinvolto o no in reati di favoreggiamento alla mafia.

Augurandole un buon lavoro,
Benny Calasanzio

martedì 30 maggio 2006

Analisi a freddo sulla vittoria dell'indagato


Il post di ieri è stato fisiologico. Non nascondo che dopo aver scritto sono stato meglio. Stamattina, leggendo i commenti al post ho cominciato a pensare, a freddo, alle motivazione socio-politiche che avevano portato alla vittoria l’indagato Cuffaro. In effetti, senza per nulla assolvere i siciliani per la loro ennesima cassata, (nessuno più di me potrebbe non farlo) il risultato elettorale per certi versi annunciato è figlio di un sistema troppo ben collaudato per essere mandato in tilt. Anche se grazie a Rita Borsellino ci siamo andati molto vicino. Il ragionamento parte dal fatto che, grazie alle influenze (legali o meno, non sta a me dirlo) che la “destraudcamicieparenti” siciliana ha sui maggiori contenitori di voti, come l’ambiente medico, quello burocratico e quello… diciamo quello di “cosa nostra” (limitandoci a ciò che sta emergendo dalle indagini), potete ben capire che smantellare tutto ciò sarebbe impossibile, e il fatto che con Rita abbiamo messo in difficoltà tutto un sistema su cui ci sarebbe molto da dire, è un risultato davvero straordinario e per certi versi strettamente pragmatici, inaspettato. Secondo punto: con questo sistema, che stando alle indagini, tanto legale non sembra, chiunque sarebbe stato eletto; voglio dire che, senza nulla togliere all’indagato, se riesce ad essere eletto Totò Cuffaro, potrebbe vincere chiunque, ma proprio chiunque. Il segreto non è il nome, ma l’enorme macchina organizzativa che ci sta dietro, e che riesce a strappare voti in tutti gli ambienti, in primis in quello mafioso (emerso dalle indagini). Capite bene che avendo l’appoggio della classe medica (direttori sanitari, manager, medici di famiglia) e (almeno nel 2001) di cosa nostra (avuto di certo nelle elezioni 2001 secondo le indagini), sarebbe impossibile perdere, anche con Cuffaro, e ciò è che dire. La prova lampante è che come lista per qualche punto non siamo stati doppiati. Un distacco spaventoso di 24 punti percentuali, incolmabile, che non è stato un colpo mortale solo per la forza della candidatura di Rita Borsellino, alla quale deve andare tutto il nostro sostegno e il nostro appoggio. Una speranza rimane però ancora: ironia della sorte, proprio oggi (bel regalo per Totò) il pm ha depositato un altro fascicolo dal quale emerge ufficialmente che TOTO’ CUFFARO AVEVA UNA TALPA IN PROCURA CHE GLI PASSAVA DELLE INFORMAZIONI TOP SECRET SULLE INDAGINI che riguardavano il suo amico pentito mafioso Campanella, favoreggiatore di Bernardo Provenzano. Tutto ciò va ad aggravare la posizione del riconfermato presidente, apre sempre di più, seppur lentamente le porte di quella cella che mai prima d’ora era stata così vicina. Ieri sera a “Porta a porta” una giornalista gli ha chiesto, in pieno festeggiamento, se avesse pesato sulla rimonta del centro-sinistra il fatto di essere sotto processo per favoreggiamento alla mafia. Dopo il grande gelo, e il rumore “toc toc”, come se due palle fossero cadute per terra, ha risposto: “No, il mio impegno contro la mafia continua”. Quindi, riassumendo, colpa dei siciliani senza dubbio, ma di gran lunga più invincibile e inestirpabile dell’ignoranza è quel sistema, che sconfina nell’illegalità, che consente a chiunque di divenire presidente della regione per il centro destra. Passata la delusione, ricordando che Rita Borsellino è un deputato dell’ARS che non darà tregua, e che ci starà accanto in qualsiasi iniziativa, forse ci verrà spontaneo trarre insegnamenti da ciò che è accaduto e ritornare in Sicilia più forti di prima, magari nel frattempo qualcuno andrà in galera, anche se sono così tanti che ci vorrebbe un miracolo, sia per liberarsi di loro, che per cambiare la nostra terra: noi siciliani crediamo nei miracoli? Sta a noi decidere.

lunedì 29 maggio 2006

In Sicilia vince l'indagato.


Poniamolo come se fosse stato un quesito referendario. Lasciamo perdere i programmi di governo o i resoconti di 5 anni di governo: “Vuoi che la Sicilia riconfermi un presidente della regione che, secondo l’accusa, è colluso con la mafia?” La risposta netta che è arrivata dai siciliani si può tradurre in un bel SI, deciso e convinto, anzi, di più, pieno di onore, di orgoglio, come un premio per Cuffaro:”Grazie Presidente per aver dato alla Sicilia un grande “alone di importanza e potenza”. Mentre scrivo Cuffaro è attorno al 51% e la Borsellino al 44%. Non ci sono i margini per il recupero. Praticamente, Salvatore Cuffaro detto Totò dagli amici (infatti il mafioso Aiello lo chiamava così) è di nuovo il presidente della Sicilia. Non serve ad uno stracazzo cominciare a dire che il distacco si è ridotto rispetto a 5 anni fa, che è stata una bocciatura per Cuffaro. Vaffanculo! In piena democrazia i siciliani hanno deciso di fottersene alla grande e di votare un candidato che ha grossi problemi con la giustizia. Abbiamo cercato di dare alla Sicilia un candidato alternativo degno di rappresentarci non solo in Italia ma anche nel mondo; quotidiani inglesi e americani hanno parlato della candidatura della Borsellino come una speranza per la Sicilia di liberarsi dallo spettro della mafia; abbiamo portato con un treno 1000 studenti da tutta Italia per votare una donna che avrebbe aperto scenari storici per la nostra regione; abbiamo dato nelle mani dei siciliani il mandato di scrivere un programma di governo, autonomamente, che soddisfacesse le loro richieste chiamandole diritti, non favori: non è servito ad grande cazzo! Come si fa a votare nuovamente Totò Cuffaro, intercettato a telefono con Aiello, nominato da Guttadauro come amico?, che altre prove servivano ai siciliani per capire che dovevano farla pagare a quelli che, come Cuffaro, hanno “anche solo” amicizie con persone legate a cosa nostra? Lo stato deve combattere quella montagna di merda chiamata mafia, non chiamarla a telefono! Io vorrei capire anche come si fa a non votare Rita Borsellino! Una donna con 6 miliardi di paia di palle! Sono stufo della Sicilia, e ancor di più dei Siciliani. Mi vergogno che in una terra così bella ci siano teste così vuote. Davvero viene voglia di mollare tutto, lasciare la Sicilia al suo futuro, senza curarsene, starne lontano, dare il proprio sudore e la propria forza morale per regioni che la meritano, per uomini e donne per i quali la mafia è una discriminante tra brave persone e cattive persone, non un “alone di potere che ti rende importante” (parole di Aiello, amico di Cuffaro) C’è bisogno di una riflessione seria per decidere il da farsi. Io non ho più voglia di dare e rischiare il culo per una regione che non lo merita.

P.S. Piangerei dalla rabbia, mi abbandonerei in un pianto sincero, di resa incondizionata. Ma tratterrò tutto fino in fondo, per non versare più una lacrima su questa terra così arida.

P.P.S. Per i lacchè, per i sostenitori o anche per i semplici elettori (che hanno le più grandi responsabilità di ciò che è accaduto) di Totò Cuffaro: con la vittoria di un indagato per favoreggiamento alla mafia, è la Sicilia a perdere.

sabato 27 maggio 2006

Tremate tremate gli studenti sono tornati


Il treno alla fine è arrivato. Dopo 24 ore di viaggio 1000 studenti, me compreso, sono tornati nelle regione più bella del mondo per votare. RitaExpress ha portato a termine la sua missione ben al di là delle più rosee aspettative, e ha fatto anche “di più DEL BEN AL DI LA’”. Ha scritto una storia, o per meglio dire un’altra storia. Perché comunque vada, qualcosa di storico per la Sicilia è già accaduto, e tutti devono prenderne atto, perché ciò è oggettivo. 1000 studenti che lasciano i libri in periodo d’esami, che viaggiano per 24 ore per rimanere due giorni in Sicilia, tutto per una donna e il suo sogno non è un caso o una gita gratuita. Questa è storia, poesia e fiaba. Storia che a questo punto non si può concludere qui. Ho visto su quel treno una tale sintonia di sguardi, di pensieri e di parole che la speranza di vittoria, finché eravamo sulle rotaie era una certezza. Emozioni che non si possono né scrivere su un blog né spiegare a voce, perché bisognava viverle, assaporarle nel momento in cui accadevano, e che hanno lasciato in me un ricordo così grande e bello che un grazie sincero va a tutti coloro che con me hanno creduto in quel treno e in quelle rotaie lunghe un giorno. In Puglia, l’anno scorso, grazie al migliaio di voti portati dagli studenti con il NikiExpress, Vendola vinse le elezioni regionali, contro ogni più rosea previsione. Quella folla che ieri circondava il treno ad ogni fermata, e che riempiva fino all’ultimo posto quello stesso treno che non può essere una cosa come un'altra. Ad ogni stazione, tutti ai finestrini ad abbracciare e a ricevere l’abbraccio di coloro i quali dovevano ancora salire, ad urlare, ad applaudire, a far brillare gli occhi e a far venire brividi che sulle braccia, con le maniche corte, non si potevano nascondere. Abbracci con gli amici che venivano da ogni parte dell’Italia, amici che non si vedevano da tempo. Cuccette aperte abusivamente, scherzi durante il sonno altrui, feste in ogni scompartimento. Comitati paralleli sorti nei vagoni, come Comitato RitaExpress Amici della Cotoletta, con i ragazzi di Bologna. Momenti che non posso significare nulla. Persone che non possono essere come le altre. E la certezza che non è stato un momento. Da qui partirà quella rivoluzione culturale che da anni si aspettava, e che grazie ad Addio Pizzo, Libera, e altre associazioni antimafia sta diventando sempre di più quella primavera siciliana che un altro Borsellino aveva pronosticato. Domani si voterà, ma con una certezza, in tutti noi di RitaExpress, che una sconfitta non significherà la fine di ciò. Sarà forse un processo più lungo, ma ormai il lavoro iniziato da Falcone, Borsellino, e da tutti gli latri eroi sta cominciando a dare i suoi frutti. Tutti quei ragazzi sono figli delle stragi, nati nel periodo del tritolo. Tutti noi di quel treno siamo frutto di quel sangue e di quelle lamiere contorte, e non abbiamo nessuna intenzione di mollare. RitaExpress sarà sempre quel treno che ha provato a cambiare la Sicilia. E si sa che tutti i treni partono, ma devono per forza tornare.

P.S. Ho sentito moltissimi politici parlare ai giovani. Ma ieri in piazzetta a Messina Rita Borsellino ci ha detto “Vi voglio bene”. Con le lacrime agli occhi. Non si può pensare ad altre persone degne come lei di guidare la Sicilia, non si può.

domenica 21 maggio 2006

Moggi è così diverso da Cuffaro?


Con tutto il rispetto, ma brutti sono brutti. Uno sembra uscito dalla Famiglia Addams, l'altro sembra un muffin (vuol dire merendina presidente) con gli occhiali. Ma al di là di questo mi chiedo: ma sono davvero così diversi questi due personaggi del peggiore panorama italiano? Perchè mi faccio queste domande? Beh, ricordo ancora molto bene cosa accadde quando si scoprì che (indagine ancora in corso) Totò Cuffaro, muffin, grazie ad una rete di talpe, anzi talpone rigorosamente targate UDC, come Ciuro (maresciallo della DIA) e Borzacchelli (ex maresciallo dei carabinieri), rivelò al suo amico (arrestato per mafia) Michele Aiello che era sottoposto a intercettazioni telefoniche ed ambientali (da lì l'indagine sfumò). Ricordo bene cosa accadde, si. Accadde un bel nulla. Qualche notizia ai telegiornali, un pò di indignazione generale e poi tutto passò. Nel caso di Moggi Addams, e dello scandalo nel mondo del calcio, non si fa altro che parlare di ciò. Qui si tratta di uno sport, partite truccate, minacce ai presidenti delle squadre, scommesse. Ma sempre e solo di sport si tratta. Nel caso di muffin si trattava di mafia, quella che uccide, quella che fa a pezzettini i magistrati e che scioglie nell'acido i bambini. Altro che Cina! Silvio, guarda in casa, ma proprio in casa (delle libertà). Sembra incredibile, ma in Italia fa più scandalo se Addams compra le partite, che un presidente della regione che favoreggia la mafia. O sono io che sono esagerato e mi allarmo per poco, o siamo veramente in mezzo allo sterco, ma non solo in mezzo, ce lo abbiamo fino alla gola e continuiamo a ridere e a fottercene. Certo capisco i grandi giornalisti italiani( Mentana, Fede), l'argomento del grande calcio, e le vicende di questi eroi in calzoncini appassiona gli italiani più della stupida e inoffensiva mafia. Se tutta questa intensità di indignazione, se tutta questa voglia di giustizia sportiva fosse trasferita nell'ambito dell'antimafia, i boss si cagherebbero davvero sotto e direbbero "Oh, stà a vedere che ci mandano in serie C! Meglio smetterla, diamoci al volontariato!" E' evidente che la cultura antimafia non manca solo in Sicilia. Un presidente della regione colluso con la mafia. Un manager che ha in mano il calcio. Chi fa più scandalo e più paura? A quanto pare Moggi. Se tutti i siciliani fossero realmente informati su tutto quello che ha fatto Cuffaro, se fossero a conoscenza delle indagini in corso, rivoterebbero Cuffaro (quelli che hanno intenzione di farlo)? L'informazione, l'essere informati, non è un diritto sancito dalla costituzione? I telegiornali siciliani, anzichè parlare sempre di Palermo, Messina, Toni e Zamparini, non dovrebbero forse fare il loro mestiere e informare i siciliani che forse il loro presidente è un mafioso? Cazzo Cazzo Cazzo! Si che dovrebbero! E perchè non lo fanno? Nenti vitti, nenti ntisi, nenti sacciu! E' contro la costituzione negare l'informazione a chi non manifesta l'intenzione di non averne. Sarebbe solo democratico che prima delle elezioni si parlasse chiaramente, magari su rete nazionale, del passato di Rita Borsellino e di quello di salvatore cuffaro. I politici prima di chiedere il consenso degli elettori, non dovrebbero rendere il loro passato trasparente ed analizzabile?Sogna Benny, sogna!

martedì 16 maggio 2006

Nyumba Yetu, ovvero la casa di tutti


Come ogni anno, ormai ci siamo quasi. Nel mese di agosto si terrà per la quarta volta a Montevago (AG) Nyumba Yetu. Cos'è Nyumba Yetu? Beh... adesso provo a spiegarvelo. Prendete un uomo, dategli un cuore immenso, due lauree, un paio di Ray Ban e mandatelo nell'Africa più profonda. Ma non a portare cibo. Ma libri, chitarre, internet e la sua stessa vita per un obiettivo: salvare l'Africa dal male più profondo. La fame o l'AIDS? In parte: queste sono conseguenze di qualcosa che è radicato così in profondità che risulta quasi impossibile estirpare, quasi!: l'ignoranza. Cibo per il cervello. Ecco cosa vuole dare all'Africa quest'uomo. Si chiama Calogero Gugliotta e io sono un suo amico, e credetemi, è un vanto. Poi prendete 30, 40 persone, e mettetele accanto una con l'altra. C'è di tutto in mezzo: colui che sta scrivendo, professori, avvocati, impiegati, operai. Di tutto. Ecco, adesso immaginateli sotto il sole, improvvisati costruttori di villaggi africani. Da ciò nasce e ciò è Nyumba Yetu. Non è solo una due giorni (fantastica) di spettacoli musicali, vendita di prodotti africani, merchandising e prodotti gastronomici. Dietro c'è un sogno che noi condividiamo con Calogero. Vedere la sagoma dell'Africa che cammina sulle proprie gambe senza sostenersi ai dollari che da quarant'anni la invadono e la fanno stare peggio di quando dollari non c'erano. Se non ci credessimo non faremmo quello che facciamo! Grazie ai fondi raccolti nelle precedenti edizioni, ad Isimani, in Tanzania, è stato realizzato un grande centro culturale dotato di aule per tutte le attività, dalle lezioni di letteratura a quelle di musica. Centro dotato anche del collegamento internet, grande conquista per una zona notoriamente isolata da questo punto di vista (e da altri). Un oasi nel mare dell'ignoranza, che mira a dare agli africani una possibilità seria di riscatto, che non passi per le donazioni o per gli aiuti, ma dalle loro stesse mani. Per chi volesse saperne di più può collegarsi al sito dell'associazione OLTRE, nata dopo i successi di Nyumba Yetu : www.oltrefoodforbrain.it. Su questo blog, quando si avranno notizie sulle date, troverete subito gli aggiornamenti. Per coloro che non sono siciliani e non hanno mai partecipato a questa manifestazione che al di là delle motivazioni ideali è davvero unica nel suo genere: fate una bella vacanza ad Agosto in Africa, è semplice: comprate un biglietto per Palermo, da lì arrivate in un ora a Montevago, e lì troverete Nyumba Yetu. Un pezzo del cuore dell'Africa.

domenica 14 maggio 2006

La mafia è bianchissima, ha gli occhiali e bacia tutti

Le elezioni regionali in Sicilia si avvicinano, ormai mancano pochi giorni e sapremo da chi è abitata la Sicilia, se da uomini e donne con le palle a cui la mafia fa davvero schifo (e non lo scrivono sui manifesti elettorali poco dopo aver collaborato con un mafioso) e non riescono più a vivere in una regione dove il diritto si chiama favore, oppure se i siciliani sono in realtà un popolo a cui la mafia piace, un popolo di senza palle che non ha il coraggio di ribellarsi ad una merda chiamata mafia che li riduce in larve, ma ha il coraggio di votare Salvatore Cuffaro, indagato per reati gravissimi e che qui posso riassumere come in un curriculum: 1) Cuffaro conosce Ciuro e Riolo, due marescialli arrestati per concorso esterno e rivelazione di segreto dufficio.2) È amico di Aiello (limprenditore ricattato da Borzacchelli)3) È amico intimo di Borzacchelli e di Mimmo Miceli4) Conosce Aragona (il medico che favoreggia Brusca e condannato e arrestato per mafia) e Guttadauro (duei volte arrestato per mafia).Oltre a queste opinabili conoscenze e amicizie, gli inquirenti stabiliscono che:5) Totò, attraverso Miceli e Aragona, ha informato il boss di Brancaccio Guttadauro che aveva le microspie in casai6) Su richiesta dello stesso Guttadauro Cuffaro ha candidato Mimmo Miceli, uomo di fiducia del boss7) Totò ha avvisato l'imprenditore Aiello che era intercettato e sotto indagine. Parlando con un ragazzo veneto due mie amiche gli dissero che la Borsellino avrebbe corso per la presidenza. "E chi sfiderà?" fa lui. "Totò Cuffaro" fanno loro. "Cuffaro.... ma non è indagato?" L'ingenuità è splendida a volte. Sapete cosa hanno detto di Cuffaro i colleghi dell'UDC (compreso harry follini potter che è visto come un eroe da qualcuno della sinistra)? Lorenzo Cesa, novembre 2005: Caro Totò, sei grande e ti vogliamo bene. Sei una persona perbene che ha detto parole chiare contro la mafia.Casini, febbraio 2006: Posso sbagliare, ma nella mia responsabilità politica ritengo che Cuffaro sia una persona perbene.Francesco D'Onofrio, Desidero confermare ancora una volta all'amico presidente Totò la convinzione mia e di tutti i senatori dell'Udc che più si procede nell'accertamento della verità e più si risalta la sua complessiva innocenza.Follini, dicembre 2005: Cuffaro persona perbene. Minchia! Se Cuffaro è una buona persona io potrei andare in nomination per sfidare Dio per il paradiso. Mia madre (ciao e auguri, oggi è la tua festa!) lavora in un ufficio CAU, e si occupa di visite fiscali, ricette mediche ecc. E' la mia più grande informatrice segreta: mi ha detto che c'è un via vai incredibile di medici, primari, chirurghi che sono candidati o appoggiano qualcuno della lista di Totò. Nelle loro visite questi camici bianchi chiedono voti per Cuffaro, soprattutto ai medici di famiglia, i quali sono enormi contenitori di voti. Chissà come mai la sanità è così interessata all'elezione di Cuffaro, forse perchè in Sicilia ci sono centinaia di cliniche convenzionate ( e in Lombardia una trentina) o forse solo perchè Cuffaro con i medici si è sempre trovato d'accordo (Guttadauro, Aragona)?
P.s. grazie per alcune informazioni a www.disonorevoli.it

giovedì 11 maggio 2006

Previti e i giudici ex comunisti (ora santi)


Sulla prima pagina del Corriere ci sono due notizie con due foto. Una è di Vanna Marchi, condannata assieme alla figlia a 10 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Sopra c'è un'altra foto, piccolina, carina, quasi un quadretto da ritagliare e appendere in cella: "Previti, arresti in casa, potrà uscire per due ore" La Marchi rovina le famiglie e va in carcere. Giusto. Previti corrompe un giudice, e va a casa con un permesso premio in aggiunta. Giustissimo. Perchè secondo me dovrebbero depenalizzare il reato di corruzione di giudice, anzi, dovrebbero dare un onoreficenza a chi lo commette, e magari regalargli anche la carica di senatore di Forza Italia, sarebbe il requisito massimo. "Tu che reati hai cadidato numero1?" "Beh, io ho un falso in bilancio da 100mila euro". "E tu, candidato numero 2?" "Io, C. P., sono stato condannato per corruzione semplice (capo A) a 5 anni di reclusione, interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, 5 anni dalla professione di avvocato" Non ci sarebbe gara, capite! Immagino il fegato di Marco Travaglio, e quello di altri milioni di italiani che solo ora si stanno rendendo conto di cosa voglia dire legge ad personam, o tradotta in civiliano, essere amico dei potenti. Previti è fuori grazie ad una legge che consente a chi ha superato i 70 anni di età di scontare la pena in casa. All'avvocato di Mediaset, Dott. Previti, visto che ha fatto il bravo e si è costituito prima di essere arrestato (poteva darsi alla latitanza eh!), è stato concesso un premio, come un attestato al merito: potrà uscire tutti giorni, dalle 10 alle 12, andare dove vuole, con un unico vincolo: non uscire da Roma. Previti da solo, libero di andare in giro a Roma mi preoccupa. In due ore è in grado di corrompere Napolitano e farsi graziare. In più, il suo avvocato ha dichiarato che in teoria potrebbe anche andare in parlamento; bisogna continuare a garantire che alla camera e al senato ci sia sempre un buon numero di condannati in via definitiva. Non si può cedere e lasciare via libera alla legalità. "La mia vicenda può diventare una bandiera contro tutte le ingiustizie" ha detto l'uomo che ha corrotto il giudice Squillante. Un fuorilegge, Previti, che parla di ingiustizie.
Io credo che gli elettori di Forza Italia in particolare debbano riflettere sul fatto che i loro delegati politici vanno ad esprimere la loro solidarietà ad un fuori legge, ad un omino che ha pregiudicato l'esito di un processo con i propri( si sa di chi) soldi. Le cose sono due: chi vota e ha votato Forza Italia, può indignarsi e ribellarsi a questo stato di cose, o quietare e dare il suo benestare. Si trattà sempre della stessa cosa: legalità. Ah, prima di possibili commenti banali e stereotipati: il giudice che ha concesso celermente i domicilairi a Previti fa parte della corrente di sinistra dei giudici. Cazzo, una comunista che libera Previti. Ecco, adesso bisogna aggiornare l'elenco delle istituzioni da delegittimare! Con la magistratura non si può più, passiamo ad altro.

Re Giorgio


Ho sbagliato il mio pronostico, pensavo di più ad una candidatura di protezione per favorire quella di D'Alema, invece l'Unione, compatta, ha eletto come presidente della repubblica Giorgio Napolitano. "Ha" eletto perchè la CDL ha votato scheda bianca, tranne Follini e Tabacci, che presto saranno redarguiti per bene in direzione di partito. Scheda bianca dalla quale emerge un dato politico netto e preciso: la casa delle libertà, sottostando al diktat di Berlusconi, ha dato dimostrazione ai suoi elettori della mancanza di un progetto politico univoco dopo la sconfitta elettorale. Non per nulla Berlusconi ha medidato di lasciare; dopo essersi risolto tutti i guai giudiziari, adesso può permettersi una vacanza. Gli consiglierei l'Iraq, adesso la guerra è finita no? Dopo Camera e Senato, adesso anche la presidenza della Repubblica. Abbiamo tutte le possibilità per governare bene e a lungo, se succedessero casini, sarà solo colpa nostra, e se ciò accadrà, sarà meglio scomparire dal panorama politico italiano per un bel pò. E' chiaro che nessuno può recriminare sulla figura di Napolitano e sul suo alto profilo istituzionale, sulla sua lungimiranza e sulla grande esperienza europea e mondiale in campo diplomatico. Per tutti quelli che a ancora parlano di comunisti, credo che ormai sia un discorso inflazionato, al quale non crede più neanche Berlusconi, povero! Se il grido "attenti ai rossi" aveva tenuto uniti forza italia e i suoi elettori, ormai c'è bisogno di una nuova programmazione, forse di una nuova leadership.

Da Wikipedia.org

Tra il 1969 e il 1975, si occupa principalmente dei problemi della vita culturale del Paese, come responsabile della politica culturale del PCI. Il suo libro "Intervista sul PCI" con Eric Hobsbawm (Laterza 1975) ebbe un grande successo, con traduzioni in oltre 10 paesi.

Nel periodo della solidarietà' nazionale (1976-79) fu portavoce del PCI nei rapporti con il governo Andreotti, sui temi dell'economia e del sindacato. Negli anni '70 svolse una grande attività all'estero, tenendo conferenze negli istituti di politica internazionale in Gran Bretagna, in Germania e (cosa all'epoca inusuale per un politico italiano) nelle Università degli Stati Uniti (Harvard, Princeton, Yale, Chicago, Berkeley, SAIS e CSIS di Washington).

el 1992 venne eletto Presidente della Camera dei Deputati sostituendo Oscar Luigi Scalfaro che era stato eletto Presidente della Repubblica Italiana.

In quegli anni all'interno del PCI prevale, in politica estera, la linea di Napolitano di "piena e leale" solidarietà agli USA e alla NATO.

Successivamente, Romano Prodi lo sceglierà come Ministro dell'Interno del suo governo nel 1996. In questa veste propone quella che diverrà nel luglio 1998 la Legge Turco-Napolitano, che istituisce i Centri di permanenza temporanea (CPT) per gli immigrati clandestini.

Dopo la caduta dell'esecutivo guidato da Prodi, fu europarlamentare dal 1999 al 2004 tra le fila dei Democratici di Sinistra, e ricoprì in quella sede la carica di Presidente della Commissione Affari Costituzionali (AFCO), una delle più influenti del Parlamento Europeo.

Il 23 settembre 2005 è stato nominato, contemporaneamente a Sergio Pininfarina, senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Auguri Presidente!

lunedì 8 maggio 2006

D'Alema ti amo ma non puoi



Mancano poche ore al voto per il quirinale. E la sinistra per la prima volta ha beccato una mossa giusta. Secondo me è stato culo: dare subito in pasto il nome di Massimo D'Alema alla CDL per far compattare il no Silvio & C., proporre poche ore prima Giorgio Napolitano per aprire crepe profonde nel centro destra, specie nell'UDC e in AN, che vedrebbero bene l'anziano DS al colle in mancanza di alternative. Finito qui? Neanche per sogno. Azzardo un pronostico. La CDL rifiuterà anche Napolitano e andrà spaccata al voto. Forza Italia voterà Letta le prime tre votazioni, l' UDC si asterrà come AN, la quale però alle prime tre consultazioni potrebbe confluire sul nome di Letta e la Lega voterà Bossi. L'Unione darà prova della tentata mediazione e del rifiuto pregiudiziale del centrodestra, e dopo le tre votazione in cui avrà votato Napolitano, riproporrà alla quarta Massimo D'Alema che sarà eletto a maggioranza assoluta. Progetto niente male.
Ma nonostante io stimi molto D'Alema come uomo e come politico, è doveroso essere obiettivi e dire senza fronzoli che egli non è adatto alla presidenza della repubblica. I motivi purtroppo sono più di uno. D'Alema è sempre stato uomo di partito, dalla FGCI al PCI, per approdare alla presidenza dei DS. E su questo, è bene precisare, non ha nulla da sdoganare. E' però quello che offre meno di tutti l'apparenza di imparzialità. Altra questione importante, D'Alema non godrebbe del minimo rispetto istituzionale da parte del centrodestra, e gli appellativi del tipo "comunista al quirinale" diverrebbero luogo comune, screditando il nostro presidente non solo in Italia. Altro punto a suo sfavore, nonostante la grande lungimiranza in fatto di relazioni internazionali, è la mancanza di esperienze importanti e in campo nazionale e internazionale e la sua anonimità in campo sociale-società civile. Se si escludono gli incarichi dei governi passati, D'Alema non gode di un'esperienza tale, che potrebbe essere quella di Ciampi, di Sartori, di Napolitano o di Monti, da occupare a giusto merito la poltrona della presidenza della repubblica. E' anche vero però, che il presidente DS potrebbe rappresentare la novità, lo svecchiamento e l'attualizzazione di una carica vista forse troppo da "saggio". Adesso bisogna solo aspettare qualche ora per vedere cosa accadrà. Io, con la bandierina nascosta dietro la schiena tifo D'Alema in silenzio.

sabato 6 maggio 2006

Previti chi?



Oggi per me è un giorno molto triste. Cesare Previti, in passato avvocato di Mediaset, e strettissimo collaboratore si Silvio Berlusconi (il quale gli ha riservato un loculo nel suo mausoleo) questa notte dormirà in una cella singola nel carcere di Rebibbia. Il mio pensiero gli giunga forte. Si conclude così la parabola di un uomo che ha sempre vissuto all'ombra del nostro ex premier, fedele al suo motto, cito parole sue, "presidè, calpestami, usami come tappetino". Una parabola di cui i due amici non hanno condiviso la fine, è bene specificarlo, solo perchè Silvio Berlusconi è riuscito a far approvare nel giugno 2003 il lodo Schifani, la legge sull'immunità per le cinque cariche istituzionali più alte. Grazie a questa legge ad-personam, la posizione di Silvio Berlusconi è stata stralciata dal processo e in seguito, dopo che la corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge, è stato assolto per prescrizione dei termini del processo.
Ciò che salta agli occhi è il paradosso di un uomo che continua a definirsi innocente, Silvio, e la condanna del suo braccio destro, Cesare, che con lui ha condiviso tutto, affari e politica. Anche grossolanamente riesce difficile pensare che l'ex premier possa essere estraneo ai reati del collega-amico. Infatti estraneo non era. Forse l'ora della giustizia è arrivata, o forse è solo un miraggio. Il dato incontestabile è che se Silvio Berlusconi non fosse diventato premier, e non avesse goduto delle leggi che lo hanno salvato, in questo momento sarebbe, forse già da anni, in una bella singola di Rebibbia, magari di fronte a quella del suo caro amico Previti, in modo tale da condividere, nel bene e nel male, il resto dei loro giorni. Ma forse sarà solo una questione di tempo, forse un lettino accanto a quello di Previti lo hanno già sistemato. L'appello è sempre lo stesso. Fuori dalla politica i criminali.

giovedì 4 maggio 2006

Scusi Presidente, e la rai?


Sembra che a giorni Romano Prodi riceverà l'incarico dal presidente Ciampi a formare il nuovo governo; nel frattempo Silvio Berlusconi non è più il primo ministro: si è dimesso dicendo "l'Italia mi rimpiangerà". Nessuno ne dubita. E' tutto pronto insomma per voltare pagina: ci sono le premesse, i mezzi e i cervelli adatti. A parte quello di Mastella. Ogni tanto, nei momenti di pubblicità de il Grande Fratello, La fattoria, Music Farm guardo anche qualche tribuna politica, qualche talk show. Sempre cultura stanca!Ho sentito di tutto: legge sul conflitto di interessi, referendum sulla devolution, elezione del presidente della repubblica; e via tutti gli ospiti a dibattere, a sputarsi, a prendersi a calci. Ma non mi è sfuggito un particolare molto, molto importante: nessuno dei vincitori parla mai di ciò che accadrà adesso in RAI, e in particolare del futuro di Biagi, Luttazzi e Santoro, ma anche dei fratelli Guzzanti, di Beppe Grillo, di Paolo Rossi e tanti altri. In sintesi ciò che di buono esisteva in tv. Quando Silvio XIV, detto anche Re Solarium andò al potere, succedendo a suo padre Carlo Alberto Bettino Craxi, dalla Bulgaria decise che Biagi, Santoro e Luttazzi non avrebbero più dovuto andare in tv. Naturalmente i servi obbedirono e ciò fu! Ma la magistratura, che si sappia, ha decretato che le espulsioni di Biagi e Santoro dalla Rai sono state illegali in termini di contratto, e quindi dovevano essere reintegrati. Ma adesso che il centro sinistra è andato al governo, e che in teoria dovrebbe rappresentare lo schieramento democratico e liberale, e adesso che i risultati strepitosi in termini di spettatori e di qualità delle tournè teatrali di questi artisti hanno dimostrato quanto il pubblico li apprezzi e li rivoglia in tv, cosa ne sarà di tutti coloro che sono stati a forza tenuti fuori dalla televisione pubblica? Mentre scrivo vedo che l'Italia è al 79° posto nella classifica della libertà di informazione? Non lo sapevate? Se lo aveste saputo non saremmo lì! E' evidente che la sola reintegrazione non basta. Servono garanzie sull'indipendenza del sistema televisivo pubblico anche per i futuro. Se tra 5 anni il centro destra vincesse le elezioni saremmo di nuovo punto a capo. Toccatevi pure. Credo che la soluzione ideale sia quella individuata da una censurata eccellente, un esperta quindi, Sabina Guzzanti, e altri artisti che hanno sottoscritto questa legge di iniziativa popolare: (copio e incollo dal sito www.perunaltratv.it)
Ecco in sintesi le nuove norme in materia di disciplina del sistema delle comunicazioni audiovisive e sulla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo previste nella proposta di legge di iniziativa popolare. Obiettivo principale: regolamentare la materia per assicurare il pluralismo, la libertà, l’obiettività, la correttezza e la imparzialità delle trasmissioni di reti pubbliche e private, sottraendo il servizio pubblico all’ingerenza dei partiti politici.Strumenti operativi: Consiglio per le comunicazioni audiovisiveComposizione: 21 Consiglieri in rappresentanza della società civile (11); Parlamento (7); Regioni, Comuni e Province (3);Compiti principali: nomina il CdA (5 membri) della RAI con funzioni esclusivamente gestionali, sulla base di criteri di professionalità e di indipendenza; nomina con gli stessi criteri i componenti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; svolge una funzione di indirizzo delle attività pubbliche e private attraverso raccomandazioni rese esecutive dall’autorità di garanzie.Viene abrogata l’attuale Commissione Parlamentare di Vigilanza e Indirizzo.Servizio pubblico RAI: Consiglio di Amministrazione con funzioni esclusivamente gestionali (amministrative e tecniche).Cinque membri selezionati attraverso concorsi pubblici: eleggono nel loro ambito il Presidente; nominano il Direttore Generale.Finanziamento: il Servizio Pubblico sarà finanziato principalmente dal canone e per la parte residuale dalla pubblicità; le attività commerciali saranno finanziate esclusivamente dalla pubblicità come l’emittenza privata.

martedì 2 maggio 2006

Il treno della speranza


Mi sembra giusto dare visibilità ad un evento nel quale sono coinvolto in prima persona (grazie Giada!) e al quale credo molto. Il 28 Maggio in Sicilia ci saranno le elezioni regionali, che vedono contrapposti due candidati che rappresentano ciò che di più diverso non può essere rappresentato: da una parte l'attuale governatore Cuffaro, personaggio di certo non sconosciuto in ambienti mafiosi, e dall'altra Rita Borsellino, PRIMA grande donna impegnata da sempre contro la mafia, POI sorella del giudice ucciso dalla mafia, Paolo. Per l'occasione sono sorti oltre 250 comitati a sostegno di Rita, e per la prima volta anche gli studenti siciliani sparsi per l'Italia, hanno voluto scendere in prima linea per dare il loro contributo ad una candidatura che si profila come una delle ultime possibilità che ha la Sicilia per uscire dal tunnel della Mafia, dell’illegalità-legale e di tutto ciò che ne consegue. Questi studenti hanno formato un comitato che ha come obiettivo quello di riempire un treno che attraversi tutta l'Italia, per dare la possibilità a quegli studenti che non vogliono rinunciare a esprimere il loro voto, di farlo senza spendere altro che 5 euro in attesa che qualche mente geniale scriva una legge che permetta di votare anche agli studenti fuori sede. Il treno, che da Gorizia e Trento farà tappa in tutte le città dove sono sorti i comitati RitaExpress, e che alla fine giungerà in Sicilia, porterà con se tutte le motivazioni, tutta la grinta e tutto il coraggio di migliaia di studenti che sono stanchi di sentire la solita equazione stereotipica SICILIA=MAFIA, ma che mai prima d'ora, grazie a Cuffaro, era stata tanto giustificata. Consiglio a tal proposito il film-documentario La Mafia è Bianca, che potete trovare in tutte le librerie e nelle edicole. Il mio invito è quello di riempire quel treno fino all'ultimo posto disponibile, perchè essere fuori dalla Sicilia non vuol dire esserne lontani. Ho preso al volo l'iniziativa e invito tutti i siciliani che leggeranno questo blog a far girare la voce, e a convincere gli indecisi che votare o non votare non è uguale, che in gioco c'è anche il nostro futuro che, dalla Sicilia, per il momento siamo fuori fisicamente. Sul sito www.ritaexpress.it ci sono tutte le informazione di cui avete bisogno. Il principe Salina diceva che i Siciliani non vorranno mai migliorare. Io credo che questi studenti qualcosa significhino, e credo anche che di ciò tutti i siciliani debbano andar fieri perchè rappresenta un legame mai così forte con le nostre radici, salde e orgogliose, e, ultimamente, anche incazzate. La primavera, un pò in ritardo, sta arrivando anche in Sicilia, andiamole incontro.