giovedì 10 aprile 2014

Quando il capitano Trovato cancellò il video di morte...

In "Abbiamo vinto noi" (Melampo Editore) con Ignazio Cutrò abbiamo raccontato la vicenda assolutamente segreta fino ad oggi del capitano dei Carabinieri Alessandro Trovato, che secondo il suo racconto cancellò il video in cui un operaio di Cutrò confessava di essere stato avvicinato da emissari della cosca mafiosa dei Panepinto che gli comunicavano la sentenza di morte emessa sul suo conto dal boss Luigi. Il video oggi è stato recuperato ed è al sicuro.

mercoledì 26 marzo 2014

lunedì 24 marzo 2014

W, la memoria è W!

Questa immagine fino a qualche anno era solo un sogno. Dei giovani che, insieme ai grandi nomi, ricordano anche mio nonno e mio zio, Giuseppe e Paolo Borsellino, imprenditori vittime innocenti delle mafie. Grazie agli insegnanti che mi hanno aiutato nel percorso di memoria, grazie ad Aurora I.

venerdì 21 marzo 2014

XIX "Giornata della memoria e dell'impegno" di Libera

Oggi, XIX "Giornata della memoria e dell'impegno di Libera", in tutta Italia risuoneranno forti i vostri nomi: Giuseppe e Paolo Borsellino, vittime innocenti della mafia. Qualcuno, sentendo per due volte il nome di Paolo, dirà sottovoce: lo hanno già detto. Ma quello accanto lo correggerà: non è il giudice, era un ragazzo di 32 anni che ha mandato a fanculo la mafia, e Giuseppe era suo padre, che aveva il suo stesso sogno. Grazie a Libera e grazie a tutti quelli che ricordano mio nonno e mio zio.

domenica 9 marzo 2014

La prima recensione di un lettore di "Abbiamo vinto noi"

La prima recensione di un lettore, Fernando Orsini. Credo sia molto più chiaro lui di quanto potrei essere io nel raccontare il mio libro.

"Ho finito di leggere 'Abbiamo vinto noi', la storia di Ignazio Cutrò l'imprenditore che ha detto NO alla mafia, scritto da Benny Calasanzio Borsellino (Ed. Melampo). E' un libro che si legge come un romanzo, con l'unica differenza che tutto ciò che è scritto nelle 182 pagine è parte di una storia vera, terribilmente vera. Per un uomo e per la sua famiglia che, molto spesso, ha dovuto lottare prima ancora che contro la mafia, contro lo Stato o, quanto meno, alcuni suoi rappresentanti".

sabato 8 marzo 2014