domenica 21 settembre 2014

Tre mesi senza Facebook e a corto di notizie

Piccola considerazione: tre mesi senza Facebook e senza averne la minima voglia. E senza avere molto da scrivere in effetti. Problema: non so più nulla di moltissimi amici. Obiezione: chiamali. Parzialmente respinta: poco tempo e in orari improbabili. Vediamo...

sabato 21 giugno 2014

Bye bye Facebook and Co.

Ciao!

Da qualche secolo non scrivo più seriamente su questo blog. Il poco tempo libero dai miei lavori l'ho dedicato ai libri e ogni tanto a qualche articolo, e chi ne ha fatto le spese è stato il mio diario virtuale creato nel 2006. Che è stato un po' un amico.

Come naturale (ah, davvero?), in questi anni ho usato tantissimo i social network, soprattutto Facebook, e molte delle cose che avrei voluto comunicare, le ho scritte lì. 

La settimana scorsa mi sono reso conto che non avevo alcuna voglia di condividere pensieri, foto, ma anche abominevoli minchiate, su Fb. E così, senza che nemmeno sia stato necessario un percorso di disintossicazione e riabilitazione, ho chiuso i miei account. Uno era un po' più privato, dove ero in contatto solamente con persone che conoscevo davvero, l'altro più "pubblico", un calderone in cui accettavo tutte le richieste.

Mi rendo conto che questa notizia abbia sconvolto anche i popoli primitivi delle Mentawai, e che il mondo intero si stia chiedendo "come mai non è più su Facebook?". Mi sento in dovere di rispondere all'umanità. No, seriamente, ho ricevuto un paio di sms in cui mi si chiedeva perché avessi "bloccato" Tizio o Caio. E io mi immaginavo con una ganascia in mano. Simpatico. No, non ho bloccato nessuno. Ho chiuso tutto perché, semplicemente, non mi interessava più esserci, ancor di più non mi interessava la maggior parte delle cose che la gente scriveva e ancor di più riteneva interessante comunicare. Il più grande problema del mondo, dopo la fame e la sete, è che moltissime persone pensano di essere interessanti, e che pochissime lo sono realmente.

Ero stufo di (nell'ordine): 

1 Persone che pensano di essere scomode e pericolose per il sistema, che si sentono in pericolo immediato, che parlano già dall'aldilà;

2 Persone che pensano di avere un peso notevole nel destino dell'Universo: "Domani scriverò qui qualcosa che cambierà tutto, se me la faranno scrivere";

3 Persone che scrivono: "Come ho scritto due mesi e tre giorni fa qui su Facebook...". Scusa?

4 Persone che scrivono: "Scusate amici, oggi sono andata in bagno, era un po' molla e verdina, volevo condividerlo con voi";

5 Persone che scrivono: "Noi 5iamo la vera politica", "Vinciamo noi", "Noi abbiamo capito tutto, miserabile chi non ha compreso". Ok.

6 Persone che dedicano più tempo a scrivere status e a postare selfie che a vivere la loro vera vita. 

Ok, ora va meglio. Insomma, quando avrò qualcosa da scrivere, qualcosa di scomodissimo, qualcosa che Facebook avrebbe sicuramente censurato al pari delle scie chimiche e del triangolo dei miei bermuda, lo scriverò qui. Poi, notizia attesa da milioni di lettori, continuerò a scrivere libri. Se di mafia o di calcio vedremo.

A presto!

giovedì 10 aprile 2014

Quando il capitano Trovato cancellò il video di morte...

In "Abbiamo vinto noi" (Melampo Editore) con Ignazio Cutrò abbiamo raccontato la vicenda assolutamente segreta fino ad oggi del capitano dei Carabinieri Alessandro Trovato, che secondo il suo racconto cancellò il video in cui un operaio di Cutrò confessava di essere stato avvicinato da emissari della cosca mafiosa dei Panepinto che gli comunicavano la sentenza di morte emessa sul suo conto dal boss Luigi. Il video oggi è stato recuperato ed è al sicuro.

mercoledì 26 marzo 2014