giovedì 27 aprile 2006

Adesso via da Nassirya



Io credo che ventinove morti possano bastare. Tre anni fa il governo Berlusconi mandò i nostri soldati a combattere una guerra quando la maggior parte degli italiani era contraria e 1.000.000 di uomini, donne, bambini e nonni riempivano le piazze scongiurando i politici di non votare l'invio in Iraq dei nostri soldati. Naturalmente ciò non servì a far cambiare idea al governo che aveva già giurato fedeltà agli USA. In Francia 3 milioni di studenti sono riusciti a far cancellare una legge. E' destino degli italiani prendere lezioni dai francesi! Il dato di fatto che a tre anni dall'inizio della guerra, il sangue italiano per le strade irachene aumenta in maniera esponenziale. Questa mattina il televideo mi ha dato il buongiorno e servito la colazione con 3 morti italiani saltati per aria. Quello che mi chiedo e chiedo a chi legge è: per chi muoiono questi ragazzi? Per l'Italia? Per l'Iraq? Per l'America? Che sia chiara una cosa onde evitare la solita demagogia filo-governativa: quella in Iraq non è una missione di pace ma è una missione di guerra regolare, come può essere quella americana o quella inglese, e a dirlo non sono solo i soldati che saltano per aria o i soliti terribili comunisti ma è proprio un esponente del governo Berlusconi, Gustavo Selva, Presidente della commissione Esteri alla Camera, che al quotidiano Libero dichiarò "L'operazione non è mai stata umanitaria, ma abbiamo dovuto venderla così al Colle, per poterla attuare". Dall'inzio della guerra 29 famiglie hanno pianto e hanno perso i loro cari per una guerra mai chiamata come tale, ma che nella sostanza uccide come tale. Credo davvero che sia arrivato il momento di dire basta, senza aspettare il trentesimo morto tondo tondo, e accontentarci di 29. Bisogna portare via i militari italiani dall'Iraq e subito, dalle prime sedute del nuovo governo Prodi . Non dovrebbe essere una fuga dall'Iraq, che comunque sarebbe pienamente legale e forse auspicata, ma di un ritiro militare che lasci spazio ad un intervento civile e umanitario, nel momento in cui gli autori della guerra, gli USA, avranno ristabilito l'ordine. E' impensabile mandare adesso contingenti civili, ed è altrettanto assurdo tenere lì i nostri soldati. Prima chiamiamo a casa i nostri soldati e poi decidiamo il da farsi. Per una volta comportiamoci da popolo sovrano e decidiamo senza farci calpestare dal Bush di turno.

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